martedì 31 gennaio 2012

La consolazione dello studente(pigro) sotto esami!

Al telefono...



"...Che poi chi me la fa fare, voglio dire, mica i miei mi hanno minacciato dicendo che mi tagliano i viveri se mi laureo con qualche anno di ritardo?!"
"Aehm..Isotta, diciamo che ti sei minacciata da sola. Sempre."
"Si okay..ma non ne capisco il motivo! Tutta questa anzia di finire da dove mi viene?"
"Dal fatto, ad esempio che mentre gli altri studiano per fare gli esami con calma tu sei a casa stravaccata sul divano o al parco con Buddy o in giro con me.."
"Vorresti dire che non faccio niente??????"
"No. Che però facendo 7 esami in una settimana e mezzo, il resto del tempo lo dedichi ad altro...Nel tuo caso, a dormire per esempio."
"Si, si so quello che faccio..ma vorrei sapere perchè lo faccio! Che come sempre sono io la causa dei miei mali!"
"..."
"Pronto?!"
"Facendo due calcoli: stai a casa sei mesi all'anno, a fare niente, i restanti sei mesi studi e fai gli esami. Ciò significa che se sono passati quattro anni, di studio reale tu ne hai fatti 2...
"Non ti seguo..."
"Si lo so che la matematica di prima elementare non fa per te...comunque questo significa che se continui così, ti sarai laureata in due anni e mezzo!"
"..." (Elaborazione del concetto in corso)
"Sai che mi sa proprio che ho fatto più che bene a far così!"
"Torna a studiare va'...e smettila di lamentarti."

Scusate se non sono presente sui vostri blog! Scusate perchè non ho ancora risposto per l' indirizzo e-mail, per non aver ancora partecipato al GiveAway e per non avere il tempo di scrivere degli altri premietti ricevuti...
Mi rifarò appena possibile!
Intanto, sperando che il cervello non mi lasci a piedi proprio come una vecchia macchina che esplode a pochi metri dall'arrivo in collina, vi lascio un salutino..mi rimetto a studiare.
Baci a tutti!

P.S. Mamma mia che freddo...e come nevica!

                                                                                  Isotta

mercoledì 25 gennaio 2012

Segni evidenti della fine del mondo: terremoto a Pavia!

Ponte Coperto, Pavia (PV)

Da queste parti c'è un sole e un'arietta primaverile da far invidia a qualsiasi cittadina del Sud, ma l'insolito non si limita a questo. Mentre stavo riguardando un' ultima volta gli appunti prima di andare a fare l'esame, il letto ha tremato, la tivù ha vacillato, e le casse d'acqua hanno dato un colpo di coda. Io sono abituata ai terremoti, i racconti dei bis-nonni, dei nonni e degli anziani in generale si sprecano su quello catastrofico del 1908, ne ho vissuti tre nell'arco della mia vita e tutti di magnitudo abbastanza elevato, eppure oggi me la sono fatta sotto. Sono una abbastanza tranquilla da questo punto di vista, non c'è nulla che mi manda nel panico, il mare mosso o le tempeste, i fulmini o i terremoti, li ho sempre valutati per quello che sono: eventi naturali, incontrollabili e incontenibili. Forse si sta sviluppando in me il senso del "pericolo", non ce l'ho mai avuto in effetti, da bambina mi lanciavo da qualsiasi altezza, per i tuffi dagli scogli idem, la velocità folle mi eccita non mi spaventa, uno dei miei desideri è fare bungee jumping!!!
Invece questa mattina ho pensato "ecco ora crepo e non ho fatto niente nella vita di quello che volevo fare!"..
"Perchè?" Perchè sono una procrastinatrice cronica e no, no, no non si fa!
Isotta-testabucata non devi aspettare ad essere felice quando arriva l'estate, la laurea, l'inverno, la pensione, quel giorno o quel mese. Devi essere felice ora. E per essere felice, cara la mia zuccavuota, devi fare delle scelte. Non puoi stare davanti alla vetrina a fissare tutti quei gusti di gelato, a valutare, a rimuginare, che gli altri lo scontrino lo hanno già fatto da tempo e stanno assaggiando quel gelato di cui tu ancora tenti di indovinare il sapore. Bisogna avere coraggio, di lasciare indietro chi non ti rende felice, di andare a riprendere chi lo faceva, di aspettare chi lo farà e ringraziare chi lo sta già facendo. Coraggio serve per cogliere le occasioni o ammettere "non ce la faccio, è una cosa più grande di me", a prendere una posizione e restarci se sai che quella è la strada per la tua felicità, qualsiasi cosa ti dicano amici e parenti tutti, solo tu puoi sapere cosa fa bene a te!
Quindi ho risposto di si, che ci vado stasera per l'aperitivo.
Poi ho prenotato il biglietto per tornare a casa, in qualsiasi modo vadano gli esami.
Ho parlato al telefono con mio nonno, oggi è il suo compleanno.
E con mia nonna, senza fare la voce annoiata e costringerla a chiudere.
Con mia madre, dicendole di non preoccuparsi, che so cosa fare, ma senza astio.
Pomeriggio invece andrò a mangiare un bel gelato in centro. E so già che gusto lo voglio.

