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sabato 10 novembre 2012

Un Augurio ed una dichiarazione d'Amore.

Sto perdendo tempo prezioso, assecondando madama Pigrizia. Dovrei studiare, iniziare così da non arrivare con l'acqua alla gola, due giorni prima dell'esame.
Ma io sono così e se per 48 volte mi sono ridotta all'ultimo, cosa vuoi che cambi adesso?
Tornata nel microminiloft avrei dovuto svegliarmi presto, non andare a letto tardi, mangiare i legumi, sempre troppo pochi per un vegetariano, finire la relazione sul tirocinio e consegnarla, sistemare le cose, la maggior parte.
Il primo giorno mi sono riposata e nulla è cambiato, ancora.
Così riempio il tempo con pagine internet e telefilm, con le vite degli altri, che la mia mi fa schifo.
Nel tritacarne che è il mio tempo libero ci passa di tutto, dal calcio al bricolage, dai blog tema matrimonio ai mommyblog ai fashinblog, a quelli sull'arredamento e pure quelli di lifestyle, make-up, cucina, cinema, TUTTO.
Un pomeriggio noioso uguale a tutti quelli precedenti ed a venire, mi sono imbattuta in una dichiarazione d'amore. D'amore vero, tangibile, concreto, stabile. Di quell'amore che forse io non sarò mai in grado di provare per nessuno, ma che mi rassicura ascoltare, vivere attraverso il racconto di qualcuno, esperienza nell'accezione più vera.
In pratica Nina, la donna che lo ha scritto, ha un blog molto famoso, nel quale racconta la sua vita, emozioni ed impressioni di "diversamente fertile", alla ricerca di una gravidanza, che in questi giorni, incrociamo le dita, pare si stia trasformando in realtà.
Come in bocca al lupo quindi. 
Se non lo merita una coppia così, chi?

" In tempi non sospetti, quando io ero alle prese con le mie crisi esistenziali, Lui cercava pazientemente di riportare la nostra relazione su un piano di realtà.
In quei lunghi mesi di buio, accecata dal voglio un figlio a tutti i costi, focalizzata sulla ricerca, Lui lavorava in sordina all'enorme impresa di ricordare a se stesso e a me che c'è altro nella vita.
Mentre io ero assoggettata al mio universo emotivo, Lui, l'uomo di casa, l'essere razionale per eccellenza si ostinava a portare avanti la sua dura battaglia per dimostare che è possibile mantenere un dignitoso rapporto di normalità con la vita quotidiana, anche in condizioni d'instabilità e di emergenza come quella che ci siamo trovati a dover affrontare.
 
 Io facevo il bello e il cattivo tempo, Lui ritesseva i fili di una matassa che io mi divertivo (oh come mi divertivo) a ingarbugliare e confondere continuamente. Io vivevo assurde e inaspettate altalene emotive, Lui raccoglieva i pezzi, gli stralci di conversazione, i frammenti di paure irrazionali e dubbi atavici e cercava di ridargli un ordine e un senso.
Io ero centrata e focalizzata su un obiettivo preciso, Lui faceva di tutto per continuare ad assomigliare a un essere umano, capace di guardare ancora con interesse al mondo circostante, curioso di quello che accade lì fuori, per regalarci momenti di svago. Lui era la parte pratica, la costante razionale, io la componente emotiva, impulsiva e sognatrice.
Lui era l'occasione di uscire da me stessa e dai nostri drammi, era la possibilità per la nostra relazione di non implodere su stessa e mi ricordava l'importanza di alimentare le nostre passioni comuni per non perdere di vista la vita al di là di un figlio. Ma non lo faceva in modo plateale, esplicito bensì, più come un sussurro, il suo operare era da dietro le quinte: silenzioso e costante. Per questo troppo spesso non me ne sono accorta, ho equivocato e frainteso, non ne ho compreso l'importanza e il valore.

