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sabato 28 settembre 2013

Non ti aspettavo così presto

Il sole entra con prepotenza dalla terrazza spalancata, se ne infischia che Settembre finisce.
Ho un post scanzonato da pubblicare ma non ho voglia.
Le ore del mattino mi scivolano dagli occhi chiusi e le giornate arrivano alla fine senza aver prodotto niente.
Quanto lo desideravo questo tempo libero mentro ero chiusa nello scantinato dell'università che chiamano laboratorio di chimica farmaceutica.
Sembrano passati secoli ma di mezzo c'è solo un'estate vissuta a fondo.
Eppure è passata così in fretta la sensazione del mare sulla pelle.
Ora voglio le trame pesanti e i cappelli, ma non vengo assecondata. Qui intorno tutto dice vita, io voglio il letargo.
Il buon umore mi abbandona esattamente come la bella stagione e, puntualmente, i miei mostri escono dai plaid puliti.
E' sabato e sono giovane e libera. Ma devo riposare e non intendo fare altro che starmene a letto a rimuginare e disilludermi.
Non ti aspettavo così presto, avevo sperato in qualche altro giorno di sole.


                                                                                                                              Isotta

sabato 21 settembre 2013

Quando meno te lo aspetti

Ci eravamo lasciati. Sono sparita ad Aprile. 
L'arrivo della primavera è un momento particolarmente favorevole, la metereopatia trova in me una delle socie azionarie di maggioranza, quindi potete capire come il mio cambio d'umore vada a nozze con il tiepido sole della bella stagione.
Era stato un inverno lungo e difficile, S. ed io arrivammo ai ferri corti a Gennaio, quando dopo il mio ennesimo rifiuto ad essere sfiorata lui divenne di pietra e così rimase. 
Sarei partita per non tornare più, lontana senza rimedio. Era da un tempo infinito che le cose non andavano bene, eppure il tutto sembrò materializzarsi, diventare distanza tangibile, durante le vacanze di Natale, quando la sua presenza divenne indifferente, la mancanza inesistente e il desiderio qualcosa che non ci apparteneva. Non me la sento di prendermi la colpa, ma nemmeno di darla, quello che c'era tra noi, qualsiasi cosa fosse, si sciolse come un nodo fatto da un marinaio non troppo esperto. Dopo sei anni, senza batter ciglio.
I mesi che seguirono furono strani, il mio ritorno dalle vacanze sapeva di vita nuova e quel Gennaio, per me, rappresentava esattamente questo, un punto di partenza.
Avevo interrotto gli incontri con la psicologa, per non riprenderli mai più, a fine Novembre, pensandoci adesso, probabilmente, mi ero inconsapevolmente resa conto che solo io avrei potuto cambiare me stessa. Tuttavia se non ci fossi mai andata, forse, non sarei mai arrivata a questa conclusione.
Il quattro Febbraio diedi il mio ultimo esame e quando giorni dopo arrivò l'esito positivo scoppiai a piangere. Piansi forte e coi singhiozzi perchè io non ero pronta a finire, la sessione d'esami era appena iniziata ed io, almeno l'ultima, volevo godermela, rifiutai il voto. L'appello successivo era il 26. Non studiai, ovviamente, mi venne il panico per aver fatto un casino, riuscivo solo a pensare quanto stupida fossi ad aver rifiutato quel voto. Eppure è andata bene, benissimo lo stesso. Finì gli esami ed iniziai a vivere sul serio.

Da allora, ricordo tutto con una sensazione molto simile a quella quando si corre forte in sella ad una moto, da passeggero. Tutte le remore e le paure affogavano nei bicchieri di vodka urlati al cielo per onorare le nostre vittorie, i capelli si facevano profumati e gli occhi languidi in giro per le strade colme di vita, i vestiti nuovi sgomitavano nell'armadio soppiantando quelli vecchi, la porta della mia camera era spesso aperta, o era la camera ad essere vuota perchè chi ci si rifugiava dentro era ora impegnata a condividere i momenti, a parlare, a godere a vivere ogni briciolo del tempo che rimaneva.
Fu così che E. mi fece una corte spietata e mi portò a casa sua, dopo l'ennesimo drink. Mi diceva che ero bella, troppo bella per essere stata triste così a lungo e quando le sue mani sbottonarono i jeans lo lascia fare e lo baciai forte. Inspirai quell'odore nuovo come il primo boccone d'aria dopo anni di prigionia, era bello come non avevo mai pensato di meritare. Quando si alzava dal letto l'osservavo percorrere nudo la stanza e non riuscivo a paragonarlo a nient'altro che all'idea di perfezione umana che è l'uomo vitruviano. 
"Hai gli occhi da gatta sai?"
"Da circa una vita"
"E un culo da favola"
"Sapevo anche questo. Tu invece sei tutto perfetto, mi fai sentire quasi in imbarazzo"
"No, solo merito della palestra. Ho aspettato questa notte da Marzo scorso, quando ti ho conosciuta, seduta alla panchina intenta a studiare ed io tornavo dalla palestra, manco a farlo apposta"
"Possiamo affermare che sei un tantino fissato con la palestra quindi?"
"Possiamo affermare che sono un tantino fissato con te, mi piaci troppo."
Pescai una scusa a caso e raccolsi i vestiti sparsi per casa, mi feci riaccompagnare ignorando le sue richieste di dormire qualche ora e poi andare a fare colazione. Non gli scrissi, se non per declinare qualsiasi invito mi fece. 
Era giusto così. 
Ogni tanto adesso lo sento e mi chiede come sto, io rispondo che va tutto bene, ma la avverto quella domanda, quella che ha intrappolata nella gola e non riesce a farmi, ma nemmeno a cacciare giù nello stomaco dove verrebbe digerita.
Non saprei nemmeno cosa rispondergli poi. Ok che hai due bicipiti che ci rimarrei attaccata per mesi senza mangiare, e che tutto il resto è pure meglio se posso, e che fai il cantante metal, ma di metallaro non c'hai niente, e lo capisco che quelle ti lanciano occhiate di fuoco e pregherebbero non so quale santo per essere al posto mio, ma io proprio non ce la faccio. Non fa proprio per me, adesso.
Avevo preso la vita di petto qualche mese prima, non sarei tornata subito a cuccia.
Non sono tornata nemmeno ora a dire il vero, se l'avessi fatto, tutte le cose belle che mi sono accadute e mi stanno capitando, non avrebbero potuto prender forma.
Mi faccio plasmare dai desideri, ecco tutto, e va benissimo così.


                                                                                                  Isotta

sabato 8 dicembre 2012

Addobbi e desideri.

Chi non muore si rivede!
Ebbene si, riemergo dalle ceneri, tra provette, rotavapor e funghi da ridurre in poltiglia, di un oscuro laboratorio nel seminterrato della merd grandiosa uniPv. 
Ma passiamo alle cose realmente interessanti:
1. Tra una settimana sono in Calafrica, torno a casa e riabbraccerò i miei tesori pelosi!
2. Il mio compleanno è tra 11 giorni e non posso credere che il 21 finisca il mondo, dato che il mio lo devo ancora iniziare a costruire.
3. Natale, Christmas, Noel, Weinachten, Navidad. Chiamatelo come volete ma è la festa migliore dell'anno. Ed è ad un passo da noi!
Tutti i punti si snodano in una serie di idee che probabilmente non verranno mai realizzate, data la mia fisiologica propensione al fancazzismo, ma che, per mia fortuna, trovano sfogo ossessivo compulsivo nelle meravigliose foto di Pinterest.
Ma che meraviglia! Ma come ho fatto a non iscrivermi prima?
Mi è venuta la sindrome del tunnel carpale a forza di ripinnare, praticamente, TUTTO.
Funziona più o meno così, pensi ad un centro tavola, o ad un outfit, ad un oggetto di arredamento o a dei biscottini fatti in casa per i dogs, ad una pianta o un disegno, ad un'acconciatura o un make-up, qualunque cosa insomma, la pensi, la digiti e ti si materializza davanti agli occhi declinata in ogni versione che il tuo piccolo cervelletto da pigra non si era nemmeno messo ad immaginare. Milioni e milioni di DIY, dai maxiDress alle chips di banane, dalle ghirlande da appendere fuori dal portone principale fino ai fiocchettini con cui decorare i pacchi regalo, la creatività, la bravura, la meraviglia realizzata in chissà quale parte del globo, si mostra al mondo intero ed è una cosa bellerrima!
Quindi, ho trovato le foto di tutto quello che avrei voluto realizzare se solo avessi avuto una casa mia e solomia, perchè dai miei funziona che Sua Maestà la Regina e Padrona del Regno ha sempre e solo la prima e l'ultima parola, si esatto, anche per una cazzata come gli addobbi natalizi, ma non fatemi rovinare questo post propositivo parlando del regime di WonderMommy, dicevo nevvero che avrei voluto realizzare un sacco di cose carine, molto semplici, niente di elaborato ma che trovo perfetto per la mia idea di Natale. Bene non perdiamoci in chiacchiere, regia!
Ecco il mio Natale dei sogni...
 