Vuoi vedere che doveva arrivare il terremoto nella Pianura Padana (zona sismica zero) perchè Isotta imparasse qualcosa?!

Have fun, girls!

                                                                                  Isotta

sabato 21 gennaio 2012

La mia "persona" speciale...

Sto studiando senza voglia, in maniera superficiale e presa totalmente da altre faccende. E non dovrei dato che lunedì ho il primo di una sfilza di esami, da sostenere. Comunque è inutile lottare con la mente, più cerchi di incollarla e tenerla ferma più sguscia via da ogni parte, fa i capricci e vince, in ogni caso, lei. Ti porta dove ne ha voglia, un po' come succede col mio Buddy quando lo mi porta a spasso. Un'odore, una palla, un bimbo che corre, una voce amica ed io sono la banderuola attaccata al guinzaglio, trascinata laddove SuaMaestàAmoreDellaMiaVita decide sia il caso di andare. E' che non sono stata in grado di educarlo mi dicono, ed è così senza dubbio, infondo però la verità è che io non mi sento la padrona di nessuno, non lo sono di me stessa come mai potrei interpretare il ruolo su qualcun'altro? C'è che il mio Buddy è libero di fare qualsiasi cosa gli passi per la testa, limitandosi ovviamente ad azioni che non prevedano ne' il suo male ne' di altri, ma del resto chi sono io per imporre qualsivoglia decisione? 
Buddy non è solo il mio cane, Buddy è un'amico sincero, un po' irrequieto e iperattivo si, ma impareggiabile. Buddy è una montagna di pelo colore del trench Burberry, con una morositas al posto del naso e gli occhi sfuggenti da erotomane, di un profondo nocciola e pagliuzze dorate. Buddy è il labrador a cui un pastore tedesco ha dovuto insegnare a nuotare, è il rincorritore di pecore e polli, è il cane che non gioca con la pallina ma la distrugge in 10 nano secondi o al limite la usa come chewingam, è il maniacale raccoglitore di bottiglie di plastica (e noi lo facevamo molto prima di sto tipetto gallese tale Tubby , vogliodì sapevatelo..), è l'improbabile cane che se lo chiami non viene ma ti gira il culo, pardon, la coda, a mo' di gatto, è quello che ti si struscia addosso quando esci dal portone per uscire appena docciata,truccata e pettinata, esattamente come un gatto, peccato pesi 35 Kg! E' il testone che fa boing boing col muso sulle più improbabili superfici morbide per testarne la morbidezza, anche nel caso in cui fosse la pancia di un diversamente magro, è il deficiente che immerge il naso nella ciotola stracolma d'acqua e facendo il sottomarino gonfia mille bolle d'acqua che esploderanno per terra. Ma è lui. Se io lo avessi ridotto ad un perfetto esemplare di canide educato e devoto, sarei stata la sua padrona, non la sua migliore amica..
 
