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lunedì 2 aprile 2012

Vocazioni...

C'era E. che aveva questo strano talento di fregare da sotto il naso della malcapitata l'ambita preda di sesso maschile, con l'agilità del gabbiano quando ruba al mare uno dei suoi pesci. Ho sempre creduto che lei fosse la migliore, in questo campo, ed in effetti chiunque ha desiderato lo ha avuto, e non è nemmeno 'sta bellezza che viene da dire, ok è palese che ci caschino, no. A detta di tutti anche un po' bruttina, anzi. Però non la batte nessuno, nel paese si vocifera che sia ambita per altro, ma noi facciamo finta di non sentire, o non capire. Poi c'era H. ah lei è fenomenale, sa gestire i vestiti come il commercialista i conti. Non ce ne è per nessuno, al centro commerciale fa il culo a tutte, del tipo che tu entri in un negozio e stai a rovistare tra le grucce, provi anche qualcosa ma rimani inorridita da quello che lo specchio ti manda indietro, provi con gli altri 150stores presenti, ma niente, non hai trovato niente di decente, e invece lei arriva col sorriso da shopping, quel misto tra il libidinoso e la pace dei sensi, è sommersa da buste e confezioni, tanto che stenti a credere che lei, Lei, abbia comprato qualcosa tra quelle che tu hai catalogato come schifezze. Invece poi inizia a togliere dalle bustone meraviglie di ogni genere, tanto che pensi " Forse quando entro io le levano. Commesse buddane! ". Fesserie. C'è chi può e chi non può. Io non può. Mi sfracasso le ovaie a provare e riprovare, ripassare mentalmente l'armadio per trovare l'abbinamento che funzioni, prima ancora di aver acquistato, provare una T-shirt in 12mila varianti di colore. Ma infatti la differenza tra chi si veste bene, e chi si veste e basta, è palese.
Ci sono anche quelle che sanno cucinare per l'esercito in una mezz'ora, e vi giuro che ho assistito alla preparazione di una festa di laurea, ripeto Festa di Laurea, in programma alle 19.30, con inizio lavori fissato alle 18.00. No ma mi prendi per il DìDietro, cara amica? Io in un'ora e mezza non riesco a fare una doccia! Delle volte un'ora e mezza la impiego per passarmi la piastra e il primo strato di fondotinta. Sapevatelo, in giro c'è gente capace anche di questo.
Poi fammi pensare, ci sono quelle brave in matematica, a giocare a pallavolo, a cantare, a guidare l'autobus, ce ne è di ogni, sul serio.
E io? Io mi arrangio a fare tutto. Faccio quella che cucina, faccio quella che vuole fare la faSCIOn, faccio la parrucchiera/truccatrice/estetista di me stessa, faccio la salutista che va a correre, faccio l'intelletuale che legge, la secchiona che studia, la ItGirl che fa serata, la ballerina, la nuotatrice, l'intenditrice di calcio, l'arredatrice, la creativa, la fotografa, la pittrice, la nerd. 
Ma c'è solo una cosa che sono, sono sempre stata e sarò anche dopo essere polvere sparsa sulla terra, che non rinuncerò mai ad essere, dovessi anche incontrare Borriello che mi implora di smettere, dovessi anche rinunciare ad una vita meravigliosa: una gattara. E sì perchè a me qui non mi batte nessuno. Ma nessuno proprio. Nella mia terra il randagismo è una piaga senza eguali, più estesa di quella mafiosa. Solo io ed i miei occhi sappiamo con quante lacrime abbiamo inzuppato i cuscini di ogni notte, solo io so quante anime innocenti ho visto morire tra atroci sofferenze, quanto ho cercato di arginare, quanto ho cercato di aiutare, di fare qualcosa, scontrandomi contro l'ingoranza della gente, l'ostruzionismo della mia famiglia. Me li sono portata a casa tutti, e quelli che non potevo portare me li porto sempre nel cuore, che non c'è posto più sicuro. Ne ho raccolti di ogni età, di ogni colore, senza occhi, senza zampe, con la rogna o la rinotracheite, sul ciglio della strada o giù nei burroni. Non mi è mai successo di incontrare un gatto (come qualsiasi altro animale a dire la verità) che avesse paura di me, tutti si sono sempre fatti prendere, coccolare, curare.

