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sabato 21 settembre 2013

Quando meno te lo aspetti

Ci eravamo lasciati. Sono sparita ad Aprile. 
L'arrivo della primavera è un momento particolarmente favorevole, la metereopatia trova in me una delle socie azionarie di maggioranza, quindi potete capire come il mio cambio d'umore vada a nozze con il tiepido sole della bella stagione.
Era stato un inverno lungo e difficile, S. ed io arrivammo ai ferri corti a Gennaio, quando dopo il mio ennesimo rifiuto ad essere sfiorata lui divenne di pietra e così rimase. 
Sarei partita per non tornare più, lontana senza rimedio. Era da un tempo infinito che le cose non andavano bene, eppure il tutto sembrò materializzarsi, diventare distanza tangibile, durante le vacanze di Natale, quando la sua presenza divenne indifferente, la mancanza inesistente e il desiderio qualcosa che non ci apparteneva. Non me la sento di prendermi la colpa, ma nemmeno di darla, quello che c'era tra noi, qualsiasi cosa fosse, si sciolse come un nodo fatto da un marinaio non troppo esperto. Dopo sei anni, senza batter ciglio.
I mesi che seguirono furono strani, il mio ritorno dalle vacanze sapeva di vita nuova e quel Gennaio, per me, rappresentava esattamente questo, un punto di partenza.
Avevo interrotto gli incontri con la psicologa, per non riprenderli mai più, a fine Novembre, pensandoci adesso, probabilmente, mi ero inconsapevolmente resa conto che solo io avrei potuto cambiare me stessa. Tuttavia se non ci fossi mai andata, forse, non sarei mai arrivata a questa conclusione.
Il quattro Febbraio diedi il mio ultimo esame e quando giorni dopo arrivò l'esito positivo scoppiai a piangere. Piansi forte e coi singhiozzi perchè io non ero pronta a finire, la sessione d'esami era appena iniziata ed io, almeno l'ultima, volevo godermela, rifiutai il voto. L'appello successivo era il 26. Non studiai, ovviamente, mi venne il panico per aver fatto un casino, riuscivo solo a pensare quanto stupida fossi ad aver rifiutato quel voto. Eppure è andata bene, benissimo lo stesso. Finì gli esami ed iniziai a vivere sul serio.

Da allora, ricordo tutto con una sensazione molto simile a quella quando si corre forte in sella ad una moto, da passeggero. Tutte le remore e le paure affogavano nei bicchieri di vodka urlati al cielo per onorare le nostre vittorie, i capelli si facevano profumati e gli occhi languidi in giro per le strade colme di vita, i vestiti nuovi sgomitavano nell'armadio soppiantando quelli vecchi, la porta della mia camera era spesso aperta, o era la camera ad essere vuota perchè chi ci si rifugiava dentro era ora impegnata a condividere i momenti, a parlare, a godere a vivere ogni briciolo del tempo che rimaneva.
Fu così che E. mi fece una corte spietata e mi portò a casa sua, dopo l'ennesimo drink. Mi diceva che ero bella, troppo bella per essere stata triste così a lungo e quando le sue mani sbottonarono i jeans lo lascia fare e lo baciai forte. Inspirai quell'odore nuovo come il primo boccone d'aria dopo anni di prigionia, era bello come non avevo mai pensato di meritare. Quando si alzava dal letto l'osservavo percorrere nudo la stanza e non riuscivo a paragonarlo a nient'altro che all'idea di perfezione umana che è l'uomo vitruviano. 
"Hai gli occhi da gatta sai?"
"Da circa una vita"
"E un culo da favola"
"Sapevo anche questo. Tu invece sei tutto perfetto, mi fai sentire quasi in imbarazzo"
"No, solo merito della palestra. Ho aspettato questa notte da Marzo scorso, quando ti ho conosciuta, seduta alla panchina intenta a studiare ed io tornavo dalla palestra, manco a farlo apposta"
"Possiamo affermare che sei un tantino fissato con la palestra quindi?"
"Possiamo affermare che sono un tantino fissato con te, mi piaci troppo."
Pescai una scusa a caso e raccolsi i vestiti sparsi per casa, mi feci riaccompagnare ignorando le sue richieste di dormire qualche ora e poi andare a fare colazione. Non gli scrissi, se non per declinare qualsiasi invito mi fece. 
Era giusto così. 
Ogni tanto adesso lo sento e mi chiede come sto, io rispondo che va tutto bene, ma la avverto quella domanda, quella che ha intrappolata nella gola e non riesce a farmi, ma nemmeno a cacciare giù nello stomaco dove verrebbe digerita.
Non saprei nemmeno cosa rispondergli poi. Ok che hai due bicipiti che ci rimarrei attaccata per mesi senza mangiare, e che tutto il resto è pure meglio se posso, e che fai il cantante metal, ma di metallaro non c'hai niente, e lo capisco che quelle ti lanciano occhiate di fuoco e pregherebbero non so quale santo per essere al posto mio, ma io proprio non ce la faccio. Non fa proprio per me, adesso.
Avevo preso la vita di petto qualche mese prima, non sarei tornata subito a cuccia.
Non sono tornata nemmeno ora a dire il vero, se l'avessi fatto, tutte le cose belle che mi sono accadute e mi stanno capitando, non avrebbero potuto prender forma.
Mi faccio plasmare dai desideri, ecco tutto, e va benissimo così.