Io lo volevo presente, capace di entrare in risonanza con le mie parole, in immediata corrispondenza emotiva con me e con il mio vissuto. Io lo volevo empatico, capace di sentire quello che sentivo io, nello stesso momento.
Lo volevo complice delle mie messe in scena, dei miei teatrini interiori.
Lui invece prendeva le distanze dal mio modo, preferiva rimanere in superficie e non scendere in quegli abissi.
Stavo male, la chiamavo incompatibilità, indifferenza, incomunicabilità, incomprensione.
Ma questa diversità invece è stata una ricchezza, la nostra salvezza. Il suo senso pratico ha arginato il mio fiume in piena, mi ha offerto le coordinate di riferimento, i confini entro i quali le cose possono accadere e continuare a muoversi senza spargimenti inutili di sangue. Oggi mi rendo conto che se Lui avesse vissuto le cose al mio stesso modo, con lo stesso pathos e lo stesso trasporto, con quell'insana teatralità e quell'intensa drammaticità, io non so dove saremmo ora.
Comprendo oggi quanto quel suo agire in modo pratico, il suo non farsi sopraffare dalle emozioni, abbia permesso a me di muovermi in tutta sicurezza e libertà nel mio universo interiore, sondarlo ed esplorarlo, scendere e  risalire a mio piacimento, sicura del fatto che lì fuori c'era Lui, saldo e ben piantato coi piedi a terra, a occuparsi di tutto il resto mentre io svolazzavo per aria, o navigavo i miei mari, facile preda sia dell'entusiasmo che dello sconforto.
E' stato il porto che accoglie e offre sicurezza e riparo.

Non ha usato il mio linguaggio, fatto di aria, metafore e astrazioni, viscere, carne e sangue, ma ha usato il suo, che è fatto di terra, materia, acqua, che evoca in me immagini di solide montagne e di imponenti alberi.
Il mio è il potere esplosivo e distruttivo dell'uragano, il suo è il lavoro caldo e sotterraneo del magma denso.
Io ho il dono della trascendenza, Lui dell'essenzialità, della pragmaticità.
Io strabordo, esondo, Lui rispetta i suoi confini e dentro di essi attua il cambiamento.
Io sono tanta, Lui è minimale, essenziale ed efficace.
Io divago, mi perdo nei miei stati d'animo, mi cullo nel passato e nel futuro, mi lascio sfuggire il presente.
Lui è diretto, preciso, attuale.

E così era Lui a raccontarmi le cose del mondo di fuori, a cena, sempre Lui a trovare cose da fare, a  proporre concerti e uscite, a tornare la sera con un film da vedere, a pensare a tutto quello che a me, così impegnata su me stessa, sfuggiva troppo spesso.
Se ho avuto tempo e  modo di esplorare i miei limiti e poi superarli, lo devo a Lui.
Ora lo so.

E poi un giorno di circa due mesi fa mi sono ritrovata a sognare Parigi, a immaginare i suoi tetti, le sue strade, i suoi negozi, le sue atmosfere, i suoi cieli. Lui non si è perso in quei viaggi mentali con me , non ha assecondato il mio lato sognatore alimentandolo con le parole, Lui ha fatto molto di più (quello che forse io non sarei stata capace di fare) occupandosi degli aspetti squisitamente concreti e pratici.
Lui l'ha reso semplicemente possibile.

E così giovedì partiremo per Parigi, diremo addio a questo lungo, umido e freddo inverno dell'anima e saluteremo finalmente l'arrivo della nostra primavera.
Questo viaggio sarà lo spartiacque che separa il prima e il dopo, sarà per noi una luna di miele, come la prima volta.
Perchè ci stiamo ridando la possibilità di scoprirci e sorprenderci ancora, di guardarci con occhi nuovi e puri, di ricominciare una nuova fase fatta solo di noi.
Credo che Parigi sia la città perfetta per due anime che sono tornate a scegliersi ancora, per la seconda volta. "
 
Il link al post è questo!
 
Cosa altro è possibile dire dopo ciò?
Auguro loro il meglio, ed a me d'incontrare un Amore così.
Buon weekend!

                                                                                            Isotta

giovedì 5 luglio 2012

I'm Back!