Infine ho una nota per Babbo Natale.
Caro Babbo, e non è che si sta a qui prendersi per i fondelli, vorrei solo farti notare che è ventitrè cazzo di anni che faccio la brava bambina! Penso sia ora che sotto l'albero tu metta un regalo come si deve...

E voi, a che punto siete con addobbi e desideri? Ci siamo quasi :)

                                                                                                    Isotta

sabato 6 ottobre 2012

New Life, new Blog!

Procrastinare è l'imperativo dei pigri. Perchè mai fare oggi quello che si può tranquillamente far domani, o dopodomani. Tra una settimana. E lo so che i piatti ancora sulla tavola apparecchiata mi guardano interrogativi da due giorni "oh ma quando ti decidi a lavarci e rilegarci al nostro posto?"
Ragazzi suvvia, sono sul divano, che è morbido e comodo, la tivù ha sempre qualcosa da dire, pare brutto se di punto in bianco li mollo per dar retta a voi, brutti piatti sporchi che volete farmi faticare!
Insomma se ci fosse un concorso per pigri sarebbe l'unico per il quale non avrei dubbi sulla mia vittoria, al primo posto.
Io sono pigra, ma talmente pigra, che anche se mi scappa da morire la pipì alle 11.00 del mattino, aspetto alle undici di sera, per farla una sola volta, insomma.
Inutile dire che tutto ciò mi ha sempre creato svariati problemi, non il trattenere la pipì, quello al massimo mi causa problemi a reni e vescica; la pigrizia mi ha tolto tanto.
Ad esempio quando non si entrava a scuola, da noi si dice "giocarsela", io mi mettevo d'accordo con i compagni il giorno prima:
"Allora ragazzi, domani non si entra, siamo sicuri??"
"Si si ce ne andiamo a Reggio a far baldoria, dai Isotta sveglia solito orario, ci troviamo alla fermata e poi partiamo!"
"Non ci siamo capiti, voi siete fuori se pensate che per un giorno che posso ubriacarmi di sonno, io mi alzo per venire a Reggio! Non se ne parla proprio, io rimarrò a casa nel mio lettuccio a dormire."
Inutile dirvi che mi guardavano con un misto tra disgusto e compassione negli occhi.
Trasformate la scenetta per qualsiasi altra occasione ed avrete risolto il nocciolo della mia vita da eremita. 
Ad esempio una cosa che mi faceva paura dell'università era il fatto che il far nulla potesse prendere totalmente il sopravvento e che io finissi a dover mollare per incapacità di impormi su me stessa, che non fossi stata in grado di svegliarmi per seguire le lezioni o costringermi a studiare in vista degli esami. Invece ne ho fatti quarantotto, me ne mancano quattro e tutto sembra andato per il verso giusto. 
Avevo sottovalutato il grande senso del dovere che mia madre mi ha iniettato nel cervello fin da piccolissima. A casa mia la parola d'ordine è prima il dovere poi il piacere, e se per il piacere non resta tempo chissene. Sticazzi.
Quindi l'unico modo per sconfiggere l'apatia è impormi un dovere, un obiettivo da portare a termine, una scadenza da rispettare, un impegno con gli altri.
Da questa serissima deduzione è venuta fuori un'idea per rendere la pubblicazione dei post sul blog, se non a scadenza fissa, almeno sostanziosa.
Mi sto prendendo l'impegno, nei vostri confronti e nei miei, di pubblicare ogni mese:
- 3 ricette veg
 - 3 causa animalista
- 3 make up/ hairstyle
- 3 post sull'abbigliamento
- 3 sulle novità che troverò in giro per il web
- varie ed eventuali
Ci tengo a precisare che non sono ne una fashion blogger, ne una chef, ne una make up artist, ne una talent scout; tuttavia sono l'insieme di tutto questo. Desidero che il blog parli di me in una luce diversa rispetto a quello che è stato fin ora.
Voglio lasciare più palcoscenico alle cose belle, alcune anche frivole, ma la vita è fatta anche di questo. 
Ho realizzato che continuare a focalizzarmi sugli aspetti negativi mi getta in una spirale lamentosa e lacrimevole dalla quale è difficile uscire, e questo si riflette inevitabilmente sul blog, che chiede aiuto, ma non ha niente da offrire.
Voglio che mi leggiate con piacere, con il sorriso e magari anche con interesse, senza dovervi sentire dopo ogni post, angosciati dalla mia condizione. Voglio essere fresca e solare, mostrarvi i miei mille interessi, le mie passioni, quello in cui credo e per cui mi batto. Ci saranno i momenti no e di conseguenza i post vecchio stampo, ma spero almeno che saranno intervallati da spiragli di luce.
Che ne dite, posso farcela?
Voglio rinascere e sono certa mi aiuterete.

                                                                                 Isotta

giovedì 4 ottobre 2012

Le parole della mia vita.


Delusione.
"Sei una delusione Isotta!". Le unghie affondavano nella carne morbida del palmo serrato. Ho sempre pensato come può una bambina essere una delusione, se è l'essere bambina stesso, le mille possibilità del futuro divenire. E' un' ingiustizia, il mento avrebbe voluto accartorciarsi in una smorfia di pianto, ma i muscoletti imponevano l'indifferenza.

Viziata.
"Tutte queste scene, sei solo una viziata. E' questa la verità, sei solo una bambina viziata". Nessuno si accorge che sono una donna. O forse dovrei, esserlo, se solo qualcuno si fosse degnato di darmi lo spazio per dimostrarlo. Che forse forse i miei non sono capricci, ma il disperato, tacito grido d'aiuto.
Comodità. Io classifico così.

Inetta.
"Non sei capace di far nulla! A che ti serve essere brava a scuola se sei un'incapace nella vita." E sinceramente lo penso anche io. Ma ciò non toglie che a furia di vederti cucire addosso un'etichetta, finisci per assorbirne l'essenza. Tanto da rispondere a qualunque proposta "No, grazie. Io so solo studiare" e crederlo realmente.

Opportunista.
"Usi la gente, ma non te ne accorgi? Badi solo al tuo tornaconto."
E aver passato una vita sforzandosi di essere il più invisibile possibile, il più in punta di piedi possibile, il meno intralcio possibile.
"Isotta vuoi qualcosa?"  "No, no grazie." Sempre. E segretamente desiderarlo tanto.
Scusa, scusami, mi scusi, non vorrei disturbare, mi spiace per il fastidio. Ho sempre ringraziato, poi.

Cattiveria.
"Sei pessima, cattiva! Sei un mostro!"
Giustificato, se qualcuno porta testimonianza di una parola cattiva alle spalle di un'amica, di un gesto irrispettoso nei confronti di un estraneo, di risate taglienti per le disgrazie di qualcuno, di ferite di fuoco nel cuore di chi ho vicino, di preoccupazioni inflitte ai genitori o a chiunque altro.
Ciò che non riusciamo a comprendere, spesso lo spacciamo per magia nera.

Ce ne sono altre, magari peggiori, ma non è questo il punto. La questione vera è la seguente: se le persone che mi hanno messa al mondo, quelle che mi hanno vista crescere, quello che dice di amarmi, quelli che io credo amici, pensano questo, ma alla fine non sarà la verità?
E se è la verità come posso non accorgermene?
Se non lo è, come possono non accorgersene loro?
Mi sono sempre sentita sola ed incompresa, ed è una cosa alla quale non riesco a fare l'abitudine o a porvi rimedio, purtroppo, ma con che coraggio mi tengo accanto persone che pensano questo di me? 
Come posso provare sentimenti positivi per chi non riesce a capire che avrei solo bisogno di essere amata senza riserve? 
E se a me viene naturale volergli bene, nonostante tutto, perchè loro non me ne vogliono altrettanto; perchè non vedono chi sono; perchè non mi perdonano una volta per tutte e invece continuano a mortificarmi?
Perchè non mi è dato trovare una persona che mi ami davvero, totalmente, che mi apprezzi e mi stimi; non lo merito? Ma che ho fatto di così male?
Sul serio, cosa ho o non ho fatto?

Sono sola, probabilmente è così che deve andare.
Ah ecco un'altra parola: rassegnazione.

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Grazie per i commenti che mi avete lasciato sotto l'ultimo post, nonostante non mi sia fatta viva per tantissimo tempo. Grazie per essere riusciti a farmi credere che questo non sia proprio il postaccio che penso io, al punto da volerci riprovare.
A tutte voi, grazie sincero!

                                                                                Isotta

domenica 12 agosto 2012

Un estate di merda.