                                                                                                  Isotta

domenica 28 ottobre 2012

Il sabato mattina

Le pagine bianche mi piacciono. Sono come quelle persone che, per indole o vocazione, più semplicemente bontà d'animo, stanno ad ascoltare. Tele bianche sulle quali riversare i tuoi colori, poco importa se poi le sfumature siano sempre e solo del tetro di un cielo senza stelle. Ce ne sono poche è vero, ma io le invidio. Non dire niente, magari, piuttosto, non volerlo dire, è segno di grande forza. Io sono una di quelle che va in giro con la tavolozza in mano e i colori freschi. Lo sono sempre stata. Non ci vuole niente che io ti racconti tutto. Condividendo i miei pensieri, vedendoli prendere forma alle orecchie di qualcuno, spingendoli fuori e gettandoli addosso a qualcun altro, mi alleggerisco inevitabilmente. Non ho spalle abbastanza larghe per custodirli intatti, sotto l'ala protettiva del pudore. Io ne regalo un pezzetto a chi se ne vuol prendere una briciola, come quando da bambina, dopo le feste mia madre sistemava equamente nei piattini, tutto ciò che era rimasto, lo imballava con cura e ad ogni ospite che faceva per andare, si rivolgeva con un "ah tieni, porta via questo". Come avremmo smaltito, da soli, quella roba, altrimenti.
Viaggiavo dietro il conducente e la pioggia picchiava il vetro di traverso, come piccoli chicchi di riso, l'autobus fermo al semaforo, se la godeva tutta, quella pioggia, come una sposa, il lancio propizio, all'uscita dalla chiesa. 
Rosso. Verde.
Il cielo grigio e pesante sopra le teste protette dagli ombrelli, i passi svelti delle scarpe ancora ostinatamente primaverili, la danza delle foglie nel vento che apre gli impermeabili e scombina le chiome, la prima passerella stagionale per le sciarpe.
Quanta vita c'è fuori dal finestrino, quello scorrere che non è tempo vuoto ma produttività, impegno, fatica, successo, fallimento o buco nell'acqua. Le immagini scorrono veloci, senza traffico, e io li osservo, come vorrei tuffarmici dentro e sguazzare. La signora compra i fiori nel negozietto alla sinistra della statua, il gruppetto di ragazzi gironzola con lo zaino penzoloni sulle spalle ad un orario troppo tardo per l'entrata e troppo anticipato per l'uscita, le macchine imboccano la via principale con meno foga, i cani al guinzaglio portano la coda alta e annusano l'aria in cerca di gocce, se ne incontrano una si leccano il muso.
" Isotta! " perdo il filo dei pensieri incrociando una voce amica, "non sapevo fossi tornata, ma poi ho guardato il riflesso, ed eri proprio tu." 
Gli occhi buoni di A. mi guardano sorridendo sotto una linea di eyeliner verde smeraldo.
" A. quanto tempo, come stai? Sono tornata da una ventina di giorni" abbasso la testa.
"potevi dirmelo, sarei venuta a trovarti, ci saremmo fatte una delle nostre chiacchierate"
"chiacchierate..." le stringo il braccio con cui si bilancia al mio sedile, ma è come trattenere me stessa "...nel senso che tu pazientemente ascolti e assecondi le mie turbe psichiche, mi consoli e regali pacche sulle spalle" sorrido.
" E' il compito degli amici. Come stai? " la sua voce è leggera quasi quanto dolce e interessato il suo sguardo a scorgere la verità nel mio.
" Come sempre "
" Allora avresti dovuto chiamarmi, e non capisco perchè non lo fai. "
" Perchè si finisce sempre che tu consoli me, per non si è capito nemmeno cosa. E invece lo so che anche tu avresti da lamentarti, anzi, che tu ce lo avresti davvero il motivo per lamentarti, tanti motivi, e invece non lo fai, ascolti me, consoli me, ti prendi anche il mio nero"
Le racconto di me, della mia estate spezzata da promesse non mantenute, della debolezza che ho nell'affrontare la vita, delle cose che non mi stanno bene ma che non ho il coraggio e la voglia, la forza, di cambiare, dei miei sogni per il futuro e della consapevolezza che saranno l'ennesimo disincanto, del buon punto dell'università e della voglia di togliermela dalle scatole, di ciò che mi fa incazzare di questo mondo di merda, del Natale e dell'inverno alle porte di un autunno ritardatario.
Nel frattempo lei annuisce e fa battute, mi incoraggia e dice che devo essere orgogliosa dei miei risultati, di non pensare troppo al futuro altrimenti si carica inevitabilmente di troppe aspettative, di averne fiducia però e che tutto andrà per il meglio, e se non per il meglio, come sarebbe dovuto andare comunque. Dribla le mie domande.
La saluto dopo un'oretta e i cappuccinoecornetto. 
Avrei dovuto fare la spesa, ma torno a casa con le tasche piene ugualmente, di più.
Gli esami non vanno, l'amore non è mai arrivato, la situazione non si sblocca, eppure questo lo capisci dall'ombra che le disegnano sul viso, gli angoli della bocca, dal velo lucido che le fa brillare le pupille per un istante, prima di sparire in una nuova domanda per te. Provo un innato senso di rispetto per chi riesce a tacere i propri dolori, per chi riesce a scenderci a patti da solo, ogni mattina davanti allo specchio assonnato, per chi ha pudore nel mostrarsi bisognoso di qualcosa, desideroso di speranza.
Ed A. è esattamente questo. Una persona che si impegna, anche quando avrebbe tutti i motivi per mollare il colpo, che sta male ma non te lo dice, non te lo fa nemmeno capire, che sente la mancanza di qualcuno ma non la colma con i piagnistei, che non si arrabbia col mondo, che piange di nascosto, ma quando esce mette l'eyeliner smeraldo per fugare i dubbi.
 A. è la mia tela bianca, silenziosa e in disparte che ti offre ogni suo angolino affinchè tu possa trovare un po' più di spazio e non vuole niente in cambio, assolutamente niente.
E siamo diversi, ognuno coi suoi bisogni e le proprie bizzarre soluzioni alla sofferenza. Ma questo mondo non va, in qualunque modo la vogliate mettere, così non va.

              
                                                                                          Isotta


giovedì 5 luglio 2012

I'm Back!

Holaaaaaaaaaa!
Ehm, no direi che non è il caso, visto le quattro bombe che ci hanno rifilato!
Dicevo, sono viva eh! Sono viva, vegeta e in vacanza. Vi scrivo dal mio amato pasello e tutto va bene:
arrostiamo sotto i raggi cocenti del sole, i tg si meravigliano del fatto che in estate faccia caldo, e come sempre, anche questo è il più caldo degli ultimi trisbilioni di anni.
La Fico è stata impagnottata da Balotelli (dice lei)(quanto è figo lui? dico io), gli esami di maturità sono andati e siamo tutti un po' sorpresi del fatto che non ci sia stato nessun errore nelle tracce stavolta, poi la crisi, le zanzare, i costumi, le creme solari, i saldi (dioesiste)!
Siamo qui, ed è di nuovo estate, ed è questo che conta. Che si, siamo passati attraverso coltri di nebbia, interminabili ore in ufficio o a lezione, abbiamo indossato deprimenti cappellini di lana e rotto l'ennesimo ombrello contro vento, abbiamo acceso caminetti, starnutito a ripetizione, ingurgitato abominevoli quantità di echinacea senza risultato, siamo sopravvissuti ai virus influenzali, al naso rosso e le montagne di clinex, alle abbuffate natalizie, ai lunedì, all'ondata di freddo che mi pare venisse dall'est, alla neve a Roma, a calciopoli, a Monti, a Sara Tommasi che si smutanda in ogni dove, ai quiz delle sette in tivù, ai menù di Benedetta, al passaggio totale al digitale(ce l'abbiamo fatta ieri).
Siamo dei fottutissimi eroi, regà !
Adesso, è giunta la stagione, signori e signore, del dolcissimo, piacevolissimo, orgasmico farniente. Dopo degli esami (sappiate che me ne mancano quattro, 4, per laurearmi, ma io sono solo al quarto anno e la mia facoltà è quinquennale. In realtà potrebbero anche mancarmene tre, o due, perchè aspetto ancora due risultati. Gli autografi dopo, prego. Ok, ora la smetto. Ok, la modestia non è il mio forte. Ma cazzo sono un genio!) dicevo, dopo gli esami mi sono data alla pazza gioia. Ho fatto l'ultimo il 26 Giugno, la sera stessa abbiamo fatto le quattro di mattina. Il 27 le cinque e non vi dico in che stato di devasto, vi basti sapere che era la festa organizzata dal mio collegio e il tema erano le feste dei college americani. Il 28 è stata un'altra seratona perchè c'era da festeggiare la sconfitta dei crucchi. E il 29 era venerdì, il 30 sabato, e che fai non esci e ti ubriachi nel weekend? Certamente. L'1 gran finale, la partita confesso che l'ho guardata e non avrei dovuto farlo da animalista, ma alla finale non ho resistito! E come tutti sappiamo c'era da consolarsi per la sonora sconfitta...insomma erano le 4.00 e stavo ancora sistemando la valigia, la sveglia ha annunciato tre ore di sonno quando ho impostato l'orario per la mattina seguente e nel viaggio non ho neppure chiuso occhio perchè un tizio mi si è incollato addosso come una zecca al cane e mi ha raccontato la sua misera vita cercando di impressionarmi con l'accurata descrizione della sua infallibile tecnica dell'inserire catetari. Amico, seriously? 
I bonazzi, laureati ad Harvard, capitani delle squadre di football, seduti a fianco sull'aereo, capitano sempre a quelle stronzette delle commedie americane 'orcomondo!
Sappiate inoltre che i due giorni di piscina che credevi ti avessero regalato un'abbronzatura invidiabile per lo standar "una studentessa universitaria sottoesami", era invidiabile, appunto, solo tra gli universitari. Mi chiamano mozzarella e si mettono le mani a protezione degli occhi quando passo, i miei amichetti terroni, nullafacenti, bamboccioni. E non è che lo dico per invidia che si son fatti già due mesi di mare ed hanno il colore di Mustafà, ecco. Stronzi.
Ho rimandato l'inizio del tirocinio a "tra una settimana", dovevo riprendere le fila dei miei ritmi circadiani sballati da musica ed alcol, prima di poter cominciare, e me la godo, servita e riverita dalla famigliola, strapazzata dall'affetto del mio Buddy e dei micioni, interrogata sulle novità dagli amici.
Sempre il 26 ho avuto l'ultima seduta prima delle vacanze dalla psichi ( non è adorabile questo nomignolo *.* ? Come non mi è venuto in mente prima? ) m'ha detto di stare serena che io posso fare tutto quello che voglio e non ho bisogno di nessuno per farlo, e cacchio c'ha ragione, c'ha! 
Per adesso sto in piedi da sola, ed è una sensazione fantastica non dover dipendere, anche solo psicologicamente, da qualcuno, spero di continuare in questa direzione!
Questo è più o meno tutto quello che ho fatto, e la spiegazione al silenzio stampa.
Avevo bisogno di rigenerarmi, mi serviva una pausa dai pensieri contorti e le frasi strozzate in gola, ho preso una boccata d'aria come non avevo mai fatto finora, immergendomi in tutto quello che etichettavo "stupido palliativo" e che in realtà ho scoperto riesce a rendere la vita spensierata. Il tutto sempre con la moderazione e la serietà che inevitabilmente mi contraddistingue, nonostante invidi tanto e vorrei essere una scavezzacollo, non lo sono affatto! Comunque.
Io lo dico così, senza troppo rumore, che a gridarlo ho persino paura che le parole si possano disfare nell'aria, ma sto bene. 
Io. Sto. Bene.