Holaaaaaaaaaa!
Ehm, no direi che non è il caso, visto le quattro bombe che ci hanno rifilato!
Dicevo, sono viva eh! Sono viva, vegeta e in vacanza. Vi scrivo dal mio amato pasello e tutto va bene:
arrostiamo sotto i raggi cocenti del sole, i tg si meravigliano del fatto che in estate faccia caldo, e come sempre, anche questo è il più caldo degli ultimi trisbilioni di anni.
La Fico è stata impagnottata da Balotelli (dice lei)(quanto è figo lui? dico io), gli esami di maturità sono andati e siamo tutti un po' sorpresi del fatto che non ci sia stato nessun errore nelle tracce stavolta, poi la crisi, le zanzare, i costumi, le creme solari, i saldi (dioesiste)!
Siamo qui, ed è di nuovo estate, ed è questo che conta. Che si, siamo passati attraverso coltri di nebbia, interminabili ore in ufficio o a lezione, abbiamo indossato deprimenti cappellini di lana e rotto l'ennesimo ombrello contro vento, abbiamo acceso caminetti, starnutito a ripetizione, ingurgitato abominevoli quantità di echinacea senza risultato, siamo sopravvissuti ai virus influenzali, al naso rosso e le montagne di clinex, alle abbuffate natalizie, ai lunedì, all'ondata di freddo che mi pare venisse dall'est, alla neve a Roma, a calciopoli, a Monti, a Sara Tommasi che si smutanda in ogni dove, ai quiz delle sette in tivù, ai menù di Benedetta, al passaggio totale al digitale(ce l'abbiamo fatta ieri).
Siamo dei fottutissimi eroi, regà !
Adesso, è giunta la stagione, signori e signore, del dolcissimo, piacevolissimo, orgasmico farniente. Dopo degli esami (sappiate che me ne mancano quattro, 4, per laurearmi, ma io sono solo al quarto anno e la mia facoltà è quinquennale. In realtà potrebbero anche mancarmene tre, o due, perchè aspetto ancora due risultati. Gli autografi dopo, prego. Ok, ora la smetto. Ok, la modestia non è il mio forte. Ma cazzo sono un genio!) dicevo, dopo gli esami mi sono data alla pazza gioia. Ho fatto l'ultimo il 26 Giugno, la sera stessa abbiamo fatto le quattro di mattina. Il 27 le cinque e non vi dico in che stato di devasto, vi basti sapere che era la festa organizzata dal mio collegio e il tema erano le feste dei college americani. Il 28 è stata un'altra seratona perchè c'era da festeggiare la sconfitta dei crucchi. E il 29 era venerdì, il 30 sabato, e che fai non esci e ti ubriachi nel weekend? Certamente. L'1 gran finale, la partita confesso che l'ho guardata e non avrei dovuto farlo da animalista, ma alla finale non ho resistito! E come tutti sappiamo c'era da consolarsi per la sonora sconfitta...insomma erano le 4.00 e stavo ancora sistemando la valigia, la sveglia ha annunciato tre ore di sonno quando ho impostato l'orario per la mattina seguente e nel viaggio non ho neppure chiuso occhio perchè un tizio mi si è incollato addosso come una zecca al cane e mi ha raccontato la sua misera vita cercando di impressionarmi con l'accurata descrizione della sua infallibile tecnica dell'inserire catetari. Amico, seriously? 
I bonazzi, laureati ad Harvard, capitani delle squadre di football, seduti a fianco sull'aereo, capitano sempre a quelle stronzette delle commedie americane 'orcomondo!
Sappiate inoltre che i due giorni di piscina che credevi ti avessero regalato un'abbronzatura invidiabile per lo standar "una studentessa universitaria sottoesami", era invidiabile, appunto, solo tra gli universitari. Mi chiamano mozzarella e si mettono le mani a protezione degli occhi quando passo, i miei amichetti terroni, nullafacenti, bamboccioni. E non è che lo dico per invidia che si son fatti già due mesi di mare ed hanno il colore di Mustafà, ecco. Stronzi.
Ho rimandato l'inizio del tirocinio a "tra una settimana", dovevo riprendere le fila dei miei ritmi circadiani sballati da musica ed alcol, prima di poter cominciare, e me la godo, servita e riverita dalla famigliola, strapazzata dall'affetto del mio Buddy e dei micioni, interrogata sulle novità dagli amici.
Sempre il 26 ho avuto l'ultima seduta prima delle vacanze dalla psichi ( non è adorabile questo nomignolo *.* ? Come non mi è venuto in mente prima? ) m'ha detto di stare serena che io posso fare tutto quello che voglio e non ho bisogno di nessuno per farlo, e cacchio c'ha ragione, c'ha! 
Per adesso sto in piedi da sola, ed è una sensazione fantastica non dover dipendere, anche solo psicologicamente, da qualcuno, spero di continuare in questa direzione!
Questo è più o meno tutto quello che ho fatto, e la spiegazione al silenzio stampa.
Avevo bisogno di rigenerarmi, mi serviva una pausa dai pensieri contorti e le frasi strozzate in gola, ho preso una boccata d'aria come non avevo mai fatto finora, immergendomi in tutto quello che etichettavo "stupido palliativo" e che in realtà ho scoperto riesce a rendere la vita spensierata. Il tutto sempre con la moderazione e la serietà che inevitabilmente mi contraddistingue, nonostante invidi tanto e vorrei essere una scavezzacollo, non lo sono affatto! Comunque.
Io lo dico così, senza troppo rumore, che a gridarlo ho persino paura che le parole si possano disfare nell'aria, ma sto bene. 
Io. Sto. Bene.

Regia, musica prego:

Mi siete mancati ;)
                                                                           Isotta

venerdì 27 aprile 2012

Il Castello...e 2!