 Io me lo ricordo il batticuore del messaggio in piena notte "Sono nati!", mi ricordo la mattina dopo undici galbanini con le zampe essere talmente piccoli da aver precluso qualsiasi movimento oltre la suzione, e gli occhi buoni di mamma Lucy vigilare su di loro e sorvegliarci nello stesso tempo. E poi l'attesa e le visite cadenzate, i bagni di cuccioli appena piegavi le ginocchia per accarezzare la più piccolina timida timida, la gioia, vera e totalizzante durante la telefonata "Dai dai, vieni a prenderlo che ormai son grandi!".
Tornavo da 5ore di danza, era il 26 Giugno del 2006, e quando guardai mio padre seduto al volante, lo vidi felice per "quello" che stavamo andando a prendere e preoccupato per le urla di mia madre, ma aveva un sorriso da ebete in volto. Quando arrivammo erano rimasti due maschietti. 
"Dai scegli.." 
"Non ce la faccio, F. Facciamo che il primo che mi viene in contro è mio?"
E il piccolo scalmanato sbaragliando il fratellino si buttava senza ritegno sui miei poveri stinchi..Ho toccato la felicità, era fatta di pelo e sapeva di cucciolo, di fiducia, di amicizia e di rispetto.
 Buddy è stancante, stressante, irruente, è difficile fare qualsiasi cosa con lui perchè non ascolta e fa letteralmente ciò che gli garba, quando e come decide, è vero, ma è lo stesso che quando mi vede piangere si fa serio, piega la testa e infila il muso sotto l'ascella che mi copre il viso per leccarmi le lacrime, o fa degli strani discorsi in una lingua tutta sua e io scoppio a ridere perchè è inevitabile, sfido chiunque. E' il cagnone che con i gattini appena nati nella sua cuccia, l'ha lasciata libera per mamma gatta e i piccoli, è il cane di cui mamma gatta si fida talmente tanto da partorirgli affianco, è il cane che gioca con i bambini a calcetto e si prende le coccole con pazienza, è l'unico che quando parto (non ho idea di come faccia!) ha gli occhi tristi e non mi si stacca di un passo, mentre quando arrivo temo sempre gli prenda un'infarto per la gioia, Argos'style..
Awwwwwww ho un puzzone come anima gemella!
Torno prestissimo amore mio..

video

                                                                                     Isotta

giovedì 19 gennaio 2012

Un premio? Il mio blog?

Da quanto tempo non pubblico un post? Da 13 giorni.. E non è una bella cosa. E' che un po' la partenza da casa, un po' gli esami imminenti e lo studio intensivo degli ultimi giorni disponibili, un po' la mancanza di "avventure", mi si sono inaridite le parole in bocca.
Oggi trovo un commento della dolcissima FruFru, che ho scoperto chiamarsi Elisa (un nome dolce proprio come lei!), nel quale mi dice che io proprio io ho vinto un premio sul suo blog!!!
Grazieeeeee, sono davvero felice che tu abbia scelto di includere me ed il mio piccolo semi-sconosciuto blogghino!! Non sarà il Pulitzer ma io sono entusiasta come Benigni quando ha vinto l'oscar!! Sono felice in particolar modo perchè spero che questo sia stato un imput con il quale riprendere regolarmente i miei sproloqui!

Bene, dopo i doverosi ringraziamenti, pare che io debba scrivere 7 cose su di me e poi passare il premio ad altri 15 blogger, che se ne avranno voglia continueranno il gioco!

1. Da bambina mi compravano il Didò per giocare, avete presente no la plastilina colorata che danno alla scuola materna? l'adoravo. Essì talmente tanto che invece di usarla per fare formine e pasticciare i divani, lo mangiavo. No comment!

2. Per quanto questa cosa mi faccia, non poco, girare le scatole, devo ammettere che non so guidare! Ho preso la patente al primo colpo, ma purtroppo essendo partita per l'università qualche mese dopo, non mi sono buttata tra le strade e quindi mi sento ancora impacciata nonostante l'abbia presa ormai da 4 anni, sigh!

3. Ho fatto danza dai tre ( si, non facevo altro che percorrere il perimetro della palestra a suon di capriole) fino ai 17, tuttavia per bene solo, si fa per dire, tredici anni di danza dato che i primi due non si possono realmente chiamare tali! Adoro ballare, appena sento la musica mi viene istintivo e naturale muovermi sul ritmo, e poi mi sento bella quando ballo, cosa che non guasta mai!