Regia, musica prego:

Mi siete mancati ;)
                                                                           Isotta

venerdì 27 aprile 2012

Il Castello...e 2!

Come promesso ecco il seguito fotografico della visita al Castello Visconteo. 
Soffitto Blu
Appena entrate siamo state attirate da una mostra fotografica e dopo pochi minuti ero incredula ed urlante davanti alla foto (udite,udite) del mio paesello. Yep! Avete capito benissimo. A Pavia. Una mostra fotografica promossa dall'assessorato al turismo della regione Calabria. La foto del MIO paesello!
Ero entusiasta! E se ne sono accorti anche gli altri visitatori che passavano e mi lanciavano sorrisi empatici di tutto rispetto.
Poi ci siamo dirette verso le sale del castello adibite a museo vero e proprio. La sezione dedicata all'800 è stata sbalorditiva, mi sono piacevolmente resa conto che le ore di Storia dell'Arte che consideravo inutile mi hanno fornito gli strumenti per riuscire a catalogare un dipinto, una scultura, un mosaico, in base alle caratteristiche predominanti di quel dato movimento artistico. Anche riconoscere i quadri di Hayez o il San Gerolamo è stato gratificante! Quanto ho imprecato contro questa materia e invece sono così felice di averla studiata tanto...si matura, fortunatamente!
Niente foto, vietatissimo, ed è pure giusto.
Di straforo sono riuscita a rubare qualche scatto, che pubblico clandestinamente di seguito, ecchediamine si matura si, ma sempre terrona rimango e le regole non possono che andarmi strette!
Quindi sappiate che c'è di tutto, dai Romani agli Egizi, passando per i Greci e per concludere in bellezza una sorta di plastico del tempo del Duomo di Pavia, realizzato in noce, totalmente intagliato a mano e di una grandezza tale che Barbie e Ken, potendo, l'avrebbero sicuramente scelto come luogo dove celebrare la cerimonia di nozze! Le foto sono pessimerrime, ho rubato quel che ho potuto ma, credetemi, non rende giustizia ne' alla quantita ne' tantomeno alla qualità del museo!

Okey, con questo concludo la mia scandente conduzione di Passaggio A Nord Ovest "Arte".
Ci risentiamo appena possibile!
             
Passate uno splendido weekend!

     
P.S. I collage Picmonkey non li ha ancora resi fruibili, so sorry!

                                                                                               Isotta

domenica 22 aprile 2012

E' che io ho sempre sognato un castello!

    

Sabato mattina voi cosa fate, solitamente?
Io dormo. Del resto non che gli altri giorni faccia qualcosa di diverso. Mia madre invece è solita mettere a soqquadro la casa, non è che fa le pulizie, sventra la casa, fa il culo ad acari e batteri. E' meglio dell'amuchina. 
Comunque ieri mattino, dormivo appunto, quando ricevo una telefonata.
Tululu tululu (per il telefono squilla così. Da quando ho due anni!) Sbiascico un pronto assonnato.
"Isotta, muoviti, alzati, vestiti, dai che andiamo. Tra mezz'ora pronta eh? Giù alla fermata, capito? Pronta eh! Non tardare come al solito e non ti rimettere a dormire. Alzati e cammina su!"
"Cosa???? e perchè mai dovrei alzarmi?"
"E' la settimana della cultura e si entra gratis al castello Visconteo, ci sono anche le mostre...dai!"
"Okay. Dammi il tempo di essere presentabile e arrivo."
E niente, siamo andati al castello. Alle 10.00 di sabato mattina. Io e le compianine, o meglio una parte. E che fai, te la perdi un'entrata aggratis? No. Io sono una di quelle che è gratis? ossì, si, trapanami il dente senza anestesia, dentista!!!
Il tempo ci ha graziate: un cielo tanto terso a Pavia non l'avevo mai visto in quattro anni di residenza. E che fa Isotta? Qualche foto, ovvio! #chepoicifaccioilpost (ecco la sindrome twittifera da hashtag).
Il giardino antistante è meraviglioso. A rendere tutto più bello la luce, i ragazzi che si abbracciano nel prato, l'atmosfera che questo tipo di posti regalano. Mentre sorridevo al sole riflettevo sul fatto che se avessi visitato un posto del genere da bambina, probabilmente non sarei mai più voluta tornare a casa. Sono cresciuta guardando Fantaghirò, La Principessa e il Povero, Desideria e l'Anello del Drago, i cartoni Disney. Ho giocato sempre, sempre, sempre alla principessa che vive nel castello, conduce l'armata in battaglia(Xena docet) va al ballo reale e si occupa dei cavalli. Non posso essere indifferente al fascino di un castello! Perchè mi pare di vederli, i cavalieri, portare a mano il destriero, le dame passeggiare con le gonne pesanti e ridacchiare languidamente. Lì da dove vengo io i castelli sono molto più antichi e 99/100 distrutti dal tempo, quindi per me visitare questo o quello Sforzesco a Milano, è vivere un sogno. E ancora non avevo visto la parte "interna". Infatti qui nel (chiamiamolo) cortile, ci ero venuta tante volte, ma mai dentro! Ieri però, e per fortuna, mi sono rifatta. 
Bellissimo vero? Siamo uscite alle 14.00, ma non siamo mica pazze. Le sale del castello ospitano mostre davvero interessanti, è un vero e proprio museo, che, ad essere sinceri, non credevo potesse essere così vasto e di valore. Invece ci farò un secondo post per quanto merita. E' stata una visita ricca!  

Ovviamente non potevo esimermi dal fare una foto con quelle imponenti finestre. Sapeste quante volte ho immaginato di spalancarne una per gridare al mio cavaliere che l'amo!
Si, sono pateticamente smielata, abbiate pietà sono gli ormoni!
Passate una meravigliosa domenica...

P.S. Sorry per il pessimo editing delle foto. Ha chiuso Picnick ed io non so cosa fare! Sono disperata :(
                                                                                  Isotta

venerdì 20 aprile 2012

Twitterellando...

Allora non so come sia stato possibile, ma sono stata assorbita dal potere dell'uccello...ehm no così non va bene. Sono stata rapita da Larry. Ebbene si, il colpevole è lui, l'uccellino azzurro di Twitter! Dovrei studiare invece sono lì a scartabellare tra i tweet di tutti quanti!