Come promesso ecco il seguito fotografico della visita al Castello Visconteo. 
Soffitto Blu
Appena entrate siamo state attirate da una mostra fotografica e dopo pochi minuti ero incredula ed urlante davanti alla foto (udite,udite) del mio paesello. Yep! Avete capito benissimo. A Pavia. Una mostra fotografica promossa dall'assessorato al turismo della regione Calabria. La foto del MIO paesello!
Ero entusiasta! E se ne sono accorti anche gli altri visitatori che passavano e mi lanciavano sorrisi empatici di tutto rispetto.
Poi ci siamo dirette verso le sale del castello adibite a museo vero e proprio. La sezione dedicata all'800 è stata sbalorditiva, mi sono piacevolmente resa conto che le ore di Storia dell'Arte che consideravo inutile mi hanno fornito gli strumenti per riuscire a catalogare un dipinto, una scultura, un mosaico, in base alle caratteristiche predominanti di quel dato movimento artistico. Anche riconoscere i quadri di Hayez o il San Gerolamo è stato gratificante! Quanto ho imprecato contro questa materia e invece sono così felice di averla studiata tanto...si matura, fortunatamente!
Niente foto, vietatissimo, ed è pure giusto.
Di straforo sono riuscita a rubare qualche scatto, che pubblico clandestinamente di seguito, ecchediamine si matura si, ma sempre terrona rimango e le regole non possono che andarmi strette!
Quindi sappiate che c'è di tutto, dai Romani agli Egizi, passando per i Greci e per concludere in bellezza una sorta di plastico del tempo del Duomo di Pavia, realizzato in noce, totalmente intagliato a mano e di una grandezza tale che Barbie e Ken, potendo, l'avrebbero sicuramente scelto come luogo dove celebrare la cerimonia di nozze! Le foto sono pessimerrime, ho rubato quel che ho potuto ma, credetemi, non rende giustizia ne' alla quantita ne' tantomeno alla qualità del museo!

Okey, con questo concludo la mia scandente conduzione di Passaggio A Nord Ovest "Arte".
Ci risentiamo appena possibile!
             
Passate uno splendido weekend!

     
P.S. I collage Picmonkey non li ha ancora resi fruibili, so sorry!

                                                                                               Isotta

domenica 22 aprile 2012

E' che io ho sempre sognato un castello!

    

Sabato mattina voi cosa fate, solitamente?
Io dormo. Del resto non che gli altri giorni faccia qualcosa di diverso. Mia madre invece è solita mettere a soqquadro la casa, non è che fa le pulizie, sventra la casa, fa il culo ad acari e batteri. E' meglio dell'amuchina. 
Comunque ieri mattino, dormivo appunto, quando ricevo una telefonata.
Tululu tululu (per il telefono squilla così. Da quando ho due anni!) Sbiascico un pronto assonnato.
"Isotta, muoviti, alzati, vestiti, dai che andiamo. Tra mezz'ora pronta eh? Giù alla fermata, capito? Pronta eh! Non tardare come al solito e non ti rimettere a dormire. Alzati e cammina su!"
"Cosa???? e perchè mai dovrei alzarmi?"
"E' la settimana della cultura e si entra gratis al castello Visconteo, ci sono anche le mostre...dai!"
"Okay. Dammi il tempo di essere presentabile e arrivo."
E niente, siamo andati al castello. Alle 10.00 di sabato mattina. Io e le compianine, o meglio una parte. E che fai, te la perdi un'entrata aggratis? No. Io sono una di quelle che è gratis? ossì, si, trapanami il dente senza anestesia, dentista!!!
Il tempo ci ha graziate: un cielo tanto terso a Pavia non l'avevo mai visto in quattro anni di residenza. E che fa Isotta? Qualche foto, ovvio! #chepoicifaccioilpost (ecco la sindrome twittifera da hashtag).
Il giardino antistante è meraviglioso. A rendere tutto più bello la luce, i ragazzi che si abbracciano nel prato, l'atmosfera che questo tipo di posti regalano. Mentre sorridevo al sole riflettevo sul fatto che se avessi visitato un posto del genere da bambina, probabilmente non sarei mai più voluta tornare a casa. Sono cresciuta guardando Fantaghirò, La Principessa e il Povero, Desideria e l'Anello del Drago, i cartoni Disney. Ho giocato sempre, sempre, sempre alla principessa che vive nel castello, conduce l'armata in battaglia(Xena docet) va al ballo reale e si occupa dei cavalli. Non posso essere indifferente al fascino di un castello! Perchè mi pare di vederli, i cavalieri, portare a mano il destriero, le dame passeggiare con le gonne pesanti e ridacchiare languidamente. Lì da dove vengo io i castelli sono molto più antichi e 99/100 distrutti dal tempo, quindi per me visitare questo o quello Sforzesco a Milano, è vivere un sogno. E ancora non avevo visto la parte "interna". Infatti qui nel (chiamiamolo) cortile, ci ero venuta tante volte, ma mai dentro! Ieri però, e per fortuna, mi sono rifatta. 
Bellissimo vero? Siamo uscite alle 14.00, ma non siamo mica pazze. Le sale del castello ospitano mostre davvero interessanti, è un vero e proprio museo, che, ad essere sinceri, non credevo potesse essere così vasto e di valore. Invece ci farò un secondo post per quanto merita. E' stata una visita ricca!  

