venerdì 12 aprile 2013

Impotenza.

Vorrei scrivere qualcosa di toccante, di talmente profondo da colmare le distanze che ho lasciato tra me e queste pagine bianche.
Non avrei mai voluto essere di nuovo qui, eppure eccomi. La verità è che per un po' sono stata bene. Bene è un parolone per quelli come me.
Le mie dita non fremevano sopra i tasti perchè in viso non c'erano lacrime, e se, comunque, nemmeno un sorriso, almeno non lacrime.
Un Natale, un compleanno ed una Pasqua, ecco quanto è duraturo il mio stare bene.
Giusto il tempo di poterlo realizzare e poi di nuovo vederlo schiantare sull'asfalto. Cosa cambia non lo so, e se lo sapessi probabilmente non esisterebbe più, vi porrei rimedio, dando per scontato di averne le capacità.
Adesso sono qui, probabile che per quante volte mi vedrete sparire, altrettante ritornerò.
Qualcosa nella mia vita è cambiato, ho finito gli esami, sono quasi finiti quattro mesi di internato, ho cambiato colore di capelli e profumo. Tuttavia sono sempre io, ed è con questo che faccio i conti, la sera.
Mi aggrappo alle scadenze, come se fossero svolte epocali pronte a donarmi un cambiamento talmente radicale da stravolgermi la vita. Così, ogni volta di più, sbatto contro il fatto che niente cambierà mai, finchè non cambierò io.
L'orologio fa tic-tac. Credo che il fallimento sia essere esattamente quello che ti eri ripromessa di non essere.
A Luglio prenderò una laurea di cui non mi è importato niente e di cui non mi importerà niente, poi che ne sarà di me?
Ho così tanto aspettato di poter ritornare finalmente a casa, al Paesello. Sarà l'ennesima delusione? Credo proprio di si.
Finirò ad essere chi? Io senza libri non sono nessuno. Per paura sposerò l'uomo da cui cerco da troppo tempo disperatamente di allontanarmi, ma di cui non posso fare a meno visto che è l'unico essere umano, a prescindere dal fatto che la stima che provo nei suoi confronti non è in grado di classificarlo tale, un vermetto, al massimo, senza offesa per i vermetti, a degnarsi di starmi accanto, senza capirmi o voler sforzarsi di farlo, suppongo, ma ci si accontenta.
Allora eccomi qua, nel brodo lamentoso in cui mi piace tanto crogiolarmi.
Domani passa, ma oggi avevo voglia di tornare.
Aspetto qui, qualcosa.


                                                                                               Isotta

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