4. Ho alcune paranoie mentali del tipo: conto i gradini delle scale e se sono dispari o ne salto uno o lo ritocco in modo che l'universo non si sciolga per questo terribile errore architettonico; se inizio a contare non posso fermarmi ad un numero qualsiasi, deve per forza essere o una decina o un centinaio o un migliaio in base alla posizione del numero al quale sarei dovuta arrivare; non mi piace mettere il piede sulle righe tra le mattonelle o passare sui tombini, sono chiaramente un buco nero nell'ordine geometrico. Ciliegina sulla torta: le pennette vengono infilzate in tre per boccone, mai due o quattro ('siamai ), alla fine non ne devono rimanere nel piatto, nel caso rimanga una si mangia per difetto, due si lasciano per eccesso. E ce ne sarebbero altre da raccontare ma mi fermo qui..

5. Mi piace disegnare. E dipingere. E fotografare. E vorrei saper fare dei filmati. Amo l'estetica e le arti grafiche. Il mio prof mi disse una volta che gli avevo confidato che mi fermo ore a guardare le fiamme del camino bruciare di arancio e blu che succede perchè le immagini catturano la mia sensualità, intesa come percezione dei sensi, non altro! Da quella volta racconto a tutti sta storia della sensualità e mi faccio l'intellettuale!

6. Sono allergica, o meglio ero, ai gatti. Anche alla polvere ed alle pesche, ma non devo necessariamente rotolarmi nella prima e sbaciucchiarmi le seconde. Dei gatti invece non posso farne a meno. Ci sono stati periodi in cui ne ho avuti 14-15. Ovviamente tutti raccolti per strada, chi senza occhio, chi senza zampa, chi sordo, chi orfano, chi brutterrimo, ma tutti amati senza riserva! L'allergologo era incredulo, ma a furia di continuare a starci vicino (e aver rischiato lo shock anafilattico), mi sono autovaccinata!

7. Desidero ardentemente la vita perfetta seondo Isotta. Che non è poi così irraggiungibile in teoria: una casa accogliente, un lavoro discreto, un uomo di cui essere fiera e con cui andare d'accordo, al fianco, tanti gatti e cani a scaldarci il lettone nelle fredde notti d'inverno..ce la farò?

Ora i quindici blog(ovviamente l'ordine è casuale), che è un po' un'impresa trovare, dato che ne seguo si parecchi, ma commento in davvero pochi, non so ho questa sensazione di essere invadente (totalmente sbagliata nella blogosfera lo so!) :


Baci a tutti..

                                                                              Isotta

domenica 8 gennaio 2012

Quando si dice un'epifania!

Mio disegn..aehm, scarabocchio!
Eccola, al buio, sotto le coperte a crogiolarsi nelle lacrime salate che vengon direttamente fuori dalla convinzione più ferma che lei è una poveraccia a cui nessuno vuole bene, un'incompresa tagliata fuori dalla famiglia, abbandonata a se stessa dal ragazzo sbagliato che non la ama, sola a combattere contro il mondo intero, lei un esserino fragile e indifeso...
Ma che testa ho?
Ma dico, come ho fatto a non accorgermene prima?Mi vanto di essere perspicace e poi? Inciampo sul mio stesso naso?