E' andata così: erano le dieci e mezza e non avevo nulla da fare (peeeeee! sbagliato, avresti dovuto studiare) e non avendo nulla da fare ho pensato "massì, proviamo ad iscriverci..." nemmeno dieci minuti dopo ero già folloUer di quasi tutta mediaset e di tutti i calciatori figoni che usano il social network. Faccio pena, I know. In pratica mi sono iscritta per stalkerare i vipsss. In men che non si dica furono le due e mezza, eh ma io non ero mica a dormire, eh no. Il risultato è che questa mane mi son svegliata si alle 10, con non poca resistenza da parte delle mie palpebre, ma non ho combinato un tubo. Indovinate perchè?
Già.
Ho rispreso esattamente da dove avevo interrotto. Ora i problemi sono due, facciamo tre, dato che non studio e già questo mi pare un problemone. Io twitterei con tutti, ma proprio tutti, perchè essendo una che non riesce a tenersi nulla per se, neanche le cose che è opportuno tenere, ribatterei volentieri a qualsiasi stronzata.


Tipo Zerbi scrive che ha comprato le mutande di Beckham nella speranza di ritrovarsele fallate e io vorrei rispondere che prima avrebbe bisogno del cappello di qualcuno con cervello annesso...ma vabeh. Evito. E leggo e mi trattengo. E piano piano il tempo ti sfugge da sotto il naso senza che tu te ne accorga.
Che qualcuno mi controlli!
Io sono di quelli che si vedono 6 stagioni di Lost, da circa 22 puntate ciascuna, a sua volta ciascuna da 40 minuti, in due mesi. Giorno e notte. Non mangiavo nemmeno. Un caso patologico, sono la Perditrice di Tempo per eccellenza, la sovrana del regno del dissimulare qualsiasi tipo di impegno...

Anyway, passata la novità mi calmerò. Se qualcuno di voi fosse su twitter let me know che ci follouiamo e si scambiamo due chiacchiere, che siano due ah, che io devo studiare(seee,come no)!
Infatti, se non sono molto presente sui vostri blog, perdonatemi, il motivo lo conoscete. Ed a parte gli scherzi non è Twitter, ma l'esame di lunedì.
Non ho fatto nulla, è una materia che non c'azzecca niente con farmacia, cioè economia (???), e mancano meno di due giorni!
I'm desperate...ma continuo a cazzeggiare.

Vi lascio un salutone, passate un buonissimo week end. Speriamo che il meteo si decida a dare riscontri positivi e che io passi st'esame.
Poi stasera mangio pizza e quindi son contenta uguale!


                                                                              Isotta

mercoledì 18 aprile 2012

(s)Connessioni cerebrali...

Il cielo è chiaro ad ore improponibili, ma non te ne fai nulla.
Non ti attardi appesa alle chiacchiere da passeggio, non ci sono vulcani golosi di sole, nastri d'acqua all'orizzonte da rendere visibili il più a lungo possibile, bicchieri che tintinnano di cin-cin sotto i riflettori del giorno che resiste alla notte. Mi fa incazzare tutta questa luce sprecata. Mi fa incazzare lo spreco.
Mangiare un gelato ed affezionarsi al cucchiaino, this is me.

Uno sputo di gente davanti all'entrata e la comunione davanti alla cassa. La porta a vetri di sinistra piegata a far spazio al cliente, i frutti secchi già sbucciati, quelli freschi ancora vestiti, le insalate ed i panini i farciti, le verdure al vapore, il farro e l'orzo da condire a piacere. Entrare e non sentire puzza di cadavere, non vedere pezzi di morte in mezzo a due fette di pane. Sentirsi fottutamente positiva, ilare, dopo aver realizzato che il bar vegano/biologico della Stazione Centrale concorre "al fianco", in modalità spina s'intende, di BK. Felice, sia pure per 15 secondi. Pieni, però.

Rimbalzare da un letto all'altro. Mio. Non di altri. Tra due a dire il vero: il mio di sempre e il mio da quattro anni a questa parte. Non cucinare, non mangiare. Non dormire a dovere. Leggere nuovi blog di gente che pare fichissima, che si sente fichissima, che dice fare cose fichissime. Allora deprimersi un po' , finchè non afferri che per tenere un blog ho queste/a è depressa senza un cazzo da fare esattamente come me o ha una gemella bionica costretta a ticchettare sulla tastiera le mirabolanti avventure della consanguinea nel mentre lei è a compierne di nuove e mirabolanti o è WonderBlogger . E adesso ho questo dubbio esistenziale che mi tormenta: che tutino vestirà WonderBlogger?

Poi, non so come voi vi rapportiate al calendario. Io lo subisco. A parte che il " :( " segnato ogni ventotto giorni, è già un motivo più che ragionevole ed universalmente accettato, per avere le balle girate, ma ti si schiantano al suolo, come i vasi di tua madre irrimediabilmente rotti dopo aver giocato dentro casa con la palla quando ti era stato palesamente detto di non farlo, nel momento in cui conti almeno settantasei giorni a separare te dall'ozio fancazzista delle vacanze estive. Non ce la posso fare. Morirò prima. Quindi se l'aggiornamento del blog supera di molto la mia fisiologica, altalenante mancanza, oltre il livello settimanale. Sentitevi autorizzati a mandare dei fiori.

Ho il cervello in pappa. E meno di una settimana dai primi due esami del semestre che apriranno le danze, agli altri.
Ditemi che voi non state peggio e la vita è bella, peace.

                                                                                      Isotta

martedì 31 gennaio 2012

La consolazione dello studente(pigro) sotto esami!

Al telefono...



"...Che poi chi me la fa fare, voglio dire, mica i miei mi hanno minacciato dicendo che mi tagliano i viveri se mi laureo con qualche anno di ritardo?!"
"Aehm..Isotta, diciamo che ti sei minacciata da sola. Sempre."
"Si okay..ma non ne capisco il motivo! Tutta questa anzia di finire da dove mi viene?"
"Dal fatto, ad esempio che mentre gli altri studiano per fare gli esami con calma tu sei a casa stravaccata sul divano o al parco con Buddy o in giro con me.."
"Vorresti dire che non faccio niente??????"
"No. Che però facendo 7 esami in una settimana e mezzo, il resto del tempo lo dedichi ad altro...Nel tuo caso, a dormire per esempio."
"Si, si so quello che faccio..ma vorrei sapere perchè lo faccio! Che come sempre sono io la causa dei miei mali!"
"..."
"Pronto?!"
"Facendo due calcoli: stai a casa sei mesi all'anno, a fare niente, i restanti sei mesi studi e fai gli esami. Ciò significa che se sono passati quattro anni, di studio reale tu ne hai fatti 2...
"Non ti seguo..."
"Si lo so che la matematica di prima elementare non fa per te...comunque questo significa che se continui così, ti sarai laureata in due anni e mezzo!"
"..." (Elaborazione del concetto in corso)
"Sai che mi sa proprio che ho fatto più che bene a far così!"
"Torna a studiare va'...e smettila di lamentarti."

Scusate se non sono presente sui vostri blog! Scusate perchè non ho ancora risposto per l' indirizzo e-mail, per non aver ancora partecipato al GiveAway e per non avere il tempo di scrivere degli altri premietti ricevuti...
Mi rifarò appena possibile!
Intanto, sperando che il cervello non mi lasci a piedi proprio come una vecchia macchina che esplode a pochi metri dall'arrivo in collina, vi lascio un salutino..mi rimetto a studiare.
Baci a tutti!

P.S. Mamma mia che freddo...e come nevica!

                                                                                  Isotta

mercoledì 25 gennaio 2012

Segni evidenti della fine del mondo: terremoto a Pavia!

