Si. Lo ripetevo ossessivamente.
I miei mi hanno sempre raccontato di quella volta che duenne ballavo sculettavo davanti al televisore, con la pancia fuori, per imitare la Pamela Prati dei tempi d'oro del bagaglino.
Dovevano cominciare a farsi qualche domanda da allora, presumo, e magari iniziare con le sedute di psicoterapia già dall'asilo. Che una cresce e si porta dietro anche i tarli nella testa. Non ho mai giocato a fare la mamma o, che ne so, la maestra, tipici giochi da bambina normale. No, io ero modella, ballerinaindiscotecasulcubo che allora non sapevo trattasi di cubista, ballerina di tivù, attrice, e persino, dopo aver visto un telefilm, non ricordo bene, volevo ardentemente imparare la lap-dance, aivoja che tutti mi ripetevano che non sta bene, io mi ero innamorata delle acrobazie per aria, dei vestitini-ini-ini sbrilluccicanti, del trucco pesante.
Non chiedetemi il motivo di tali scelte, obiettivamente opinabili, ma i fatti così stanno e tanto vale dichiarali. E niente, passavo le giornate rubando foulard e scialletti vari a madre e nonna, piazzandomeli addosso a mo' di abiti da gran sera e poi sfilavo sotto i faretti del corridoio che erano i miei riflettori, le luci della ribalta, i flash dei fotografi, ore a fare su e giu, consumare il parquet, a truccarmi e pettinarmi di nascosto prima, che se mi vedeva mia madre erano cavoletti, e nel caso mi avesse sgamato, praticamente sempre, la regola era mentire, mentire a tutti i costi, anche sotto tortura, anche nonostante le palpebre di un non molto elegante blu e le labbra truccate da un makeup-artist cieco, di quel rosa che mi piaceva tanto. Immaginavo gli occhi di tutti puntati addosso, gli applausi, l'approvazione della gente, e decretavo che non ci sarebbe stato niente di più bello da poter fare per tutta la vita.
Poi i fatti non seguono praticamente mai i desideri della gente, e se da bambina non lo capisci che devi avere certi requisiti, da grandicella te ne accorgi. Ti accorgi di avere qualcosa che non va quando i tuoi vestiti sono ancora otto anni e gli altri è da un bel po' che sono passati ai sedici; quando passeggiando con le amiche per dire loro qualcosa nell'orecchio devi alzarti sulle punte, e mille volte ancora. Che purtroppo pare che le modelle debbano avere un' altezza minima a cui tu non arrivi nemmeno se ti fai la cofana sulla testa, e le ballerine di tivù uguale, e le veline idem. Che il bel faccino, il corpo atletico e il sapersi muovere non bastano, se non distribuiti su almeno un metro e settanta. Così iniziano a partire la sfilza di luoghi comuni/consolazioni/pacchesullespalle/spallucce desolate "nella botte piccola c'è il vino buono e blablabla..." , o la cosa che proprio odio "ma quelle sono galline!Tu sei intelligente!"
E che me ne faccio dell'intelligenza non si sa. Stuidiamo, studiamo, studiamo e poi? Se ti va bene per trovare considerazione nel ruolo che hai faticato per raggiungere devi espatriare, con tutto quello che ne consegue, lontanaza, solitudine, saudaji. O trovi un lavoro sottopagato o non lo trovi proprio un lavoro.
Essere bella è tutta un'altra cosa. Tanto per incominciare, nel nostro Paese è l'unica cosa che fa reddito, ti da una posizione (non fate i maliziosi...), addirittura ti assicura la pensione da ministro, inoltre non bisogna impegnarsi più di tanto , spesso chi è bella non ha un pelo, ha i denti bianchissimi e la pelle perfetta, i capelli fluenti anche dopo la sauna, non deve sforzarsi in palestra o patire le torture di HannibalL'Estetista. Non bisogna neanche impegnarsi ad essere simpatiche, interessanti, alla mano, allegre o cordiali, basta un sorriso e l'individuo dall'altra parte già è perdutamente innamorato, al massimo impegnato a fissarti il fondoschiena. Se fossi bella e nemmeno in grado di sculettare su un bancone, non temere, c'è e ci sarà sempre un imprenditore pronto a pagare a vita i tuoi stravizi pur di potersi fare un giro sulla giostra; e se tu invece volessi il vero amore, stai tranquilla, potresti anche essere cattiva ed acida come Malefica, avresti sempre accanto l'uomo che hai scelto, fedele come il tuo pincher nano!
Se possiedi spirito di indipendenza da vendere e vuoi mantenerti da sola, dovresti posare per qualche scatto fotografico o farti truccare e pettinare per sorridere davanti ad una telecamera. Lo so, lo so... so' sacrifici!
Avete presente la tipica domanda "ma se tu potessi sciegliere, no.."
"Stavi per chiedermi se rinuncerei al mio cervello, all'integrità morale nei confronti dei miei genitori, alla vita privata che possa chiamarsi tale, la cucina calorica della nonna e l'anonimato, per essere una lobotomizzata, mezza nuda ma con uno stacco di coscia che 'llevate...non è necessario nemmeno che continui. C'è solo una risposta. Si."
E se siete di quelle che affermano con sincera invidia convinzione, che voi non scambiereste il cervello con la bellezza... vediamo se siete di questo avviso dopo quanto segue:
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Di Natale e Iaquinta, mutanda/boxer nero.. |
Marco, lo hanno fatto su misura per me...
E adesso gioca pure nella mia Juve. Perfetto!
Se sieta ancora di quell'avviso? Sicure, sicure, sicure?
Io ribadisco:
"Volevo fare la Velina!"
P.P.S. Ma lo sapete che me ne sbatto dell'esame cancellato?
Olè!
Vi bacio tutteeee!!!