Forse condannati lo siamo un po' tutti. Nessuno di noi ha chiesto di venire al mondo, siamo il capriccio o l'appagamento di un bisogno ancestrale, quello della vita, di perpetuarsi in modo continuo e nonostante tutto. Mamma e papà sono i nostri stessi carnefici. In effetti poi cambia tutto in base a come la vivi. Se sei un tipo che la prende con filosofia hai qualche chance in più di riuscita, ma se sei come me, ah se sei come me ti do un consiglio, fermati il prima possibile. Ed è anche un pochino questione di fortuna, e non facciamo i bacchettoni che "volere è potere" perchè sono stronzate, non importa quanto desideri qualcosa e non importa nemmeno quanto tu ti possa impegnare per far si che accada, se è così che deve andare, così andrà. 
Da bambina giocavo spesso da sola, chiusa nel mio mondo fantastico. Ero la principessa guerriera di un popolo strano, che non aveva una Terra, ma aveva costruito una specie di zattera gigante, e c'era tutto ma proprio tutto, il castello e la foresta, la piazza e il borgo, i perimetri erano la costa e viaggiavamo trasportati dalla corrente, solo quando la marea era abbastanza alta da farci navigare, senza meta.
Mi succedevano un sacco di cose bellissime, avevo amici fidati con cui galoppare per le colline, amiche con cui organizzare feste strepitose, valorosi guerrieri al mio fianco in battaglia, pronti a guardarmi le spalle, un cavaliere bello e coraggioso di cui schivare la corte. E poi c'erano i falò in spiaggia o le gite in barca, le escursioni alle cascate e i picnic sull'erba tagliata di fresco, ed erano sempre tutti allegri ed io ero felice ed io ero solo una bambina. E chi mi ha messo tutte queste idee per la testa io non lo so dire, ma la vita me la immaginavo così, con gli amici e le risate che risuanono in alto e confondono la musica.
"E' ora di dormire Isotta, adesso basta" e le mie mani paffutelle e chiare gironzolavano nella penombra della stanza preparata per la notte.
"Io non voglio dormire, Mamma. Se dormo mi perdo qualcosa, se io sto con gli occhi chiusi non vedo cosa succede di bello"
Magari le sarà scappato da ridere "Oh per l'amor del cielo, Isotta! Hai tutta la vita per tenere gli occhi aperti e vivere un sacco di belle cose, adesso è ora di dormire.."
Ora come ora è ora di dormire, sul serio. Quando dormi il dolore si assopisce ed anche se è steso al tuo fianco, come l'ombra che produrrebbe una luce puntata alle spalle, nonostante questo, si riposa anche lui e così racimoli qualche ora di pace, di pausa, la noia allenta la presa e la disperazione si fa leggermente meno presente.
E allora dormo! Quindici ore al giorno per l'esattezza, come i gatti!
Bisogna essere fortunati dicevo, si perchè io sono una tipa piuttosto noiosa a dire il vero, sono abitudinaria e pantofolaia di indole, ma poi uscire a far baldoria mi piace, sopratutto in estate. Oh ma mai nella vita che abbia trovato delle amiche che la pensano come me! Sono tutte delle suorine rompicojoni che tornano a casa a mezzanotte, come Cenerentola e non varcano i confini di Paesello! Ma mica fanno nulla per ribellarsi e spiegare ai genitori che a 23anni dovrebbero proprio farsi una vagonata di fattacci loro, eh no, son suorine e subiscono senza alzare la testa, la voce, senza tirare fuori le palle!
Sono contornata da inetti. E gli unici con cui posso uscire sono i ragazzi, ma per quanto mi piaccia stare in loro compagnia dopo un po' è scocciante, a loro poco interessa commentare i vestiti delle altre o fare gli occhi dolci a qualcuno solo per il gusto di vedere se ci casca, anzi mi rompono anche le scatole se qualcuno si avvicina a parlarmi, e quindi anche tutto l'uscire del mondo diventa inutile e noioso.
Avevo in mente un sacco di pazzie da fare ed avventure da vivere, a 14 anni credevo che quando avremmo finalmente preso la patente sarebbe arrivato il momento di mettere tutto in atto. Invece non è stato così, non erano così loro, e da sola a cosa sarebbe valso fare la ribelle scapestrata?
Questione di fortuna, nascere in un luogo del mondo poiuttosto che un altro, in una famiglia piuttosto che un' altra, avere un conto in banca o piuttosto non avercelo, incontrare gente figa e spericolata o sfigati del cazzo e farteli amici comunque, che è l'unica cosa che c'è in giro. Trovarsi nel gruppo giusto, piuttosto che in quello sbagliato. 
Fortuna, scelte, non lo so.
A me è andata una merda. Ed è inutile che io provi a spronare tutti, è inutile che mi impegni a cambiare le cose, perchè la gente non si può cambiare. Non posso cambiare il paesino piccolo e tranquillo ma bigotto e antiquato, non posso cambiare la mentalità della gente che ci è cresciuta, non posso scombinare il fisso presentarsi degli eventi.
Da chi sei non scappi, per quanto tu voglia o ti possa impegnare a farlo.
Se sfigato sei nato, sfigato muori. Ed io modestamente lo nacqui!

Spero che le vostre vacanze stiano andando molto meglio delle mie. Aspetti un anno intero e poi quello che peschi è la solita delusione...bah!
Sto seriamente pensando di chiudere questo postaccio lamentoso che è diventato il blog, forse lo è sempre stato, ma sinceramente me ne accorgo solo adesso.
E' che almeno prima quando ero triste scrivevo, ora non voglio nemmeno far quello!
Alla prossima, se ci sarà.

                                                                         Isotta

P.S. non scandalizzatevi se ci sono errori di battitura e quant'altro, non ho nemmeno riletto quello che ho digitato.

mercoledì 13 giugno 2012

Va così...

Un attimo prima sei immersa in un mondo che esiste ogni notte, nella tua testa, quello dopo ti ritrovi in quello reale e a separarli ci sta solo la sottile pelle delle palpebre. Nessuna sveglia ha rotto le palle eppure io in piedi ci sono già, per quello strano orologio interno che mi fa svegliare giusto uno, due minuti prima che l'ingranaggio faccia partire il bip-bip fastidioso e snervante. Credo che il mio corpo sia disposto a svegliarsi da solo per non sentire quello strazio, è autoconservazione.
Dovrebbero essere abolite per crimini contro l'umanità, le sveglie. 
Quattro ore di sonno non sono abbastanza, e lo si legge chiaramente dalle striature violacee che mi ritrovo sotto gli occhi, e poi oggi va così, nemmeno il correttore, nemmeno il fondotinta, nemmeno l'amico mascara. Ma neanche la crema idratante. Mi lavo il viso con l'acqua tiepida anche in estate, ho perennemente freddo io e ogni volta che rifletto su 'sta cosa mi viene in mente mia madre, sei una vipera, sei una vipera. Le vipere effettivamente sono a sangue freddo. Non ne troverai mai una all'ombra, rubano l'energie al sole. Neanche a me piace l'ombra.
Così, senza trucco, senza maschera. Desidero che chi mi incrocia oggi per strada guardi me, la pelle bianchiccia e secca, gli occhi spenti, le labbra screpolate.
Quando salgo sull'autobus la prima scrematura sono i posti liberi, ovviamente, immediatamente dopo quelli liberi e singoli, che a me non piace il contatto con la gente, addirittura il prof di psicologia ci ha parlato di una ricerca che dimostra come il contatto forzato sui mezzi pubblici faccia aumentare notevolmente il cortisolo, l'ormone dello stress. Che se ci pensi è giusto così. Siamo pur sempre animali, e se tu sconosciuto invadi il mio sacrosanto spazio personale, mi viene da smadonnare. Avete mai visto due leoni strusciarsi al primo sguardo? è impossibile, lo spazio vitale è un diritto sacrosanto e biologicamente prestabilito. Regola che vale al mattino e si estende al pomeriggio, certe volte, la notte, strusciarsi con uno sconosciuto è lecito. Più che lecito.
Dicevo, mi accomodo, guardo sempre fuori dal finestrino, su qualsiasi mezzo mi trovi guardo fuori dal finestrino. Alla fermata c'è Kyla (nella mia mente il suo nome si scrive così) ha il giochino in bocca e come sempre appena scendo lo appoggia vicino ai miei piedi. E' una simil pastore tedesco, intelligentissima. E' il cane di uno che sta a chiedere l'elemosina, ma tutti portano croccantini e giochini solo a lei, ed è inevitabile. Se ne sta buona buona vicino al suo amico umano e osserva i passanti con quegli occhi svegli, poi capita che ne individua uno, magari chi passando è solito farle una carezza, allora si prepara, prende il giochino, si mette seduta e aspetta, appena il prescelto si avvicina abbastanza lei gli va incontro, gli molla il gioco ai piedi e piega la testa di lato come solo i cani sanno fare. Finchè non giochi non hai scampo, una volta ho fatto tardi ad un esame per accontentarla!
Due calci al gioco, una carezza ed ho il lascia-passare. Attraverso la gente senza fare lo slalom, oggi non ce la faccio, oggi cammino io e vi spostate voi. Il cielo preannuncia pioggia, è grigio e le nuvole sono basse e pesanti, vicine, ma fa caldo, quel caldo antipatico che ti toglie le forze e l'allegria. Un semaforo, un altro e un'altro, la Dea è sempre lì immobile, chissà dove guarda, dalla gloria millenaria del suo ateneo tragga auspicio a maggior fortune, c'è scritto. Gloria millenaria. Ateneo. Che si fotta. Cosa cazzo sono venuta a fare io qua. 
(Di Sergio Locatelli, dal Web)
Con questi presupposti ho affrontato il mio nono colloquio. Lei è giovane e carina, mi mette a mio agio, a parte quando mi chiede di parlare della mia relazione intima (sono una tipa riservata, che non si vede? certo.) Ma più che altro cosa vuole che le dica? Cosa vorrebbe sentirsi dire? 
"Ehm...Uhmp...Ecco...Ci stavo bene!"
Roba che nemmeno Freud, ah? Intanto scrive, riempie fogli bianchi di me e chissà cos'altro. Quando esco devo fare la spesa, penso, e guardo fuori dalla piccola finestra la signora che mette fuori il bucato. "Ma lo saprà che tra un po' piove" dico a voce alta.
Lei mi guarda "come prego?"
"ehm...no, dico, la signora...lo saprà che tra poco piove?"
"No. Oggi non piove, l'ha detto il meteo" e continua a scrivere senza guardare fuori.
Avrei voluto risponderle che il meteo non ne sa più di me. Non ne può sapere più di me. Che quando sono triste piove, o meglio, che quando sta per piovere io sono triste, e lo so sempre quando sta per piovere. E' una vita che piove. So quando piove.
Ma non mi è sembrato il caso. Avrà anche visto un sacco di pazzi e magari s'è pure fatta l'abitudine, ma delle volte piuttosto che fugare ogni dubbio, meglio tacere, mi pare di aver sentito dire, e se anche era riferito alla stupidità, chissenefrega.
I colloqui sono di 45/50 minuti, durante i quali io faccio tante pause, che poi i discorsi miei son sempre quelli, e allora io vorrei risposte, ma lei dice che risposte non può darmene, che non è questo il suo lavoro, che ci vuole tempo per le risposte. Sapesse quanto ne ho sprecato. E mi sono anche un po' rotta i coglioni di continuare a farlo.
Esco ogni volta con la stessa indecifrabile sensazione, un misto tra svuotamento e angoscia, spossatezza e malinconia. Ma sarà giusto così. Magari sta facendo effetto, come quando sai di aver effettivamente bruciato calorie, la mattina dopo, quando hai dolori dappertutto e anche scendere dal letto è un'impresa titanica.
Non ho nemmeno il tempo di raggiungere la fermata.
Piove.
Ed io non posso far altro che sorridere al cielo.