Ponte Coperto, Pavia (PV)

Da queste parti c'è un sole e un'arietta primaverile da far invidia a qualsiasi cittadina del Sud, ma l'insolito non si limita a questo. Mentre stavo riguardando un' ultima volta gli appunti prima di andare a fare l'esame, il letto ha tremato, la tivù ha vacillato, e le casse d'acqua hanno dato un colpo di coda. Io sono abituata ai terremoti, i racconti dei bis-nonni, dei nonni e degli anziani in generale si sprecano su quello catastrofico del 1908, ne ho vissuti tre nell'arco della mia vita e tutti di magnitudo abbastanza elevato, eppure oggi me la sono fatta sotto. Sono una abbastanza tranquilla da questo punto di vista, non c'è nulla che mi manda nel panico, il mare mosso o le tempeste, i fulmini o i terremoti, li ho sempre valutati per quello che sono: eventi naturali, incontrollabili e incontenibili. Forse si sta sviluppando in me il senso del "pericolo", non ce l'ho mai avuto in effetti, da bambina mi lanciavo da qualsiasi altezza, per i tuffi dagli scogli idem, la velocità folle mi eccita non mi spaventa, uno dei miei desideri è fare bungee jumping!!!
Invece questa mattina ho pensato "ecco ora crepo e non ho fatto niente nella vita di quello che volevo fare!"..
"Perchè?" Perchè sono una procrastinatrice cronica e no, no, no non si fa!
Isotta-testabucata non devi aspettare ad essere felice quando arriva l'estate, la laurea, l'inverno, la pensione, quel giorno o quel mese. Devi essere felice ora. E per essere felice, cara la mia zuccavuota, devi fare delle scelte. Non puoi stare davanti alla vetrina a fissare tutti quei gusti di gelato, a valutare, a rimuginare, che gli altri lo scontrino lo hanno già fatto da tempo e stanno assaggiando quel gelato di cui tu ancora tenti di indovinare il sapore. Bisogna avere coraggio, di lasciare indietro chi non ti rende felice, di andare a riprendere chi lo faceva, di aspettare chi lo farà e ringraziare chi lo sta già facendo. Coraggio serve per cogliere le occasioni o ammettere "non ce la faccio, è una cosa più grande di me", a prendere una posizione e restarci se sai che quella è la strada per la tua felicità, qualsiasi cosa ti dicano amici e parenti tutti, solo tu puoi sapere cosa fa bene a te!
Quindi ho risposto di si, che ci vado stasera per l'aperitivo.
Poi ho prenotato il biglietto per tornare a casa, in qualsiasi modo vadano gli esami.
Ho parlato al telefono con mio nonno, oggi è il suo compleanno.
E con mia nonna, senza fare la voce annoiata e costringerla a chiudere.
Con mia madre, dicendole di non preoccuparsi, che so cosa fare, ma senza astio.
Pomeriggio invece andrò a mangiare un bel gelato in centro. E so già che gusto lo voglio.

Vuoi vedere che doveva arrivare il terremoto nella Pianura Padana (zona sismica zero) perchè Isotta imparasse qualcosa?!

Have fun, girls!

                                                                                  Isotta

giovedì 15 dicembre 2011

Voci e parole...

Vi è mai capitato di ascoltare la vostra voce registrata? E' terrificante. Almeno per me.
Io odio il fatto che quel suono non mi rappresenta. E' lontano anni luce dalla voce che ascolto mentre le parole abbandonano la mia gola, ed è ancora più differente dalla voce con cui i pensieri e le idee affollano lo spazio disponibile tra le tempie. In sostanza io ho tre voci, quella orribile, con cui gli altri mi ascoltano, che devo aver rubato a qualche fatina delle numerose favole che mi leggeva mio padre, alla sera, al buio, prima di andare a letto; quella che percepisco ed ha un tono prepotente, perentorio, delle volte anche quando non sarebbe proprio il caso o non c'è proprio la volontà, quella che mi fa va di sentire forte e decisa. E infine quella che io chiamo "la voce dei pensieri", quella che dovrà di sicuro appartenere ad una donna realmente forte. Non urla mai, si affaccia in punta di piedi, non vi è traccia di inflessioni spiacevoli, toni esagerati, vocali troppo aperte o doppie troppo forti. E' una voce sicura, ferma, decisa ma non imponitiva, saggia, materna. E' come la voce di quelle persone che hanno vissuto tanto e tanto hanno da raccontare, ma sono così intelligenti da non credere di esserlo, o pretende a tutti i costi di dimostrarlo. Butta lì un consiglio senza aspettative, a smuovere con cerchi concentrici il laghetto arginato che ti sei costruita, e attende; aspetta che che anche tu ti accorga chi sei. Non è una voce familiare, è una sconosciuta che alberga tra le mie orecchie, ma che mi conosce talmente bene da farmi sentire estranea a me stessa. E' onesta, perchè non conosce menzogna il filo irrazionale dei pensieri, ma solo la genuinità di quello che siamo. 
Una cosa che ho sempre fatto è non ascoltarla, rivestendo di valore, piuttosto, lo squittio delle voci degli altri, che la sua, la mia.
Poi, per quella strana abitudine che abbiamo di infilare una maschera, e portarla giorno e notte per così tanto tempo da non ricordare nemmeno più i lineamenti che abbiamo nascosto, mi sono inventata un'Isotta diversa, sul cui altare immolavo in sacrificio emozioni nascoste, opportunità cadute nel silenzio, sogni fatti di poco, troppo piccoli per avere valore, avere le ali, sapere volare, il coraggio di scegliere per me, non per gli altri, per l'adesso e non il futuro.
Quella sensazione all'etanolo, con la testa leggera e il cuore svuotato, io l'ho sempre provata. E la provo ogni volta che picchietto sulla tastiera e strappo parole ai pensieri, capriolo le frasi, imbratto una pagina del mio odore più vero. Scrivere è una boccata d'aria fresca, nell'aria di Dicembre, dopo due ore di fila nel locale con l'aria viziata; è il coraggioso tuffo nel mare di fine Aprile, dopo un'attesa lunga un inverno; è il pezzo di torta al triplo cioccolato quando la dieta è finita, affondare il naso nel pelo del tuo cane che freme di gioia dopo averti aspettata a lungo, è il primo bacio con la persona che ti ha fatto faticare tanto per averlo. Scrivere è una liberazione. E leggere è il suo sposo. 
Non lo so, ho sempre questa sensazione di non aver fatto le scelte giuste appiccicata alla pelle, di non aver vissuto per come avrei dovuto, di non essermi sfruttata il tempo, di averlo sprecato rincorrendo un'immagine che non ero io. Se così non fosse, non avrei rimpianti, timori o quel che è, sarei serena e felice. O forse no. Che quelli come me se non hanno qualcosa di cui lamentarsi la trovano, e nel caso in cui non la trovassero, fanno in modo di averla lo stesso.
Oggi va così, il grigiume dalla finestra e un esame inutile e noioso fanno il resto. Ma io sono qui, e non riesco a pensare che tra due giorni sono a casa, che riabbraccio i miei amori pelosi, che lui è venuto e, per ora, abbiamo risolto, che è il mio compleanno tra poco e c'è da festeggiare anche Natale, Capodanno e la Befana. No. Oggi l'unica cosa che la voce mi ripete è "ma non dicevi che odiavi le materie umanistiche e volevi solo vivere tra chimica e biologia?", poi tace.

                                                                               Isotta

lunedì 5 dicembre 2011

SuperMarioMonti...una cippa!

Mi ero proposta di non parlare mai di politica su questo blog. Ma questa non è politica, è un'altra cosa. Qui si tratta del fatto che mi, ci, stanno rubando il futuro. Eppure oggi non vedo invettive, j'accuse e rivoluzioni, non vedo donne indignate o lavoratori alzare la testa. Parlano del fatto che "dobbiamo fare sacrifici", noi appunto, e almeno fossero necessari. Io non sono un'economista, anzi l'unica materia che a scuola non mi andava giù, era proprio economia, ma sono una cittadina, una giovane cittadina, studentessa e disoccupata degli anni a venire. Io non sono un'eccezione o un'eccellenza, faccio parte di quella schiera di persone che hanno sempre fatto il proprio dovere, quelli che la madre da bambino gli diceva di impegnarsi, di lavorare sodo, che i sacrifici sarebbero stati ripagati un domani, che la strada dura è quella che paga. Faccio di parte di quelli che hanno raggiunto ottimi risultati nello studio ed hanno pensato di andare all'università "per sfruttare i propri talenti", per poi incontrare una realtà diversa, completamente diversa. Dove le uniche cose sfruttate sono i giovani brillanti ricercatori che svolgono a tutti gli efetti il lavoro del professore ordinario, ottantenne che non molla (la cattedra).