Ovviamente non potevo esimermi dal fare una foto con quelle imponenti finestre. Sapeste quante volte ho immaginato di spalancarne una per gridare al mio cavaliere che l'amo!
Si, sono pateticamente smielata, abbiate pietà sono gli ormoni!
Passate una meravigliosa domenica...

P.S. Sorry per il pessimo editing delle foto. Ha chiuso Picnick ed io non so cosa fare! Sono disperata :(
                                                                                  Isotta

sabato 24 marzo 2012

Quando finisce un Amore...

Sento bussare alla porta e come al solito, senza pensarci troppo su, invito ad entrare. F. entra e io lo noto subito quell'angolo della bocca che punta verso il basso. Mi chiede come sto e se posso prestarle la tessera della mensa, sa che io non ci vado, e quindi le rispondo immediatamente di si. Ha i capelli perfettamente lisci ed è truccata, sono abituata a vederla col mollettone e le tute, che dopo che ci fai un po' d'abitudine il corridoio e le altre stanze, diventano un'appendice della tua, e se nella tua hai il pigiama, non vedo il motivo per cui farsi dei problemi. 
Adesso sono io a chiederle come sta. Si guarda le scarpe e mi confida "Sono andata a trovare A. , oggi." Si siede accanto a me e fissiamo la tivù muta per qualche istante. 
Quando ci siamo conosciute era il mio secondo anno di università, per lei il primo dei due della specialistica in EconomiaQualcosa, non lo ricordo mai, saranno cose talmente complesse che rifiuto di ricordarne persino il nome. Lei viene dalla Puglia, anzi dal Salento, che per loro è una bella differenza, quando parla della sua terra lo fa con l'orgoglio di chi è stata spinta da cause di forza maggiore a lasciarla. Quell' A. Appunto.
Insieme da sette anni, praticamente, una vita, poi lui trova lavoro come impiegato delle poste in un paesino del Nord. Va via, ma con la promessa che lei le aveva fatto, di raggiungerlo e finire gli studi vicino a lui, infatti così è stato. Infatti lei è diventata una studentessa dell'Università di Pavia, che nei weekend cucinava per lui, accantonava lo studio e si godeva lo stare assieme su una moto, col cuore lì, ma la mente a quell'esame che non avrebbe potuto dare con una preparazione del genere. 
A. dal canto suo non capiva, pensava forse che lei non volesse passare il tempo con lui? Credeva che preferisse il libro ai suoi baci? Non lo so, ma era diventato irascibile, e ogni tanto, dai muri spessi come velina che abbiamo, li sentivamo litigare. Io riesco anche a capirlo, infondo. Un lavoro stabile, 27 anni, la voglia di vivere con lei una quotidianità più intima, in una casa loro, i viaggetti fuoriporta, di quelli che non ti lasciano il tempo di capire, in bilico tra la sensazione di esserci stato, in quel posto, e il fatto che sia stato solo un sogno. Voleva viverla la storia lui. E di certo anche lei, ma non poteva permettersi un'affito, non voleva farsi mantenere da lui, e non chiedeva ulteriori sacrifici ai suoi per il volo e l'hotel. Lei chiedeva tempo, ecco quello si. 
Quando ti lasci con una persona dopo sette anni, non è più una rottura, è un divorzio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso non abbiamo mai saputo quale sia stata, ma lei si è chiusa nella stanza, non accettava i mazzi di fiori, rifiutava le chiamate, distruggeva i ponti che lui cercava di costruire. E l'altra sera, sul mio divano, mi ha confessato di essersene pentita. Che dopo sette anni e quell'incomprensioni credeva di non amarlo più, credeva che lui non l'amasse come avrebbe meritato. E invece non era vero niente. C'erano i problemi, ma quelli chi non li ha! C'erano le differenze di carattere, senza dubbio, ma c'era la cosa fondamentale e lei invece non la vedeva più. Era troppo occupata a pensare all'esame che era andato male, a sentirsi in colpa per i soldi che mamma e papà le mandano da caso, ancora a 26 anni, era offuscata da questo e non vedeva più lui, piuttosto un peso, la causa della lontananza dalla sua terra, dei giorni in moto per accontentarlo invece di stare china sui libri, dei sacrifici, la fonte della frustrazione.