                                                                                      Isotta

lunedì 11 giugno 2012

Come ce la complichiamo noi donne!

Forse il problema è che alle 13.40 a casa mia, c'è sempre stato Beautiful in tivù. Si perchè madre e nonna, lo hanno, da sempre, usato come sottofondo al lavaggio piatti, riassesto cucina, pulizia generale del dopo pranzo. Chi, invece, non avendo un bel niente da fare, lo guardava, ero io. E se mi chiedevi "allora Isotta, come fanno Brooke e Ridge quando si baciano?" io rispondevo "come i pissolini rossi!" e imitavo quello strano modo di mangiare che hanno i pesci, che aprono e chiudono esageratamente la bocca.
Che alla psicologa ancora non l'ho raccontata questa faccenda, ma in realtà, scommetto che ho interiorizzato concetti sbagliati del tipo siamotuttibelliricchiefamosi, gliuominisonoiperromantici, lavitaèuncontinuocolpodiscena.
Ma dagli uomini non puoi aspettarti niente, e il perchè è magnificamente spiegato qui.
Tuttavia, se ne siamo consapevoli, perchè ostinarsi a cercare quello diverso, perchè tormentarsi con la storia del principe azzurro quando l'esempio di principe che mi viene in mente è Emanuele Filiberto, che ha il sex appeal di un ottantenne con l'enfisema?
O vogliamo parlare di Alberto di Monaco, manco per idea che mi viene già da correre in bagno! Ed io non salvo neanche Felipe di Spagna o William d'Inghilterra, l'unico su cui farei un pensierino è Harry lo scapestrato ribelle, e diciamolo che scapestrato e ribelle si confà al mito del bastardo, mica a quello del principe azzurro.
Quindi donzelle, cosa vogliamo realmente? Perchè loro saranno anche semplici e lineari, banali e sul superficiale andante, ma noi donne, cosa pretendiamo che ci capiscano se non siamo in grado noi stesse di capirci?
Io, ad esempio, sono in conflitto perenne, e passi la storia del ciclo e degli ormoni, e passi che mi fa piacere e ci gongolo un sacco a credermi profonda come la Fossa delle Marianne, ma dammi dieci minuti e cambio idea una quindicina di volte. Esempio pratico:
Io: "Tu non mi ami!"
Lui:" Non è vero, io ti amo!"
Io: "No! Ti ho detto che non mi ami. E se mi ami non è abbastanza!"
Lui: "Ok. Allora non ti amo"
Io: "Come non mi ami? Allora mi hai preso in giro? Allora mi hai usata?!"
...
Io: "E comunque sono io che non ti amo, basta ti lascio!"
Lui: "Ma sei sicura di voler chiudere la nostra storia?"
Io: "Si! Sono certa, merito di meglio!"
Lui: "Ok"
Io: "Ok..come ok? Io non posso vivere senza di te e tu dici ok?"
Lui: "Allora non lasciamoci, se dobbiamo stare male entrambi!"
Io: "Ma chi ha detto che io starei male! Io starei meglio, basta lasciamoci."
E appena metto giù mi sento uno straccio, allora richiamo ma mi sento uno straccio, allora non so nemmeno io cosa cacchio voglio!E comunque uno straccio mi sento.
E diciamolo che siamo un po' tutte così, hai il belloccio e vuoi l'intellettuale, lo trovi ma ti mancano gli addominali, pensi che l'unica cosa necessaria per stare bene sia che ti faccia sentire speciale e al terzo sms smielato vorresti asfaltarlo con l'auto al prossimo appuntamento, non ti caga di striscio e soffri come se ti stessero operando a cuore aperto, è presente allora ti senti in gabbia, e via così all'infinito.
Cosa vorreste voi?
Io non lo so, o meglio dico che vorrei un italiano medio, amante degli animali e del calcio, e ce ne saranno milioni così, ma in realtà quando l'ho avuto non mi è andato bene, mi annoiavo. Allora ho preso l'opposto, ma sto male per la diversità, non mi sento appoggiata. Forse tendiamo troppo spesso a focalizzarci sugli aggettivi. E' facile e molto comodo categorizzare le persone in base a quello. Magari invece dovremmo soffermarci sulla sostanza, su chi è realmente l'altro, indipendentemente da che cosa fa o quali sono i suoi hobbies. Ma voi ci riuscite? Io no. Ancora, no. Dovrei giudicare in base a come ti comporti con me, a come vola il tempo quando siamo assieme e di quanto non mi stanchi di vederlo volare via, piuttosto che badare a che squadra tifi o di che colore dipingeresti la camera da letto. Eppure è così complicato, perchè io la persona che ho al fianco la devo stimare, e inevitabilmente la stimo in base ai valori, alle idee, che condivido, che abbiamo in comune. Posso passare delle giornate meravigliose con te, ma appena so che non ti piacciono gli animali, inevitabilmente mi scadi, per esempio. Ma cosa ha più valore? Come mi può esser piaciuto stare con te, se non ami gli animali o non giochi a calcio? Forse sono cose che non contano? E se non contano perchè mi pesano tanto?
Ecco è che siamo complicate! E non è giusto pretendere che esseri la cui unica aspirazione è il quieto vivere, almeno ci provino a comprenderci, a starci dietro!
Una frase che ripeto sempre è che l'unica cosa per cui non sarebbe valsa la pena nascere uomo è il dover avere a che fare con le donne! Ma immaginate il casino nella testa del poveretto quando viene incalzato da domande e dubbi esistenziali, mentre lui vorrebbe solo una birra? Quanto li invidio.
Comunque possiamo farci tutti i giri intergalattici che ci pare ma le alternative sono essenzialmente 3:
- Accontentarsi. Prendi il meno peggio, ti fai una famiglia consapevole che non tornerai mai a casa e ci sarà lui ad aspettarti con un bagno caldo e le candele profumate come nei migliori film d'ammore, ma piuttosto sarà stravaccato sul divano coi piedi sul tavolino e la prima frase che pronuncerà appena ti vede sarà "stasera che si mangia?"
- Non accontentarsi. Io valgo di più, perciò finchè non arriva chi mi capisce, chi mi ama anche coi baffi e la ricrescita, chi non pensa sia da pazzi uscire alle tre di notte perchè c'è un cane abbandonato, io aspetto! Allora c'è da comprare un vibratore e aspettare la morte, che è più facile vedere una vergine incinta che non l'uomo che hai creato nelle tue fantasie!
- Traghettare. Essì, la terza opzione potrebbe essere passare dall'altra sponda. Io personalmente rifiuto e vado avanti, ma c'è qualcuno a cui potrebbe interessare scambiare quattro chiacchiere davanti alla tivù con una persona che finalmente è isterica, profonda quanto te!