Impara le lingue, sono fondamentali; non ti lamentare che fai 13 materie e numerose ore in più rispetto agli altri licei, vedrai ne sarà valsa la pena in futuro,fatto.
Scegli una facoltà scientifica, sono maggiormente spendibili a livello lavorativo, fatto.
Scegli una quinquennale, è lunga, ma almeno poi sei un laureato risolto,fatto.
Vattene al Nord, così imparerai di più e ti valuteranno per questo,fatto.
Laureati presto, prestissimo, entra giovane nel mondo del lavoro, non perdere tempo a viverti la vita, no, fai 18 esami in un semestre e distruggiti psicologicamente, verrai ripagata, quasi fatto. E poi?
Sai qual è la verità? Che nessuno sta aspettando me. Che quel mondo del lavoro è saturo di gente, che non gliene importa a nessuno che sono giovane e che ho studiato tanto, che ho sacrificato tanto, che sono andata via di casa a 18anni e mi sento pure chiamata in tv "bambocciona", che vivo in un Paese dove i giornali dicono "togliete i libri alle donne così faranno figli", come se il problema fosse la cultura e non il fatto che non viene valutata e i figli non si mantengono con l'aria, che se hai la fortuna di essere assunto sei sottopagato (un dipendente farmacista in Italia prende circa 1200 euro, in Inghilterra non è DIPENDENTE perchè le farmacie sono libere e prende circa 5000 sterline(!!!), che se tutto va bene dovrò lavorare 46/47 anni, dopo aver studiato una vita, non essermi potuta permettere un viaggio, una borsa costosa, una semplice cena fuori, venti giorni di vacanza all'anno, non nomino nemmeno l'acquisto di un'auto nuova o una casa. La verità è che sarò costretta a fare la valigia un'altra volta, salendo di gradino, a centuplicare il magone di nostalgia che mi serra la gola a metà, in maniera proporzionale all'allungamento della distanza da casa, da quella che nel bene o nel male è la mia terra, dove avrei voluto vivere. Si perchè questo è quello che chiediamo tutti. Anni fa sognavano gli yacht e le vacanze in costa Smeralda, oggi quei sogni si sono notevolmente ridimensionati: un tetto tuo sulla testa, poter andare a trovare tua madre e tuo padre quando ne senti la necessità senza dover prenotare un volo, crearti una famiglia, una stabilità, uno sfizio ogni tanto che ti coccoli. Non sono grandi cose, anche se le fanno apparire tali, sono la normalità, dovrebbero essere per tutti, dovrebbero essere la base dalla quale partire per sogni più ambiziosi.
Mi sento derubata di tutto, anche della forza di sperare nel futuro. 
Ah già, non c'è più neanche quello.
 E la cosa triste è che tutti quelli che scrivevano dai blog, parlavano ai talk show, scendevano in piazza a gridare "se non ora, quando?", criticavano ed inveivano, volevano che le cose cambiassero, testimoniavano la gravità della situazione con spread e dati delle borse alla mano, oggi tacciono, oggi non si sento derubati. Tacciono semplicemente perchè dovrebbero ammettere, all'immagine riflessa nello specchio alla mattina, che un uomo (per quanto possa aver fatto schifo!) non poteva essere il male di una nazione. Che la situazione è grave, gravissima e non si risolve brindando in piazza e lanciando monetine, perchè un settantenne abbandona la poltrona, ma ce ne è sempre un'altro in agguato, e adesso, non so davvero chi sia peggio.
Non sono stati tagliati i privilegi ed i vitalizi dei parlamentari, i beni(sconfinati) ecclesiastici, come sempre, rimangono intoccabili, le istituzioni pubbliche un pozzo senza fondo nel quale versare ogni centesimo, i patrimoni dei ricchi non pervenuti, eccetera eccetera, eccetera. Dalle mie parti si dice "u cani muzzica sempi u chiù sciancatu" e cioè "il cane morde sempre il più povero" per dire che chi paga, in tutti i sensi, sono sempre i soliti noti: quella parte di Italia onesta e produttiva, quelli che si alzano ogni mattina dopo aver fatto la nottata per cercare di far quadrare i conti ed arrivare a fine mese, quelli che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, dichiarano anche la cuccia del cane, pagano di più ma chiedono la ricevuta, quelli che mandano il figlio a calcio e quindi non si comprano il Moncler, quelli che non si sposano o il figlio manco ce l'hanno perchè non possono permetterselo, ma aspettano e intanto pagano una benzina troppo costosa, per andare a fare un lavoro troppo poco pagato. E' questa gente che pagherà. Saremo noi a pagare.
Ma oggi, a nessuno sembra importare.
                                                                                  Isotta

lunedì 28 novembre 2011

La vita non è un film..ahimè!

E' già lunedì. Essì, inizia un'altra settimana e io proprio fisicamente non ce la posso fare:
punto numero uno, non ho studiato un cacchio e l'esame è mercoledì.
punto numero due, c'è una nebbia depressiva che la metà bastava.
punto numero tre, ho i dolori di un'ottantenne causa umidità e imminente arrivo ciclo.
Se, come si suol dire, il buon giorno si vede dal mattino, direi che anche per questa settimana, siamo apposto
Ho letto un link su faccialibro su una cosa che io ho sempre pensato, e cioè che un film è bello perchè si tagliano via i momenti "morti", di stallo, allora tutto appare avvincente e possibile. Togliendo il tempo dell'attesa, della banalità, anche le nostre vite potrebbero diventare dei capolavori. Togliamo tutta quella robaccia di ore di sonno inutili, visitine in bagno per assolvere i doveri fisiologici, gli spuntini a casa o i pranzi coi parenti tutti ultrasessantenni, i periodacci da single e depresse, in casa a vedere C'è Posta Per Te, per me? per gli altri! A me chi vuoi mi mandi nulla, se la mia vita sociale si riduce allo scambio di battute con la commessa dell'Esselunga per sapere se voglio o meno la busta!?
E le attese alla fermata, alla mensa, dalla parrucchiera? tutto e.l.i.m.i.n.a.t.o !!
Che nei film le uniche scene in cui si intravede un letto è perchè lo stanno usando non per dormire, il bagno esiste solo per bagni caldi e rilassanti, con la schiuma e le candele, gli spuntini a casa li organizza il figone/amicoinnamoratomacheleinonfila di turno, ultrasessantenni non ce ne stanno proprio, e le single e depresse assomigliano a Cameron Diaz, Jennifer Aniston, ecc.. ma adesso secondo voi, queste, quando mai nella vita potrebbero lontanamente essere single e depresse?
Ecco, se adesso potessi girare il mio film personale si svolgerebbe così:
Isotta, sedicenne, è una quasiragazza razionale ed indipendente, dedita allo studio con un'amore sconfinato per gli animali, e poca, pochissima fiducia nel genere maschile. Tanti amici maschi, nemmeno una femminuccia con cui parlare di smalti. Un giorno inciampa nel ragazzo trasferitosi al paesello, alto, moro e simpatico. Il suddetto ha un cane, si mettono a chiacchierare, si scoprono ogni giorno più vicini, tanto che dopo qualche mese sono tanto vicini che Isotta s'è giocata il jolly. Tutto sembra andare a gonfie vele. FIRST CUT. Isotta si diploma con il massimo e non può sprecarsi nell'università vicino al paesello, no, deve andare via, lontano, "sfruttare i suoi talenti" le aveva detto qualcuno. Il rapporto si incrina, lui la vuole accanto a se', lei deve spiegare le vele del suo futuro e col cuore trafitto prende l'aereo. SECOND CUT. Sono passati tre anni, dopo i primi due in cui il rapporto aveva retto, adesso si sfalda completamente, iniziano le bugie, il rancore, le lacrime, l'odio, la rottura. Isotta è vuota, si sente persa, ma rimane aggrappata al suo dovere e si dedica anima e corpo al conseguimento della laurea. TIRD CUT(quello che vorrei adesso!). Il sole brilla alto in un insolito azzurro cielo di Ottobre, e la ragazza esce dalla sala, una corona d'alloro intrecciata con fili rossi in testa ed un sorriso talmente grande da ricoprirle il viso, gli occhi dei suoi genitori brillano come quel sole. Alla fine delle imponenti scale, sotto il porticato dell'università, c'è un mazzo di tulipani e un biglietto "Dottoressa, adesso potrò averla per me?". Un ragazzo vestito di blu, fermo tre passì più in la del mazzetto, la guarda con i suoi occhi chiari, col suo viso dolce e incorniciato dai capelli castani. Isotta gli si avvicina, alza il viso per guardarlo bene e con fare ironico dice "credo, proprio di si". 