Eppure sembrava convinta. Mi è sembrata convinta ed incredibilmente matura anche quando ci ha detto " A. si sposa. A Giugno." dopo soli due mesi che si erano lasciati. Io a sapere una cosa del genere mi andrebbero in pappa gli ultimi due neuroni che mi separano dalla pazzia clinicamente comprovata. Io avrei gridato. E pianto. E urlato. E sarei andata a dirgli che non si fa, che non ci si sposa un chiodo. Che se fino a due mesi fa piangevi alla mia porta, implorandomi di tornare assieme, adesso non puoi sposare un fottutissimo chiodo arruginito! Che quella regola vale per chi è stato assieme due mesi e si butta nella mischia alla ricerca di qualcuno con cui accusare il colpo, passare il tempo, togliere il ricordo, non chi si è lasciato dopo sette anni!
E niente, dice che è andata dirglielo, tutto quello che da quando ha saputo si è tenuta in fondo allo stomaco, che ha cercato di digerire e invece è lievitato. Talmente tanto da toglierle la forza di vivere, da spegnerle lo sguardo. Glielo ha detto che non le stava bene, che stava facendo uno sbaglio, e soprattutto che non l'ha dimenticato e lo ama ancora. Più di prima.
Adesso io me lo immagino A. , con gli intestini aggrovigliati e la consapevolezza che si è buttato in qualcosa di più grande di lui, che non ci si sposa con una dopo due mesi per cercare di riprodurre la vita che hai sognato e ti sei impegnato a costruire, con un'altra donna per sette fottutissimi anni, con la tua donna, con quella di cui conosci a memoria ogni piega della pelle, con quella con cui hai condiviso i momenti fondamentali della crescita, con quella che è stata tutto, per tantissimo tempo. Con quella con cui so, che se adesso potessi, torneresti insieme all'istante. E sai cosa mi fa capire questo, una semplice frase "perchè non sei venuta prima?". Una frase e il rammarico, gli sbagli, l'impotenza, l'Amore, quello vero, quello finto, i rimorsi e le notti insonni. Soprattutto le notti insonni che ti capiterà di affrontare prima a poi, con gli occhi sbarrati nel buio, affianco ad una donna che non sarà mai quella che realmente volevi avere sdraiata vicino, a chiederti perchè, perchè hai fatto il passo più lungo della gamba?
Lei ha sbagliato, quando lo ha lasciato senza possibilità, in maniera categorica, brusca, chiudendosi la porta alle spalle. Quando si è sentita morire perchè lui era di un'altra e non gli ha detto la verità finchè era in tempo. Quando ha scambiato le incomprensioni con la mancanza d'Amore. 
Ma tu. Tu hai sbagliato a mollare. Hai sbagliato a credere che potesse realmente finire, a credere che era vero che non ti amava più, a non dare fiducia a quell'amore lungo sette anni. Hai sbagliato a rifugiarti in una certezza senza sentimento, in una casa nuova e una proposta di matrimonio flash, senza logica, senza sentimento, senza nulla. Forse per ripicca, forse per paura di restare solo, forse per far passare quel dolore.
Ma non era il modo giusto. Ed ora soffriranno entrambi. 
E mi dispiace immensamente, per entrambi.
Non riesco a concepire parole che possano alleviarle, anche in minima parte, questa sofferenza. Non sono abbastanza per riuscire a farlo.
Spero davvero che ci riesca la vita, a sistemare le cose, che in fondo, ancora, ci spero anche per me.

                                                                                   Isotta.

giovedì 1 dicembre 2011

Che sia l'inizio di un dolce Dicembre...