Sono fusa e confusa. S'era capito mi sa!

                                                                                 Isotta

martedì 5 giugno 2012

La strana questione del sisteraggio...

Quando avevo otto anni mi sentivo tanto tanto sola, allora rompevo a mia madre per avere una sorella, un fratello no, altrimenti mi avrebbe rubato l'amore di mio padre. Chi non ha presente quelle cose padre-figlio, che poi se avesse anche giocato a calcio, probabilmente io non sarei più potuta essere il suo maschiaccio, e invece di portare me alle partite ed a "litigare" coi suoi amici milanisti ed interisti, avrebbe di certo scelto lui. Quindi sono stata esaudita, ed è nata lei, a distanza di otto anni, un mese prima ed un giorno dopo rispetto a me. Ho scelto il nome, i vestiti, tutto quanto, ed è stato talmente forte il legame che ci ha unite fin da subito che quando l'ho vista la prima volta nella culletta della clinica ho esclamato "mamma, io quella cosa viola* non la voglio come sorella."
Si narra che mia madre non sapendo se scoppiare a ridere o a piangere stava per lanciarsi dal balcone, che lei dopo l'esperienza mia, tre anni di notti insonni, non ne voleva più sapere di marmocchi urlanti e lo aveva fatto esclusivamente per accontentarmi, ma già non mi stava più bene! In pratica io son così, tendo a stancarmi facilmente delle cose.
Il proseguo non è per niente andato meglio. Regina incontrastata per otto lunghi anni mi è risultato difficile "condividere" i genitori, i nonni, i giochi, la casa, le attenzioni. Ho quindi continuato la mia piccola esistenza, come se lei non esistesse, non degnandola di uno sguardo e considerandola insignificante.
Lei al contrario mi ha sempre vista come il suo modello, la prima parola che ha detto non è stata mamma o papà, ma il mio nome. Su un libro da colorare di quando andava alle elementari, alla domanda a chi vuoi assomigliare da grande, ha risposto col mio nome, ancora una volta.
Adesso ha quattordici anni, ed è impossibile non notarla. Quanto io sono chiusa, misantropa, sulla depressione andante, lei è solare, estroversa, piena di vita ed entusiasmo. Io sono biondina, con gli occhi verdi e le guance da bimba, lei è mora con gli occhi da cerbiatta e gli zigomi alti. Fortunatamente per lei è alta nella norma, sicuramente più di me, ma si ostina a dire che voleva proprio essere bassa, like me (???). La guardo e sento una strana malinconia, vorrei che fossimo nate al contrario. Se a quattordici anni avessi avuto lei come sorella maggiore, mi sarebbe stata vicino, mi avrebbe incitato, consigliato, spronato a vivere, la sua forza sarebbe stata d'aiuto e magari ora sarei una persona diversa. Lei sta crescendo da sola, esattamente come ho fatto io, ma lo sta facendo nel modo giusto, non avendo paura degli altri e isolandosi. E' piena di amiche che la adorano, di ragazzini che la ricoprono di messaggini e mi piace alle foto di facebook, coltiva mille interessi e non rinuncia a niente. Io in fondo sono proprio orgogliosa di lei. Lei è quello che ognuna di noi, adolescente, sarebbe dovuta essere, lei è quello che io avrei voluto essere. E non riesco a farle capire, che ad essere me, invece, non c'è nulla di buono, se non, al limite, la carriera scolastica.
Sicuramente meritava una vera sorella.
Questo inverno, per un breve periodo è stata assieme ad un ragazzino più grande, molto bello, gentile, che la riempiva di attenzioni e complimenti. Poi è finita, ma io non ho sentito il bisogno di chiederle se stava bene, mi sento quasi un'estranea con lei, e poi ripensando a me dieci anni fa, non mi avrebbe fatto piacere che qualcuno ficcasse il naso nelle mie cose, ma forse sbaglio, perchè lei non è me, lei è diversa.
Fatto sta che quando ho saputo che lui è un calciatore in erba, sono andata in crisi. Continuavo a pensare cose come "io non sono riuscita a trovarmi un calciatore. Forse perchè io sono troppo brutta. O magari sono troppo bassa. E se adesso mio padre vuole più bene a lei perchè ha trovato un ragazzo a cui interessa il calcio e io invece non ci sono riuscita?" insomma, le mie solite paranoie. 
Lei dal canto suo non ha battuto ciglio per aver rotto con questo tipo, ha continuato la sua vita tranquillamente, a me invece vengono ancora le paranoie, e mi domando se abbia fatto bene a lasciarlo/farsi lasciare non so, non tentare di ricostruire. Ma vi pare normale? Così di tanto in tanto vado sulla bacheca di questo ragazzino per cercare indizi e magari scoprire che pensa ancora a lei...invece vedo che è stato acquistato per giocare nell'Ancona, un sacco di articoli di giornale che lo descrivono come "nuova promessa" e penso definitivamente che mia sorella ha perso l'occasione della vita. Il fatto però è che tutti questi pensieri non derivano dal sapere che mia sorella sta male o ne soffre, a lei non sembra fregar più nulla di questo, derivano piuttosto dal pensare "se fossi stata io al suo posto, se avessi avuto io questa opportunità, non l'avrei di certo lasciato andare così.." ed allora capisco che c'è qualcosa che non va. Che provo una specie di invidia nei suoi confronti, di ineguatezza, nonostante lo abbia sempre nascosto col contrario. Vorrei poter tornare adoloscente, avere amiche come le sue, divertirmi come si divertono loro, raccogliere il consenso delle ragazze e l'approvazione dei ragazzi, vorrei ricostruire la mia vita da lì, e vorrei tutte queste cose perchè non sono soddisfatta di come ho vissuto io.
Sono una merda. E mi sento anche peggio.

                                                                                 Isotta

*aveva tre giri di cordono attorno al collo, dicono sia viva per miracolo del ginecologo.

venerdì 18 maggio 2012

Buoni propositi!

Una tazza di thè verde ogni giorno alle cinque. Bere molta più acqua del solito e nessuna bibita gassata. Alzarsi presto, non andare a letto tardi. Mangiare frutta e verdura fresca, niente altro. Iscriversi ad un corso di yoga, andare il sabato mattina a fare volontariato al canile. Mettere i cetrioli sugli occhi e farsi una maschera casalinga, l'impacco per i capelli e rinnovare la manicure. Indossare il profumo. Passeggiare lentamente sotto i rami pieni di foglie rigogliose, tra la luce e l'ombra e respirare di nuovo. Prendersi cura di se.
Bastava così poco per riprendere in mano la mia mente, andata a farsi un giro un po' più in là del circondario? 
Pare di si.
Nel post precedente parlavo di Lui. Si, perchè c'era stato un nuovo momento di pace, ma evidentemente scriverne sul blog non fa bene. La vacanza, il tempo condiviso. Quella vicinanza che non mi permette di resistere. Adesso è nuovamente tutto sparso in mille pezzi sul pavimento. Fino a ieri non lo era. Oggi si.
Ma infondo le cose succedono, vanno, vengono, tornano. E' questo restare irrosolti la molla che fa poi riscattare tutto, ancora. E' un circolo vizioso.
L'attrazione che ti avvicina, l'incompatibilità che ti allontana.
Quando sarò abbastanza matura da scegliere una via, definitivamente? Dopo un po' le montagne russe stancano, l'adrenalina iniziale si trasforma in nausea e voglia di scendere. Io voglio scendere, lui vuole scendere. Forse è l'unica cosa su cui ci troviamo d'accordo.
Non ho la forza di ricostruire la mia vita. Sto a fatica riuscendo a tenere le redini della mente, non posso occuparmi di altro adesso. Allora ho deciso che aspetterò che il tempo passi. Berrò thè verde e continuerò a fare yoga, mangierò verdure tra una seduta e l'altra dalla psicologa, mi renderò utile per i cani del canile, nonostante niente che io possa fare sarà in grado di ricambiare la loro gratitudine per una manciata di crocchette e mezz'ora nell'area di sgambamento. Darò gli esami che mi mancano, ruberò l'energia stesa al sole. Non penserò a lui, ai nostri problemi, quando sentirò la fitta della malinconia spingerò la mente verso altro, e se mi mancherà un'abbraccio o una voce amica mi guarderò allo specchio. Voglio bastare a me stessa adesso.
Non voglio avere bisogno di nessuno.
Devo caricarmi il mio peso e portarlo avanti io stessa, senza far fare il lavoro sporco a terzi. Scriverò di cose belle, niente più pensieri cupi e contorti, scriverò di pomeriggi al parco e giornate calde in piscina, di vestiti nuovi e colorati, di gusti di gelato e zanzare impertinenti, di pile di libri e firme sul libretto.
E poi voglio parlare dei miei progetti, delle mie idee sui temi attuali, dell'estate calda e delle piogge improvvise, dei giri in centro, di quando tornerò a casa.
E allora lui svanirà tra le pieghe dei ricordi, e una delle mie grandi ferite si rimarginerà poco alla volta. Tanto che quando sarò a mare, nemmeno il sale la farà più bruciare.
Non il sale, non il sole, non il passato.
In quel momento, si aprirà il nuovo capitolo della mia vita e mi impegnerò a renderlo migliore dell'appena concluso.