FOURTH CUT. Isotta e il bel ragazzo si sposano felici e contenti e lei indossa un amazing vestito bianco sporco, a sirena, in organza e inserti in pizzo adagiati sulle curve del busto, la schiena scoperta, e un velo delicato. Vivranno per sempre felici e contenti e nella scena finale, sullo sfondo la festa nuziale nella villa di-lui famiglia, loro due con i calici in mano si guardano teneramente negli occhi, "Sono onorato che tu mi abbia concesso di starti accanto per il resto della vita, ti amo". Lei poggia la testa sulla sua spalla e dice "Ti amo".. e sbeng! Nel momento in cui pronuncia quelle parole rivede il viso del suo primo amore.
                                                            The End.

Morale: Isotta non è una scenegiatrice e s'era capito. Altresì la vita è una vera merda!
Vi prego non fatemi sentire una scema totale e descrivete il film che vorreste della vostra vita, oppure di come si è rivelato meglio di quello che desideravate, anche con un post se l'idea vi garba :)
Buon inizio settimana. Sto superando, anyway..

                                                                                 Isotta

sabato 19 novembre 2011

Un cielo rischiarato...

La mattina, spingere il primo centimetro di corpo fuori dal letto è dura. Il torpore dei sensi, ubriachi di soffice stoffa e tepore, la pace del dormire, contrapposto al freddo che la notte si è impossessato della stanza, alle mille cose da fare in prospettiva di un'altra noiosa giornata grigia di Autunno. Alzarsi è un supplizio per tutti. E' la prima violenza della giornata che ci autoinfliggiamo. Perchè parliamoci chiaro, in origine non eravamo progettati per svegliarci alle 7.00 con la sveglia che ti urla nelle orecchie che il tempo passa, non era previsto che andassimo chi in ufficio, chi a scuola, chi ad aprire il negozio, avendo magari passato prima interminabili ore di attesa, nel traffico soffocante o alla fermata dei mezzi perennemente in ritardo, o in anticipo se per quella mattina speravi ci fosse quel fisiologico slittamento delle lancette che ti fa imprecare ogni giorno, che ci vuoi fare per la Legge di Murphy è così! E non ci saremmo neanche dovuti arrabattare tra dialoghi con gente isterica, depressa o ansiosa, non lo saremmo stati noi, perchè in principio, non sarebbero esistiti ne' l'isterismo, ne' l'ansia, ne' tanto meno la depressione. Ci si alzava, si cacciava per sfamarsi e poi a far niente tutto il giorno, al limite ci si accoppiava random (che voglio dire, fa sempre bene) o si sonnecchiava beatamente nella caverna. Questo masochismo, innato, nella nostra specie! Prendi i gatti* : loro si che si sono evoluti, con la scusa di cacciare i topi si sono accaparrati la simpatia degli umani, piano piano a suon di strusciatine e miagolii si sono impossessati del caminetto, del tappeto, del divano, in un escalation di comodità. E adesso eccoteli lì, serviti e riveriti, spazzolati e massaggiati, spaparanzati sul sofà, ti guardano con quegli occhi sonnacchiosi e da iosonol'altezzarealeetuloschiavo e pensano "questi stupidi umani escono,rientrano,riescono, fanno le pulizie, vanno al supermercato, litigano, fanno pace per poi ri-litigare, studiano, lavorano, urlano. E invece dovrebbero solo dormire 15 ore al giorno, e qualche volta, durante il calore, accoppiarsi.La vita non è complicata in fondo!" Nella prossima vita voglio rinascere gatto!
Per fortuna esiste il weekend. A meno che voi non siate quelli da "se non c'è la gita fuori porta non mi rilasso" . Come se sparasi ulteriori ore di macchina, o mezzi, concentrare quello che si intende vedere in una giornata e mezza al massimo, e catapultarsi a casa giusto in tempo per tornare al tran tran settimanale, con annessa depressione del lunedì e depressione post-viaggetto, sia un'attività rilassante. Divertente, magari, per alcuni, ma di rilassante non ci stanno nemmeno le esse doppie! In effetti io sono di parte. I miei mi avranno sicuramente rubata ad una povera mamma bradipo che ancora mi cerca a al chi l'ha visto dei bradipi, che poi figurati che ricerche tempestive potrebbero fare i bradipi, anyway sto divagando.
Quindi, mi sono svegliata verso le 12.00, stiracchiata e contorta per un'ora nei grovigli di lenzuolo e piumone, mangiato due fette di pancarrè con la nutella e un bicchiere di succo, docciata e vestita, mi sono incamminata verso il centro, ho visto il Ticino, la nebbia si è diradata, sono entrata in qualche negozio ed ho pure comprato a 25 euri (assieme) due maxipullover/vestitino da usare ogni giorno, il prezzo era bassissimo e devo dire che li uso parecchio perchè sono comodi ma un po' meno sportivi dei soliti jeans e maglioncino. 
Eccoli (perdonate la pessima qualità delle foto e no, non voglio imitare la Ferragni, per carità!) :

 
E improvvisamente mi sono accorta di una cosa, non mi succedeva da tempo: stavo bene. Ero serena, spensierata, in pace con il mondo e me stessa. La nostalgia di casa non mi faceva venire le lacrime, il pensiero fisso di lui non mi roteava negli occhi, camminare da sola non era un peso, ma un momento per stare con me, e ci sono stata bene, finalmente dopo tanto tempo. So che questa condizione non durerà a lungo, ma in questa "epifania" ho anche incluso la lezione di vita numero 1: bisogna vivere il momento, quello che verrà si affronterà quando sarà ora, che pensarci da adesso rovina solo l'istante di tregua che stai vivendo e mica ti salvaguarda dalla tempesta che si ti abbatterà addosso più avanti.
Adesso sono qui a scrivere il post e sorseggiare una tazza di thè verde. Il cielo si è liberato dalla nebbia dell'ultima settimana appena trascorsa, ed io, la mia nebbia, per un po' si è fatta da parte per ricordarmi che in fondo, il sole è sempre lì a guardarci!

*Ovviamente parlo dei fortunati gatti di casa. La maggior parte dei mici, vive tra i bidoni dell'immondizia, la rinotracheite, le pulci, l'abbandono e la solitudine, le sevizie e la cattiveria. Mi auguro che un giorno tutti, possano sdraiarsi su un divano comodo e pensare di essere re e regine delle case.

Passate un buon weekend, di relax!

                                                                      Isotta.

martedì 11 ottobre 2011

Cosa dovrei fare???