Ohhhh. Era ora. E' Dicembre. 
Novembre mi sta davvero antipatico, e poi questo è il mio mese! Si, sono una dicembrina, sagittario ascendente sagittario, ed essendo una "donna di scienza" non dovrei manco dirlo, ma chi ha a che fare con un sagittario, capirà il perchè della mia sottolineatura, che in fondo l'oroscopo è quella cosa a cui nessuno crede, ma che tutti la si legge o la si ascolta volentieri. 
Sicuramente sarà la suggestione, ma vi capita, quando date un'occhiata alle caratteristiche del vostro segno di pensare "ommioddio sono io!"? A me sempre: -cocciuti, irrequieti, prepotenti..- ok sono io! . Si che a mettere un'accozzaglia di aggettivi di tutti i tipi assieme, si finisce per andar bene a tutti, ma leggerli e trovarci qualcosa che ti rappresenta è divertente, e volendo la si può buttar lì come scusa quando non si sa cosa ribattere: sono così, ma è colpa del mio segno zodiacale, cerca di capire!
Comunque è Dicembre, mancano 16 giorni per il mio ritorno a casuccia, 17 al compimento del mio 22esimo anno di vita, è il giro di boa del semestre universitario (e siamo a quota 3,5 anni..più della metà.. yeah!), mancano 24 giorni al Natale e 30 all'inizio di un nuovo anno, che come diciamo sempre tutti (ma questo dopo l'oroscopo è il post delle ovvietà) speriamo sia meglio di quello passato! 
A livello regali sono al punto di partenza, non ho nemmeno mezza idea in testa, e le finanze non sono da meno, panico. Ieri ho fatto l'esame e i risultati li avremo tra una decina di giorni, nel frattempo ne farò altri due, uno il 7, ed uno il 16, giusto giusto prima di partire. La nebbia pare si sia finalmente levata di torno e ci ha lasciato uno splendido cielo grigio carico di pioggia, ah quando dicono di essere ottimisti! Io invece sono metereopatica e qui in val padana è come avere il diabete e lavorare in una pasticceria.
Per festeggiare il mio mese e anche per gratificare il mio povero animo di studentessasinglepostesame, ho preparato, udite, udite: il Semifreddo Pan di Stelle. Okay, lo sanno fare tutti e non è proprio una novità, ma quando ne metti un cucchiaino in bocca le papille gustative mettono su un rave party. Per chi non conoscesse la ricetta, butto lì due ingredienti e un procedimento, che questo non è un foodblog ;).
Doverosa premessa: se siete a dieta, abbandonate il post, la sola lettura degli ingredienti potrebbe farvi mettere su cinque etti.
Ingredienti:
1 confezione di mascarpone da 250g
1 di panna zuccherata per dolci, quelle piccole (non so la dose)
3 uova
1 cucchiaio di zucchero
1 pacco di Pan di Stelle, o biscotti simili
latte q.b. (ho sempre sognato scrivere q.b.!)
Procedimento:
Separare l'albume in una terrina e montarlo a neve, successivamente montare anche la panna (okay questo lo faccio io, non c'era nella ricetta originale ma la crema viene più consistente ed io la preferisco) e mettere entrambi i composti in frigo. Unire ai tuorli il cucchiaio di zucchero ed il mascarpone, amalgamare per bene cercando di togliere tutti i grumi (sbattitore grazie di esistere!). Ora bisogna incorporare gli albumi montati a neve e la panna alla crema di mascarpone, ed ovviamente è necessario farlo in modo delicato, mescolando dal basso verso l'alto e lentamente. A questo punto dovreste avere una crema gonfia e cremosa. Si prendono i biscotti, si intingo appena nel latte, e si iniziano a disporre sulla base di una pirofila (calcolate che le quantità sono stimate per riempire una di quelle teglie in alluminio, grandi!). Essendo rotondi rimarranno dei buchini, che provvederemo a coprire semplicemente rompendo dei pezzettini di biscotto, evitate di far si che si sovrappongano, altrimenti viene un strato troppo spesso ed irregolare. Finito il "pavimento" ricoprirlo interamente con la crema. Poi un altro strato di biscotti ed uno di crema fino ad esaurimento. L'ultimo strato deve essere ovviamente di crema, e potete guarnirlo o con il solito cacao proprio come fosse un tiramusù, oppure (io opto per quest'ultima) sbriciolarci sopra i biscotti che sono avanzati e le briciole che si trovano in fondo al pacco.[Se avete idee migliori, suggerite!] E' necessario che rimanga in frigo almeno due ore, affinchè i biscotti si ammorbidiscano e il gusto si amalgami, è perfetto fatto la sera, per il giorno dopo!
 Questo è il mio risultato: 

Questa è una porzione, del dolce fatto un mesetto fa, la cui crema mi era venuta un po' troppo liquida..
Tra poco arriveranno le mie compianine (coinquiline del piano) e qualche amico. Ho il presentimento che lo spolvereremo nel giro di qualche minuto, voi che dite, ne avanza un pezzetto per la colazione? :P  

                                                                                         Isotta

mercoledì 15 giugno 2011

E cinq,se,sett,ot...


Vi ho già detto che sono al terzo anno di Università?
E lo sapete si che studio farmacia senza averne una?
Come dite..su 10 post, 7 citavano le parole università e farmacia???
Okay,okay..Direi che non se ne può più di sentirlo, ma dove alloggio lo sapete?
Eh non lo sapete mica..