Il prossimo post, sarà dedicato ai giochini ed ai premi per cui sono stata citata, perdonate l'ulteriore rinvio, ma mi premeva mettere nero rosa su bianco il mio stato d'animo attuale. Tornerò a leggere quando sarò scoraggiata e mi sarà d'aiuto!

Qualche programma per sabato e domenica???
In ogni caso, passate uno splendido weekend!

                                                                      Isotta.

venerdì 20 aprile 2012

Twitterellando...

Allora non so come sia stato possibile, ma sono stata assorbita dal potere dell'uccello...ehm no così non va bene. Sono stata rapita da Larry. Ebbene si, il colpevole è lui, l'uccellino azzurro di Twitter! Dovrei studiare invece sono lì a scartabellare tra i tweet di tutti quanti!

E' andata così: erano le dieci e mezza e non avevo nulla da fare (peeeeee! sbagliato, avresti dovuto studiare) e non avendo nulla da fare ho pensato "massì, proviamo ad iscriverci..." nemmeno dieci minuti dopo ero già folloUer di quasi tutta mediaset e di tutti i calciatori figoni che usano il social network. Faccio pena, I know. In pratica mi sono iscritta per stalkerare i vipsss. In men che non si dica furono le due e mezza, eh ma io non ero mica a dormire, eh no. Il risultato è che questa mane mi son svegliata si alle 10, con non poca resistenza da parte delle mie palpebre, ma non ho combinato un tubo. Indovinate perchè?
Già.
Ho rispreso esattamente da dove avevo interrotto. Ora i problemi sono due, facciamo tre, dato che non studio e già questo mi pare un problemone. Io twitterei con tutti, ma proprio tutti, perchè essendo una che non riesce a tenersi nulla per se, neanche le cose che è opportuno tenere, ribatterei volentieri a qualsiasi stronzata.


Tipo Zerbi scrive che ha comprato le mutande di Beckham nella speranza di ritrovarsele fallate e io vorrei rispondere che prima avrebbe bisogno del cappello di qualcuno con cervello annesso...ma vabeh. Evito. E leggo e mi trattengo. E piano piano il tempo ti sfugge da sotto il naso senza che tu te ne accorga.
Che qualcuno mi controlli!
Io sono di quelli che si vedono 6 stagioni di Lost, da circa 22 puntate ciascuna, a sua volta ciascuna da 40 minuti, in due mesi. Giorno e notte. Non mangiavo nemmeno. Un caso patologico, sono la Perditrice di Tempo per eccellenza, la sovrana del regno del dissimulare qualsiasi tipo di impegno...

Anyway, passata la novità mi calmerò. Se qualcuno di voi fosse su twitter let me know che ci follouiamo e si scambiamo due chiacchiere, che siano due ah, che io devo studiare(seee,come no)!
Infatti, se non sono molto presente sui vostri blog, perdonatemi, il motivo lo conoscete. Ed a parte gli scherzi non è Twitter, ma l'esame di lunedì.
Non ho fatto nulla, è una materia che non c'azzecca niente con farmacia, cioè economia (???), e mancano meno di due giorni!
I'm desperate...ma continuo a cazzeggiare.

Vi lascio un salutone, passate un buonissimo week end. Speriamo che il meteo si decida a dare riscontri positivi e che io passi st'esame.
Poi stasera mangio pizza e quindi son contenta uguale!


                                                                              Isotta

lunedì 2 aprile 2012

Vocazioni...

C'era E. che aveva questo strano talento di fregare da sotto il naso della malcapitata l'ambita preda di sesso maschile, con l'agilità del gabbiano quando ruba al mare uno dei suoi pesci. Ho sempre creduto che lei fosse la migliore, in questo campo, ed in effetti chiunque ha desiderato lo ha avuto, e non è nemmeno 'sta bellezza che viene da dire, ok è palese che ci caschino, no. A detta di tutti anche un po' bruttina, anzi. Però non la batte nessuno, nel paese si vocifera che sia ambita per altro, ma noi facciamo finta di non sentire, o non capire. Poi c'era H. ah lei è fenomenale, sa gestire i vestiti come il commercialista i conti. Non ce ne è per nessuno, al centro commerciale fa il culo a tutte, del tipo che tu entri in un negozio e stai a rovistare tra le grucce, provi anche qualcosa ma rimani inorridita da quello che lo specchio ti manda indietro, provi con gli altri 150stores presenti, ma niente, non hai trovato niente di decente, e invece lei arriva col sorriso da shopping, quel misto tra il libidinoso e la pace dei sensi, è sommersa da buste e confezioni, tanto che stenti a credere che lei, Lei, abbia comprato qualcosa tra quelle che tu hai catalogato come schifezze. Invece poi inizia a togliere dalle bustone meraviglie di ogni genere, tanto che pensi " Forse quando entro io le levano. Commesse buddane! ". Fesserie. C'è chi può e chi non può. Io non può. Mi sfracasso le ovaie a provare e riprovare, ripassare mentalmente l'armadio per trovare l'abbinamento che funzioni, prima ancora di aver acquistato, provare una T-shirt in 12mila varianti di colore. Ma infatti la differenza tra chi si veste bene, e chi si veste e basta, è palese.
Ci sono anche quelle che sanno cucinare per l'esercito in una mezz'ora, e vi giuro che ho assistito alla preparazione di una festa di laurea, ripeto Festa di Laurea, in programma alle 19.30, con inizio lavori fissato alle 18.00. No ma mi prendi per il DìDietro, cara amica? Io in un'ora e mezza non riesco a fare una doccia! Delle volte un'ora e mezza la impiego per passarmi la piastra e il primo strato di fondotinta. Sapevatelo, in giro c'è gente capace anche di questo.
Poi fammi pensare, ci sono quelle brave in matematica, a giocare a pallavolo, a cantare, a guidare l'autobus, ce ne è di ogni, sul serio.
E io? Io mi arrangio a fare tutto. Faccio quella che cucina, faccio quella che vuole fare la faSCIOn, faccio la parrucchiera/truccatrice/estetista di me stessa, faccio la salutista che va a correre, faccio l'intelletuale che legge, la secchiona che studia, la ItGirl che fa serata, la ballerina, la nuotatrice, l'intenditrice di calcio, l'arredatrice, la creativa, la fotografa, la pittrice, la nerd. 
Ma c'è solo una cosa che sono, sono sempre stata e sarò anche dopo essere polvere sparsa sulla terra, che non rinuncerò mai ad essere, dovessi anche incontrare Borriello che mi implora di smettere, dovessi anche rinunciare ad una vita meravigliosa: una gattara. E sì perchè a me qui non mi batte nessuno. Ma nessuno proprio. Nella mia terra il randagismo è una piaga senza eguali, più estesa di quella mafiosa. Solo io ed i miei occhi sappiamo con quante lacrime abbiamo inzuppato i cuscini di ogni notte, solo io so quante anime innocenti ho visto morire tra atroci sofferenze, quanto ho cercato di arginare, quanto ho cercato di aiutare, di fare qualcosa, scontrandomi contro l'ingoranza della gente, l'ostruzionismo della mia famiglia. Me li sono portata a casa tutti, e quelli che non potevo portare me li porto sempre nel cuore, che non c'è posto più sicuro. Ne ho raccolti di ogni età, di ogni colore, senza occhi, senza zampe, con la rogna o la rinotracheite, sul ciglio della strada o giù nei burroni. Non mi è mai successo di incontrare un gatto (come qualsiasi altro animale a dire la verità) che avesse paura di me, tutti si sono sempre fatti prendere, coccolare, curare.