(Dal Web)
Dunque sono al quarto anno, e da noi, significa che hai quasi finito. E' tempo di scegliere la tesi, ci sono poche materie (6 nel primo semestre, invece che le 12 di quello del primo anno!) hai più tempo per fare le 900 ore di tirocinio. Insomma sei arrivato, devi superare lo sprint finale. Il tirocionio metà è andato quest'estate, la prossima farò l'altra metà, gli esami che mi rimangono sono solo quelli del 4° anno, che come dicevo sono veramente pochi e semplici rispetto a quelli a cui eravamo abituati negli anni precedenti. Rimane un unico, grande, grosso, nero punto interrogativo che penzola minaccioso sulla mia testa, una bomba col timer, ed è tutto nelle mie mani, o taglio il filo verde o i filo rosso, e non sai quale sia quello giusto, puoi solo avere il coraggio di prendere la tua decisione ed aspettare. Aspettare di saltare in aria o salvarti il culo.
Entro Novembre devo scegliere se tesi sperimentale o compilativa, entro Aprile consegnare i moduli con realtore, correlatore e tutto il resto, devo iniziare almeno 9 mesi prima, se voglio laurearmi in tempo. E devo farlo.
Sto parlando con molti miei colleghi sull'argomento e la maggior parte fanno spallucce e dicono "io farò la compilativa, non mi importa dei punti, non mi importa del voto, non passerò 9 mesi chiuso in un laboratorio!". E vorrei avere la loro convinzione. Il fatto è che il file rouge della mia vita è prendere la strada difficile, non scegliere il sentiero con l'erbetta verde e i firellini rosa, ma il bosco dagli alberi coi rami secchi e le spine alte. Sono fatta così, provo uno strano masochistico piacere nel torturarmi, nel mettermi alla prova. Quindi il mio dramma esistenziale della settimana è: tesi sperimentale, si o no?
Cerco di analizzare in maniera asettica pro e contro della scelta.
TESI COMPILATIVA- Massimo tre/quattro mesi di copia-incolla da internet, niente stress, il tutto potrebbe essere fatto anche da casa, quindi non sarei costretta a vivere un altro anno lontano, tempo a sufficienza per poter recuperare eventuali esami non superati, alta possibilità di laurearsi persino un semestre prima. Tuttavia i punti sono massimo 4, e bisogna acquisire 18 cfu con i moduli liberi o materie a scelta, ciò significa altri 9 esami da sommare a quelli "normali".
TESI SPERIMENTALE- Un voto finale più alto, visto che è possibile prendere 10 punti, maturare un'esperienza in grado di offrirti una chance in più nel campo nel lavoro, verranno abbonati ben 18 crediti che altrimenti dovrebbero essere acquisiti mediante materie a scelta di max 2cfu, orgoglio per genitori e parenti tutti. Però significa stare mattina e pomeriggio dal lunedì al giovedì in laboratorio, non avere la certezza di laurearsi in tempo (se ce la fai ti danno altri 2 punti bonus), rimanere a Pavia nei periodi in cui solitamente tornavo a casa. 
Ho appena finito di parlare con una prof. Dovrei iniziare a Gennaio 2013 l'internato e finire in tempo per laurearmi ad Ottobre 2013, in modo da pendere gli altri 2punti bonus.
Il problema è che devo decidere entro domani. E' stata una fortuna trovare un posto, visto che c'è gente che deve aspettare 2anni per svolgere la propria tesi sperimentale ed ha già finito il quinto anno, o forse mi sto complicando inutilmente la vita, perchè per vendere scatolini non servono 8mesi di laboratorio di tecnologia farmaceutica e soprattutto non serve avere un voto di laurea alto visto che nel nostro settore sono i privati a valutare e non tramite concorsi pubblicici? E' giusto accontentarsi e scegliere la strada breve, per non violentarsi o pretendere di più da se stessi?
Cosa devo fare??
Devo scegliere quale filo tagliare, e non ho tempo.

                                                                               Isotta.

sabato 2 luglio 2011

Sono viva..o almeno credo!

Che poi, alla fine, passa tutto. Che passa il tempo e quindi gli ostacoli rimangono indietro, che tu li abbia vinti o che tu sia stato vinto poco importa alle lancette dell'orologio e ai calendari.. 
Sono assente da tantissimo, ho una voglia compulsiva di scrivere, talmente forte che vorrei raccontare mille aneddoti, parlare di duemila argomenti e dire la mia su tutto quello che mi passa sotto il naso, ma la verità è che ancora non ho scelto..quindi per adesso mi sfogo con un post, che magari torno in me e riesco a srivere due righe di senso compiuto..
Fin'ora ho fatto nove (9) esami, tra il 25 Maggio e il 29 Giugno, aspetto il risultato di uno e il quattro di Luglio per fare l'ultimo, se anche questi vanno ho chiuso, pronta a godermi i miei meritati tre mesi di vacanza, e infondo anche non dovessero andare è uguale, perchè il tempo è passato comunque ed è ora di tornarsene a casa, di mare e di sole, di amici e famiglia.. E ci penserò dopo.
In ogni caso dal 4 pomeriggio sono L I B E R A , e mi pare di aspettare questa data forse più di quanto aspetto ogni anno il Natale.
Sono stanca, ma resisto.
Un abbraccio a tutti, in particolare a chi aspetta che il tempo passi..

                                                                                   Isotta.

venerdì 20 maggio 2011

Che non si dica che in Italia l'università non serve a nulla...



Che non si dica che io, ad esempio, dopo cinque (se tutto andrà bene, perchè ancora sono al terzo anno) estenuanti anni di studio, dopo ore di lezioni di anatomia, fisiologia, patologia, tossicologia, innumerevoli esami di chimica e giornate infinite in laboratorio, finirò a fare la commessa sottopaga di una farmacia, non diciamo che dopo aver studiato e studiato e studiato ancora un pò io non possa prescrivere consigliare nemmeno un lassativo (del quale so tutto dalla sintesi del principio in lab fino al variare delle concentrazioni plasmatiche in base al digiuno o meno del paziente) e che invece sia il medico a farlo che se tutto va bene ha fatto un esame di farmacologia; ma questo è un altro post..diciamo invece cosa ci ho guadagnato:

Ho imparato il mio codice fiscale a memoria
a fare la lavatrice, a stirare
e (udite,udite) a cucinare!!!

E dovevi andare all'università, pagare tasse&Co, a 1200 Km da casa per fare quello che la gente fa proprio a casa sua??

Essi! Perchè io ho una madre, che dico una WonderMadre, che lavora dalle 8alle2 e dalle3alle6, cucina, lava i piatti senza lavastoviglie, che stira mutande,calzini e pure gli strofinacci, la cui casa brilla tutta la settimana, che se c'è da cambiare la presa lo fa da se' senza chiedere al Papi..insomma una di quelle persone autosufficientissime e ipermeticolose che se c'è una piega sul copriletto va rifatto da capo togliendo anche i copricuscini, che se il bicchiere passandoci la spugna non sgomma come le gomme di una Ferrari che fa un testa-coda non va bene, che "meglio che faccia io, altrimenti non viene come dovrebbe" ..Tutto ciò ha portato alle mie sindromi di ineguatezza e al fatto che non abbia mai lavato neanche una tazzina in tutta la mia vita, figuriamoci cucinato!
La prima volta che ho mi sono cimentata la pasta è venuta salatissima, non vi dico quando ho provato a fare il primo uovo fritto, l'olio è ancora sul soffitto!! Ma cucina oggi, cucina domani, cucina perchè tanto sei tu che te la devi mangiare e tu ti accontenti, fatto sta che adesso sono diventata bravina..
Ho iniziato a fare dolci, certi Muffins e torte al limone da far invidia a nonna papera, risotti, torte salate, la pizza, proprio l'impasto intendo e questo è stato quello che ha scatenato la passione, il cavatappi che ha dato libero sfogo alla casalinga terrona che è in me. Ho scoperto che cucinare mi rilassa, sono veloce e pulita in cucina e vi dirò che chi si è prestato a fare da cavia/invitato ha gradito, con mio grande stupore, e so che non mentivano perchè le volte in cui, successivamente, non venne bene qualcosa mi fu semplicemente detto, senza tanti giri di parole..Ed io apprezzo infinitamente l'onestà!
Ultimo esperimento, pasta fatta in casa, non avevo nemmeno il matterello per stenderla e mi sono arrangiata con un bicchiere ma il risultato mi ha reso comunque orgogliosa!




Ovviamente sono stati due pranzi diversi eh!!!

                                                                                         Isotta