Io ho un dono, che non servirà a fare soldi, a rendermi simpatica alla gente o apprezzata nella mia famiglia, ma che per me è il più grande che potessi ricevere: loro si fidano di me. Io li amo senza misura.
Il primo ha trovato casa. L'altro è morto avvelenato.
Ho incontrato pastori tedeschi, rott, pit, meticci di ogni forma e dimensione, ci è bastato guardarci, e ci siamo sempre venuti incontro, cuore contro cuore. Nessun animale mi ha mai fatto neanche una stilla del male che mi hanno fatto le persone, quelle più care in particolare. E bene, per nessun motivo, per nessuna ragione, per nessun essere bipede o alieno, io rinuncerò mai all'amore che mi lega a queste creature. Che la mia è una vocazione, e alle chiamate non ci si tira indietro, se si è almeno un po' Uomini!
Magari può sembrare un discorso forzato per alcuni, mia madre stessa insinua che io abbia scelto gli animali perchè, secondo lei, non hanno diritto di replica e "come li metti, stanno". Ah no. Eh no, no, no. Gli animali sono istinto puro, le loro azioni non sono mediate dai filtri della pseudo-educazione o da dogmi imposti; se gli piaci ti amano, se non gli piaci, ringhiano. Più chiaro e limpido di così, più diritto di replica di questo! Sono allergica ai gatti al 75%, ciò sta a significare che non potrei guardarli nemmeno attraverso un vetro, io me ne infischio, posso morire perchè vivere senza di loro sarebbe peggio. Sono finita contro macchine in corsa, ho rischiato l'osso del collo innumerevoli volte, sfido l'attacco asmatico ogni giorno e c'è qualcuno che crede che può avere a che fare con me odiando i gatti?! E' più facile che faccia affari illeciti coi narcotraffcanti che possa provare pietà per una persona che non ama gli animali.
Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Adesso voglio essere petulante, e chiedervi che il giorno di Pasqua sia davvero un giorno di pace. Ho ribadito più volte il mio essere atea, ma si può comunque essere cristiani e veramente caritatevoli. Milioni, a milioni verranno sgozzati in nome di un dio, che a quanto ricordo proclamava la pace, la fratellanza e il rispetto della vita. Quella di un agnellino o di un capretto non è forse vita? Chi stabilisce dove finisce l'abominio ed inizia il pranzo? 

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo" parola di Gandhi.

Pensateci. 
               
                                                                  Isotta.

giovedì 17 novembre 2011

Mon temps perdu..et retrouvé !