Ho passato così tanto tempo a lamentarmi di come gli altri si comportano nei miei confronti che ho perso di vista il modo in cui io mi comporto con gli altri. Ho guardato così a lungo allo specchio i miei occhi tristi da non riuscire a riconoscere quelli di nessun altro. Ho detto, scritto, talmente tante volte "io" da non sapere più che ci sono altri "io" da leggere o ascoltare. Ho una valanga dell'Himalaya di difetti, ma all'egoismo ed all'egocentrismo spetta senza dubbio il primo posto, parimerito.
Isotta, cosa vuole Isotta, di cosa ha bisogno Isotta, la mamma di Isotta, il papà di Isotta, la sorella di Isotta, i nonni di Isotta, il ragazzo di Isotta, gli amici di Isotta, i desideri di Isotta, cosa devono fare loro per Isotta. Solo me, sempre me.
E poi BUUM, in una serata un po' così, con gli occhi pesanti e la tivù in sottofondo, mentre penso come sempre a quanto tutti siano ingiusti con me, a quanto la vita sia stata cattiva, arriva l'illuminazione: uno squarcio di azzurro nel temporale, piccolo, piccolo ma talmente forte da spazzar via il brutto tempo; come la pioggia d'autunno a dissetare la terra d'agosto, come il risultato, finalmente, corretto nel compito di matematica. E la tua strada appare chiara manco avessi il GPS.
Ma io cosa sono per gli altri? Solo Isotta.
Mai figlia. Non ricordo mai di aver dato una mano, per nulla, dalle faccende, alle commissioni, al semplice offrire un orecchio o un'idea. Ho trascorso le ore lontano, non ho partecipato ai discorsi seri, alle preoccupazioni, agli inviti a tirar avanti; non ho mai alleviato un mal di testa porgendo un cuscino o prendendomi una responsabilità. Ho aggravato il tutto, appioppando colpe e cattivi pensieri, aggiungendo miei impegni delegandoli a loro, scrollandomi di dosso responsabilità mie senza curarmi che qualcuno le avesse raccolte. Non ho mai detto grazie per questo. Peggio, non ho mai capito di doverlo fare.
Mai nipote. I miei nonni materni sono parte integrante della famiglia al punto che da piccola li chiamavo spesso mamma o papà. Mi hanno cresciuta, e ancora adesso tutti gli sfizi che possiedo li devo a loro, noi gli dobbiamo tutto. Eppure non ho mai alzato il culo quando mi serve il bicchiere o la forchetta o la Luna, ho sempre chiesto e mi è stato dato. Non ho mai fatto una capatina in farmacia per loro, la fanno loro per me al massimo. Non ho mai ascoltato le storielle noiose della loro gioventù, gli sputo addosso la loro vecchiaia appena ne ho occasione, non ho soprasseduto ma inveito contro la loro non voluta ignoranza, contro i consigli sinceri, contro il desiderio di farmi una carezza non di riceverla. Non hanno mai chiesto niente, ma io ho avuto tutto e pure di più. Ancora non ho mai ringraziato, pensando che tutto mi sia dovuto.
Mai sorella. Ho chiuso i rapporti prima ancora che potessero nascere. Non l'ho mai presa in braccio quando era piccola e paffuta, non ci ho mai giocato quando era sola e traballante sulle gambe e mi chiamava con quell'appellativo buffo, non l'ho mai portata con me e le amichette a giocare fuori quando piangeva disperata perchè voleva solo stare con me. Non sono andata a vederla alle recite o a trovarla all'ospedale quando stava per lasciarci le penne, non le ho mai letto una storia o semplicemente fatta avvicinare abbastanza da potermi sfiorare. Ora non le ho mai detto che è brava a ballare più di me che sono il suo idolo, che è più bella di me indipendentemente da come ci vede e che no, non deve rammaricarsi se è più alta, e infine che è immensamente più capace di me a vivere. Mai una carezza a chi a sei anni scriveva su un giornalino delle Bratz che la persona a chi vuole assomigliare è sua sorella.
Mai amica vera. Non telefono mai, non mando nemmeno messaggi, manco per le feste, al massimo quando ci si incontra mi limito ad un "come stai?" di cortesia. Chiamo quando c'è da organizzare qualcosa, uscire o divertirsi. Ora, come faccio a lamentarmi del fatto che mi sento poco considerata da loro, che in fin dei conti quando incontrano mia madre in paese almeno domandano Isotta? mentre io per 9mesi l'anno manca poco mi dimentico come si chiamano? No comment.
E per concludere in bellezza:
Mai fidanzata.Non ricordo una volta, in cinque anni, che io abbia fatto qualcosa esclusivamente per lui, di suo esclusivo gradimento. Le volte che ho tentato o ho miseramente fallito o spacciato miei desideri per suoi. Non ho gioito ai suoi successi e non ho pianto con lui, non ho accolto le diversità ma ho imposto cambiamenti, non ho capito le sue ragioni ma ribadito le mie, ho imposto il mio totalitarissimo o come dico io o niente, ho chiesto milioni di volte mi ami? senza mai dire sai che ti amo?. Ho preteso cose, donato niente; dato orari senza rispettarli, chiesto mille e riscosso diecimila. E poi ho sbagliato, a dare tutto questo perscontato, ovvio, dovuto. Mai detto grazie, sempre "non è abbastanza"