Io vivo in un minimicroLoft (leggasi stanzetta con letto,scrivania,divano,tivù,mobile/dispensa,minifrigo e due fornelli cottura) di un collegio universitario, tipo casa dello studente, tipo alloggi dei college americani che si vedono nei film, tipo sei palazzine con cinque piani ciascuno, suddivisi in dodici camere per piano, un mega giardino con le panchine ed i vialetti, una sala giochi/tivù/macchinette che a passarci anche alle 4 del mattino trovi qualcuno,dopo attese lunghe giorni per il turno, a giocare al biliardino(non so come lo chiamate voi,ma intendo il calcio balilla!),una biblioteca dove si cazzeggia  studia il pomeriggio, lavanderia, palestra e se ci fosse pure la piscina saremmo a posto..e poi qualcuno si domanda come mai c'è gente che è qui da 10anni e ancora deve finire la triennale in scienze dell'aria fritta..ma tant'è!
Dunque dicevo che essendo ,io, una propensa allo stringere nuove amicizie come può esserlo un gatto a farsi fare il bagno, nel momento di scegliere l'alloggio universitario ho escluso eventuali convivenze con sconosciuti in appartamento e il pernottamento in qualsiasi posto che non fosse stato stanza singola. Informati che ti informi ho trovato questo collegio/residenza che a differenza degli altri ha stanza e bagno singoli, in comune solo i locali che vi ho elencato un attimo fa e le cucine su ogni piano: PERFETTO!
Mettici pure che la comodità di avere le aule delle lezioni ad un minuto e trenta di autobus (1 fermata) è impagabile, che avere la possibilità di produrre colture di muffa a tuo piacimento in frigo senza che nessuno si possa lamentare è grandioso ma se ti senti solo basta andare a bussare ad una porta qualsiasi o scendere in sala comune, che inoltre c'è da pagare una miseria per di più rimborsata dalla borsa di studio, dire che meglio di così non mi poteva andare è riduttivo.
Prendono spunto dai college americani anche i tornei intercollegiali,partecipano squadre maschili e squadre femminili, si praticano tutti gli sport dal calcio alle regate sul Ticino, ogni collegio ha il suo logo,i suoi colori,la sua tifoseria, i suoi inni e quelli di sfottò per gli avversari, la competizione è molto sentita e chi vince è tradizione vada la notte della finale a "disturbare" e sfottere gli altri collegi cantando a squarcia gola sotto le finestre degli sconfitti e ahimè anche di quelle dei malcapitati vicini, che tuttavia si saranno abituati dopo anni e anni!!
Quest'anno il mio collegio ha conquistato la coppa del calcio sia femminile che maschile, un secondo posto a basket maschile e a pallavolo femminile, abbiamo bevuto e ululato fino alle sei del mattino, roba che se lo sapesse mia madre vorrebbe il test del DNA per verificare che sia ancora sua figlia! Una F I G A T A    P A Z  Z E S C A !!!
Un'altra splendida tradizione è quella delle feste ( eh eh eh..! ).Da maggio a fine luglio, ogni settimana c'è la festa di un collegio diverso, con una cifra irrisoria si accede a alcol illimitato(andiamo e torniamo con le navette a posta), location curatissime e tanto tanto tanto divertimento.
Il 28 di questo mese ci sarà il nostro party, è già tutto organizzato rimane solo da vendere i 2000 biglietti..Mi squilla il telefono in camera:

"Pronto.."
"Ciao Isotta sono C."
"Ciaooooo, dimmi è successo qualcosa, come mai mi chiami?"
"Niente di speciale, ci chiedevamo.."
"CI, chi scusa?"
"Noi, del comitato.."
"Ahhhhh.." ( e che c'entro io??)
"Ti dicevo, ci domandavamo se tu te la sentissi di fare la coreografia.."
O.o "La coreografia di che C. ?"
"Ah si scusa!! Vogliamo organizzare un Flash Mob per iniziare in maniera esplosiva la festa, solo che nessuno di noi sa da dove iniziare, e dato che sei una ballerina.."
( :D sorriso a 3600 denti,con finta modestia..) "No ma che ballerina ho fatto SOLO 13 anni di danza ahah!! Però vi aiuto volentieri" (tanto perchè ho solo altri 6 esami da fare e gli altri 15 li ho già fatti!)
"Benissimo, allora conto su di te, e ti faccio sapere per la musica e il resto.."
"Okay, perfetto, ci sentiamo ciao C. !"
"Ciao Isotta!"

Ma avete capitooooooooo???? Mi occuperò della coreografia del Flash Mob!!!Sono troppo feliceeeeeeeeee!!!! Vi aggiornerò, non vedo l'ora di iniziare!!
Qualcosa di VAGAMENTE simile al video sarebbe stupendoooo!
                            
                                                                                                           Isotta.