Io ho un dono, che non servirà a fare soldi, a rendermi simpatica alla gente o apprezzata nella mia famiglia, ma che per me è il più grande che potessi ricevere: loro si fidano di me. Io li amo senza misura.
Il primo ha trovato casa. L'altro è morto avvelenato.
Ho incontrato pastori tedeschi, rott, pit, meticci di ogni forma e dimensione, ci è bastato guardarci, e ci siamo sempre venuti incontro, cuore contro cuore. Nessun animale mi ha mai fatto neanche una stilla del male che mi hanno fatto le persone, quelle più care in particolare. E bene, per nessun motivo, per nessuna ragione, per nessun essere bipede o alieno, io rinuncerò mai all'amore che mi lega a queste creature. Che la mia è una vocazione, e alle chiamate non ci si tira indietro, se si è almeno un po' Uomini!
Magari può sembrare un discorso forzato per alcuni, mia madre stessa insinua che io abbia scelto gli animali perchè, secondo lei, non hanno diritto di replica e "come li metti, stanno". Ah no. Eh no, no, no. Gli animali sono istinto puro, le loro azioni non sono mediate dai filtri della pseudo-educazione o da dogmi imposti; se gli piaci ti amano, se non gli piaci, ringhiano. Più chiaro e limpido di così, più diritto di replica di questo! Sono allergica ai gatti al 75%, ciò sta a significare che non potrei guardarli nemmeno attraverso un vetro, io me ne infischio, posso morire perchè vivere senza di loro sarebbe peggio. Sono finita contro macchine in corsa, ho rischiato l'osso del collo innumerevoli volte, sfido l'attacco asmatico ogni giorno e c'è qualcuno che crede che può avere a che fare con me odiando i gatti?! E' più facile che faccia affari illeciti coi narcotraffcanti che possa provare pietà per una persona che non ama gli animali.
Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Adesso voglio essere petulante, e chiedervi che il giorno di Pasqua sia davvero un giorno di pace. Ho ribadito più volte il mio essere atea, ma si può comunque essere cristiani e veramente caritatevoli. Milioni, a milioni verranno sgozzati in nome di un dio, che a quanto ricordo proclamava la pace, la fratellanza e il rispetto della vita. Quella di un agnellino o di un capretto non è forse vita? Chi stabilisce dove finisce l'abominio ed inizia il pranzo? 

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo" parola di Gandhi.

Pensateci. 
               
                                                                  Isotta.

sabato 10 marzo 2012

Una telefonata e un pizzico d'egocentrismo...

Quasi quasi credevo di essere perseguitata e portarmi dietro il maltempo come un bimbo fa col suo peluche preferito, non fosse per il fatto che nebbia, pioggia e freddo non sono decisamente i miei pupazzi preferiti!
L'unico giorno Le uniche ore di sole da quando il 9 Febbraio sono tornata a casa, sono state quelle di una domenica mattina, la precedente al mio ritorno a Pavia, il giorno dopo.
Quello che ne è rimasto è qualche foto scattata a me, da mia sorella, che si diverte a farmi fare la modella, e io gradisco, se ricordate il post precedente.
Queste due sono tra le mie preferite e mi andava di condividerle con voi, niente altro!
L'olimpus è la macchina secolare del mio papà <3





















Subito dopo pranzo, ho dovuto abbandonare la camicia di jeans, indossare il maglione e gli stivali e arrendermi al fatto che no, la Primavera non solo non è arrivata, ma si farà attendere ancora per molto.
Ma quanto mi piace aumentare la saturazione?! :)
Durante questo mesetto a casa la parola d'ordine è stata relax. Dopo la full immersion rapida ma traumatica nella sessione d'esami, era esattamente quello che ci voleva. 
Gli esami sono andati fortunatamente tutti bene, ho svolto un'altro mese di tirocinio nella farmacia del paesello e dovrei essere felice, contenta e soddisfatta.
Tuttavia la serenità è una cosa a cui ho rinunciato da tempo, e ribadisco non che io abbia qualcosa di realmente grave di cui lamentarmi, ma veramente io sto male. Non mi sento apposto, vivo la vita a fatica, anzi la subisco. Sono scontrosa e sgarbata con i miei familiari, scostante con gli amici, intollerante con gli estranei. E non mi va bene. Voglio tornare ad essere quella bambina solare e gioiosa, che come dice mia nonna, aveva un sorriso per tutti. Si perchè stavo bene e non mi risultava difficile esprimerlo. Non sogno più, faccio solo incubi, tutti del tipo che devo salvare qualche animale o picchiare qualcuno che mi ha fatto del male, sbrigarmi a prendere l'aereo verso casa o a consegnare qualcosa in scadenza, come la tesi toh. Ma non riesco mai a compiere le azioni, mi muovo lentamente, per quanto mi sforzi di correre o sferrare uno schiaffo i miei movimenti sono moviolati, sbaglio gate e prendo l'aereo sbagliato, o perdo l'autobus e non consegno in tempo i documenti, catastrofi di ogni genere si frappongono tra me e il mio obiettivo, ma io per quanto faccia fatica, per quanto cerchi di ribellarmi e agire, non combino mai niente. Mi alzo semplicemente con l'affanno e il cuore che pompa per uscirmi dal petto, fradicia di sudore, stanca ancor prima di essermi alzata dal letto.
Il malumore è la mia ombra, quando capita (non raramente direi) di guardare il riflesso di me stessa apparire tra le vetrine, vedo una persona triste, camminare con le spalle chine e gli angoli della bocca pronti a toccare terra. Sono stanca, stanca, stanca di sopravvivere con queste angosce immotivate o almeno che non riesco a comprendere, ma dalle quali, allo stesso modo, non riesco a disfarmi.
Dunque per il bene di tutti, ma di me stessa per prima, l'ho fatto. Dopo anni di simaforse, oranonhotempo, ancoraresisto e micasonopazza, ho chiamato.
"Pronto. E' il consultorio Tal Dei Tali?"
"Si, come possiamo aiutarla?"
"Ho bisogno di uno psicologo. Il più presto possibile."
"Il primo appuntamento è tale giorno. Va bene?"
"Se non è possibile prima, benissimo grazie."
E prenotato il primo incontro. E' da tantissimo tempo che penso di farlo ma non avevo mai agito. Così per evitare di diventare l'Isotta degli incubi, ho deciso di provare.
Le prime cinque sedute sono gratuite e non guasta mai, ma se dovessi rendermi conto che ne traggo un beneficio, di qualsiasi entità, potrò continuare pagando solo il ticket ad ogni seduta. Ora sono un po' in ansia, non so se servirà realmente a qualcosa, se scoprirò che ho un problema o semplicemente già il fatto di svuotarmi mi farà bene, ma sono già felice di aver tentato, anzi già aver preso in mano il cellurare ed aver digitato il numero mi fa essere fiduciosa. Chissà magari è la svolta. 
Comunque meglio non caricare troppo di aspettative la cosa, sai mai che rimango delusa come sempre!
In ogni modo, al massimo, ci ho provato!
Spero passiate un buon weekend, io ho in mente di fare lunghe passeggiate al parco, importunare i cani e i padroni che incontro, cucinare un dolce per la colazione e leggere quel libro che devo ancora finire. Insomma un passaggio soft alla routine studentesca!
Take it easy, girls!
      
                                                                             Isotta

giovedì 8 marzo 2012

La fregatura d'esser donna...