Do' mattina non proverò nulla di tutto ciò e l'epifania è bella che andata, quindi anche se lo vorrei fortemente cambiare atteggiamento non può rientrare nei buoni propositi per il 2012. Non posso dopo 20anni alzarmi e preparare il caffè, svegliare mia sorella con un abbraccio, chiedere umilmente perdono ai miei nonni, chiamare tutti gli amici che non cago da una vita e soprattutto far sapere a lui che lo amo, che nonostante tutto credo sia ora di arrendersi all'evidenza, e che basta non ho più voglia di fare la guerra ma solo e instancabilmente l'amore.
No, non ce la posso proprio fare. Ormai è andato, I totally screwed up!

                                                                           Isotta

venerdì 6 gennaio 2012

Solite lagne...

 "si sentiva invisibile, inadatta, incompresa.
E’ il destino di tutti quelli che Sentono troppo.
il destino di tutti quelli che Amano troppo.
La via obbligata del troppo pensare è veder svanire, 
sotto un velo di incomprensibilità, questo illogico mondo
e restare irrimediabilmente soli…”
Anton Vanligt


Immaginavo di scrivere numerosi post sulle vacanze che tanto adoro, sui preparativi, sullo svolgimento, sulle mille cose che ho fatto mentre ero distante dallo schermo, dalla tastiera, eppure non sono capace. Essendo che il mio scrivere è svuotare la rabbia, il dolore, la tristezza e la depressione, scrivo solo quando queste cattive compagnie suonano il campanello. Perchè pensandoci bene, se fossi tranquilla e serena sarei a zampettare in giro col mio Buddy, a divorare con gli occhi le vetrine, a ballare nel fumo dei locali la notte, a scherzare con gli amici, come ho fatto nei momenti in cui non c'erano nuovi post sul blog. Invece oggi scrivo, dopo tanto tempo, perchè dopo tanto sono di nuovo nel pozzo nero, le parole gli artigli che mi salvano dal baratro.
Non so essere felice e se qualcuno di voi è così caritatevole ed incline al volontariato da leggere i miei piagnistei lo saprà bene.
Quindi mi scuso con i post incompiuti che albergano le mie bozze, non vedranno mai la rete; mi scuso con chi magari ogni tanto passa a vedere se ho mantenuto la promessa di scrivere il post post-natale o se ci sono segni di vita, perchè gli ho dato buca; mi scuso con il disegno iniziato in un periodo nero e abbandonato, per poi essere nuovamente usato come valvola di sfogo, ancora una volta, nell'ennesimo periodo nero; mi scuso con tutti quelli che devono subire questa altalenante spirale di momenti buoni e momenti cattivi, di apprezzamento e rifiuto, di vicinanza ed allontanamento, di amore ed odio.
Non ho imparato ad usare le sfumature. E non garantisco che mai imparerò a farlo.
D'altra parte io non starei mai vicino ad una persona così, la lascerei marcire nei suoi attacchi di panico, di ira, di rabbia, nel suo smarrimento e nella sua solitudine, nella depressione più tetra. Allo stesso modo non leggerei mai un blog noioso che parla solo di tristezze ingiustificate e malumori ciclici.
Chiedo scusa a tutti, anche a chi per sbaglio mi si è seduto vicino sul treno, con ogni probabilità avrò infettato anche la sua vita.
Adesso desidero che il tempo passi in fretta, in modo che io possa tornate nella mia stanza-prigione, a guardare il soffitto e dormire il resto del tempo, ad aspettare che passi, a piangermi addosso, a cercare una sola ragione per la quale questo strazio vada sopportato, e gioire nel non averla trovata.
E poi piove.

                                                                                    Isotta