Stavo facendo merenda con patatine e coca-cola, che salutista sono eh?! Un paio di patatine in bocca, poi una sorsata di dolci bollicine e improvvisamente mi è tornata alla mente una sensazione, un ricordo, probabilmente seppellito sotto giga e giga di altri ricordi, altri pensieri, neanche poi più di spessore di quello o con più rilevanza. Voi conoscete À la recherche du temps perdu di Proust?  Io l'ho studiato al liceo, letteratura francese, con la Prof madrelingua - le "n" il-est nasale, nasale! es-tu capable de dire "n" pas "En"? - mi aveva colpito per il fatto che il tizio aveva scritto circa 3000 pagine, successivamente divise in sette volumi per ovvie ragioni, grazie alle quali voleva "vincere" il tempo. E secondo me ci è riuscito, il solo fatto che è stato capace di scrivere un'opera di sette volumi piazzata, a ben diritto, nella letteratura mondiale, lo dimostra. Leggemmo un brano tra i più conosciuti, quello sui mémoires che il dolcetto a forma di conchiglia, la madeleine, e un sorso di thè caldo, rievocano alla mente dello scrittore/protagonista. Vedendomi quasi in fase REM la prof decise che sarei stata io a leggerlo per tutti, mi fece un grande regalo quel giorno. Sono rimasta sedotta dal pensiero che trasudava dalle parole che mi correvano sotto gli occhi e fui felice quando notai che, senza un briciolo della sua poesia, comunque io quelle cose le avevo già pensate! E vissute. 
Inoltre il tema dei ricordi, della nostalgia, della vita che passa, del tempo, è un argomento su cui mi ritrovo spesso a riflettere, proprio per la sensazione di vuoto tra le mani che mi lascia questo scorrere via, senza possibilità di ritorno, questo conto alla rovescia verso la fine..
Prima quindi, ho rivissuto un attimo, una sensazione, mi sono infilata nel corpo di Isotta bambinatimidaalcompleannodell'amichetta, ed ho vinto il tempo. In quel piccolo, leggero e volatile istante sono tornata indietro ad un secondo di vita trascorsa, forzando le regole della fisica, incorruttibili ed immutabili. 
Secondo Proust solo così possiamo sconfiggere il grande tiranno, con quella memoria che lui chiama memoria "spontanea", arriva all'improvviso ti fa rivivere chi sei stato, senza una logica, grazie ai sensi, un odore, un gusto, una sensazione tra le dita; al contrario di quella "volontaria" di cui ci serviamo per richiamare un ricordo in maniera logica, appunto, e razionale.
Quando vivo questi momenti sento una profonda nostalgia per quelli che sono passati e non potranno materialmente tornare, ma il fatto che sia stata questa sorta di coscienza del ricordo a spolverarli, mi consola, capendo che per affiorare senza bisogno di un aiuto razionale, significa che li ho vissuti a pieno, inglobandoli in me stessa per sempre, ed è per questo che Proust sosteneva che possiamo battere il tempo, e io condivido il suo pensiero: perchè nella dimensione interiore quegli attimi non passano, sono ancorati a sensazioni indelebili.

“Quando d’un passato antico niente sussiste, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore restano ancora per lungo tempo, come anime, a ricordare, a attendere, a sperare, sulla rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile l’immenso edificio del ricordo”

A voi è mai capitata questa cosa? Bon Mercredi= metà settimana.. yuppie!!

                                                                                          Isotta.

giovedì 6 ottobre 2011

Stay Hungry. Stay Foolish.. Goodbye Steve!

Ogni tanto capita. Per qualche strano momento di bontà del destino, o un allineamento particolare dei pianeti capita che nasca una persona così. 
Steve Jobs è stato un regalo per l'umanità, e non parlo del primo Macintosh, di iTunes, dell'iPhone, dell'iPad, parlo piuttosto dell'ispirazione che ti rimane sotto la pelle dopo aver letto o ascoltato la sua storia, la sua vita incredibile, difficile ma perfetta. 
Seguite il cuore, abbiate coraggio, amate quello che fate, pensate positivo, sempre, io così ce l'ho fatta, solo così vi sentirete realizzati.
Ma tutto questo non c'è modo migliore di assorbirlo se non ascoltarlo direttamente da lui:

E' stato mio padre ad "iniziarmi" alla Apple, a comprarmi un MacBook e non un PC.. A spiegarmi cosa fa la differenza, e mi ha insegnato ad apprezzare lo splendido lavoro che quest'uomo ha costruito partendo da un garage.

Perciò grazie genio.

                                   Rest in Peace.

martedì 9 agosto 2011

Senza Titolo

E' incredibile come alcune canzoni, sembra ti si cuciano addosso come una seconda pelle..
Non sono molto presente, è che la mia testa è altrove. Vi leggo sempre comunque.
Un bacio, Isotta.

venerdì 24 giugno 2011

Oggi piove...

Oggi piove, è il primo acquazzone estivo, e mi è tornata in mente questa splendida poesia di D'Annunzio, troppo spesso frainteso, troppo spesso bistrattato, troppo spesso scartato a priori,sottovalutato solo perchè.. lo sappiamo tutti il perchè!!
Ma io sono sempre andata controcorrente, ed è uno dei miei poeti preferiti...

 


 Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.