Queste giornate, vari San Valentino e FesteDelleDonne, mi sono sempre stati sulle orecchie. E non ho problemi nei confronti del consumismo, merchandising, fiorai o proprietari di locali, tanto meno con gli spogliarellisti e chi li va a vedere. Non mi punzecchia nemmeno la spina della coscienza sociale, di ribadire che come oggi, anni fa, un cacchio che erano tutte in fila dall'estetista a prepararsi per festeggiare, le donne, erano piuttosto pronte a scendere in piazza a combattere contro milioni di anni, secoli di testa bassa e acqua in bocca, di servilismo e presunta inferiorità, di botte e diritti rubati.
Io non festeggio, semplicemente perchè non c'è nulla da festeggiare. Per me essere donna è un handicap, e no, me ne infischio delle quote rosa, delle agevolazioni al lavoro femminile, della parità fittizia laddove mai ci potrà essere parità.
Io volevo nascere maschio, per avere la vita in discesa. E tralasciamo il fare pipì in piedi, dove viene viene, quando ti scappa; o il non avere il ciclo, il non essere obbligati a fare la ceretta, la comodità dell'uscire dalla doccia strofinare i capelli ed essere pronti, del non aver bisogno dei tacchi per uscire a divertirsi ed apparire "sexy", dell'essere fighi con gli addominali, ma interessanti con la panza, maledetti se trasandati, affascinanti con le rughe e il brizzolato, sexy se unto di grasso di motore e splendido con la 24ore e il vestito. Ed oggi sono magnanima e voglio lasciar perdere anche il fatto che non sopportino niente altro oltre ad uno spruzzo di piacere per avere un figlio, a cui ovviamente va il loro cognome, perchè chi se l'è scarrozzato dietro per nove mesi, lo ha fatto uscire comodamente come può esserlo far uscire un pompelmo dalla narice o, al massimo, facendosi affettare la parete addominale, lo ha allattato dando in beneficienza anche il seno sodo, non ha fatto mica niente di straordinario.
Non sono fiera di essere donna per la gente che mi chiede "ma l'aiuti mamma, a casa?" , per le amiche che raccontano di come il fratello da un esame all'anno all'università ed è bellode'mamma, mentre loro sono in regola ma nessuno ci fa caso; non sono soddisfatta quando pretendiamo le quote rosa, che è come i posti privilegiati agli orfani di guerra, solo che a noi non manca niente, se non un n'appendice di carne, s'intende, e dovrebbe essere una conquista? Grosse risate. Non mi piace allo stesso modo che l'ex marito si sveni per pagare gli alimenti, praticamente sempre, praticamente anche nel caso lei fosse più ricca di lui; che sia scontato che debba essere Lui a pagare la cena, i miei soldi valgono esattamente quanto i tuoi; che per lo stesso lavoro io debba prendere di meno solo per il fatto che ho una vagina dalla quale forse un giorno vorrò presentare al mondo qualcuno, preferirei prendere di meno solo di chi è più capace di me, uomo o donna che sia. Vorrei che le donne la smettessero di andare contro le donne, spessissimo per accaparrarsi semplicemente un individuo dotato di pene, o che inorridiscono quando sentono "io non voglio figli". Per quanto mi riguarda Belen può mostrare non solo quella tatuata di farfalla, non mi offende mica, mi offende immensamente di più che in Spagna la pillola del giorno dopo è gratis e senza ricetta, mentre da noi è talmente difficile abortire, che vogliono far si che sia doloroso e ostacolano i medici che vorrebbero somministrare la RU486; mi offendono il Papa e il bigotto che condanna il mio corpo, il decerebrato che ti palpa sull'autobus affollato, chi pensa che il fatto che indossi una minigonna e tacco 12 significhi che sono una facile, o quelli che credono che messaggini smielati e sgrammaticati mi facciano capitolare. Mi da' noia chi mi considera un'incubatrice ambulante, obbligata a procreare per "sentirmi realizzata" (ma che stronzate!), chi pensa che una donna non debba guardare il MotoGP o non sappia cosa è il fuori gioco e non sia in grado di parcheggiare; chi mi critica in quanto pigra perchè "e se ti sposi come fai?" semplicissimo, non devo trovare un'altro pigro, ammesso che voglia sposarmi e non decida di diventare la futura destinataria di un premio Nobel per la chimica.
La verità è che io non volevo essere donna, perchè è faticoso. Ci chiamano il sesso debole, eppure non ho mai visto mia madre o mia nonna che schiacciano il pisolino pomeridiano, nonostante lavorino da sempre, mai, nemmeno quando il termometro segnava 39°. E sono convinta di questo, che qualsiasi uomo, anche il più comprensivo e disponibile, non lavorerà mai quanto una donna, che otto ore di lavoro, la casa da pulire, i figli a cui far fare i compiti o da accompagnare a calcio, il pranzo e la cena, i consigli, il supporto, le lavatrici, le amiche, gli amici di lui a cena, il volontariato, dare una mano ai tuoi ormai anziani, anche ai suoi già che ci sei (che le donne hanno un cuore grande), telefonare al nipotino per il suo compleanno e ricordarsi di fare la spesa, mantenersi curata, interessante e disponibile (sperando che non si stufi lo stesso) e poi... ah si, già, dormire!
Ecco care Donne, io lo so che siete straordinarie, ed è proprio per questo che mi tiravo volentieri fuori, perchè tutte queste cose, senza impazzire, le può fare solo chi ha una vagonata di amore da regalare ogni giorno, una forza sovrumana di spingere sull'acceleratore senza risparmiarsi mai, chi è talmente grande da essere nata femmina.
A voi, non il mio augurio. La mia immensa stima.
                                                                                 Isotta.
                                    

mercoledì 22 febbraio 2012

Volevo fare la Velina...

Si. Lo ripetevo ossessivamente.
I miei mi hanno sempre raccontato di quella volta che duenne ballavo sculettavo davanti al televisore, con la pancia fuori, per imitare la Pamela Prati dei tempi d'oro del bagaglino.
Dovevano cominciare a farsi qualche domanda da allora, presumo, e magari iniziare con le sedute di psicoterapia già dall'asilo. Che una cresce e si porta dietro anche i tarli nella testa. Non ho mai giocato a fare la mamma o, che ne so, la maestra, tipici giochi da bambina normale. No, io ero modella, ballerinaindiscotecasulcubo che allora non sapevo trattasi di cubista, ballerina di tivù, attrice, e persino, dopo aver visto un telefilm, non ricordo bene, volevo ardentemente imparare la lap-dance, aivoja che tutti mi ripetevano che non sta bene, io mi ero innamorata delle acrobazie per aria, dei vestitini-ini-ini sbrilluccicanti, del trucco pesante. 
Non chiedetemi il motivo di tali scelte, obiettivamente opinabili, ma i fatti così stanno e tanto vale dichiarali. E niente, passavo le giornate rubando foulard e scialletti vari a madre e nonna, piazzandomeli addosso a mo' di abiti da gran sera e poi sfilavo sotto i faretti del corridoio che erano i miei riflettori, le luci della ribalta, i flash dei fotografi, ore a fare su e giu, consumare il parquet, a truccarmi e pettinarmi di nascosto prima, che se mi vedeva mia madre erano cavoletti, e nel caso mi avesse sgamato, praticamente sempre, la regola era mentire, mentire a tutti i costi, anche sotto tortura, anche nonostante le palpebre di un non molto elegante blu e le labbra truccate da un makeup-artist cieco, di quel rosa che mi piaceva tanto. Immaginavo gli occhi di tutti puntati addosso, gli applausi, l'approvazione della gente, e decretavo che non ci sarebbe stato niente di più bello da poter fare per tutta la vita.
Poi i fatti non seguono praticamente mai i desideri della gente, e se da bambina non lo capisci che devi avere certi requisiti, da grandicella te ne accorgi. Ti accorgi di avere qualcosa che non va quando i tuoi vestiti sono ancora otto anni e gli altri è da un bel po' che sono passati ai sedici; quando passeggiando con le amiche per dire loro qualcosa nell'orecchio devi alzarti sulle punte, e mille volte ancora. Che purtroppo pare che le modelle debbano avere un' altezza minima a cui tu non arrivi nemmeno se ti fai la cofana sulla testa, e le  ballerine di tivù uguale, e le veline idem. Che il bel faccino, il corpo atletico e il sapersi muovere non bastano, se non distribuiti su almeno un metro e settanta. Così iniziano a partire la sfilza di luoghi comuni/consolazioni/pacchesullespalle/spallucce desolate "nella botte piccola c'è il vino buono e blablabla..." , o la cosa che proprio odio "ma quelle sono galline!Tu sei intelligente!" 
E che me ne faccio dell'intelligenza non si sa. Stuidiamo, studiamo, studiamo e poi? Se ti va bene per trovare considerazione nel ruolo che hai faticato per raggiungere devi espatriare, con tutto quello che ne consegue, lontanaza, solitudine, saudaji. O trovi un lavoro sottopagato o non lo trovi proprio un lavoro.
Essere bella è tutta un'altra cosa. Tanto per incominciare, nel nostro Paese è l'unica cosa che fa reddito, ti da una posizione (non fate i maliziosi...), addirittura ti assicura la pensione da ministro, inoltre non bisogna impegnarsi più di tanto , spesso chi è bella non ha un pelo, ha i denti bianchissimi e la pelle perfetta, i capelli fluenti anche dopo la sauna, non deve sforzarsi in palestra o patire le torture di HannibalL'Estetista. Non bisogna neanche impegnarsi ad essere simpatiche, interessanti, alla mano, allegre o cordiali, basta un sorriso e l'individuo dall'altra parte già è perdutamente innamorato, al massimo impegnato a fissarti il fondoschiena. Se fossi bella e nemmeno in grado di sculettare su un bancone, non temere, c'è e ci sarà sempre un imprenditore pronto a pagare a vita i tuoi stravizi pur di potersi fare un giro sulla giostra; e se tu invece volessi il vero amore, stai tranquilla, potresti anche essere cattiva ed acida come Malefica, avresti sempre accanto l'uomo che hai scelto, fedele come il tuo pincher nano!
Se possiedi spirito di indipendenza da vendere e vuoi mantenerti da sola, dovresti posare per qualche scatto fotografico o farti truccare e pettinare per sorridere davanti ad una telecamera. Lo so, lo so... so' sacrifici!
Avete presente la tipica domanda "ma se tu potessi sciegliere, no.." 
"Stavi per chiedermi se rinuncerei al mio cervello, all'integrità morale nei confronti dei miei genitori, alla vita privata che possa chiamarsi tale, la cucina calorica della nonna e l'anonimato, per essere una lobotomizzata, mezza nuda ma con uno stacco di coscia che 'llevate...non è necessario nemmeno che continui. C'è solo una risposta. Si."
E se siete di quelle che affermano con sincera invidia convinzione, che voi non scambiereste il cervello con la bellezza... vediamo se siete di questo avviso dopo quanto segue:
Di Natale e Iaquinta, mutanda/boxer nero..
 
E poi lui. L'uomo più bello che abbia mai visto. Il mio ideale più ideale che c'è! *.*
Marco, lo hanno fatto  su misura per me...
E adesso gioca pure nella mia Juve. Perfetto!

Se sieta ancora di quell'avviso? Sicure, sicure, sicure?
Io ribadisco: 
"Volevo fare la Velina!"


P.S. Comunque, si capisce che mi piacciono i moroni? :P

P.P.S. Ma lo sapete che me ne sbatto dell'esame cancellato?
Olè!
Vi bacio tutteeee!!!

Isotta